Roma, 22 ott. (askanews) – Per la Bce è diventato “più difficile” fare politica monetaria, perché questo susseguirsi di shock sul lato dell’offerta da un lato fanno aumentare l’inflazione, dall’altro indeboliscono la crescita. Un quadro con il quale l’istituzione si trova di fronte a un “dilemma”. Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che siede nel Consiglio direttivo della Bce, come tutti i suoi pari di banche centrali dell’area euro, durante il Festival dell’economia a Torino.
“Ora il problema che abbiamo di fronte è che siccome sono diventati più frequenti quelli che gli economisti chiamano gli shock di offerta, cioè degli shock che spingo verso l’alto l’inflazione e verso il basso la crescita, lì la Banca centrale ha un dilemma. Perché per ricondurre l’inflazione in linea con l’obiettivo della Banca centrale bisogna aumentare i tassi, ma questo poi indebolisce l’economia. In questo senso è diventato più difficile fare politica monetaria”, ha spiegato.
“Perché in una fase in cui vi sono quelli che noi definiamo gli shock di domanda, cioè che spingono verso l’alto sia l’attività economica, sia l’inflazione, si contiene la domanda e l’inflazione si riporta verso il basso. Qui è complicato perché ogni decisione presa per mantenere fede al nostro mandato poi ha un impatto sulla crescita. In questo senso diventa tutto quanto più complicato”, ha rilevato.
“La politica monetaria opera in un ambiente diverso, nuovo rispetto al passato. Non abbiamo mai visto in passato una rivoluzione tecnologica così rapida e così estesa”, a cui si aggiungono i problemi geopolitici, ha notato.

