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Bce risponde al caro energia con la prima stretta monetaria dal 2023

Bce risponde al caro energia con la prima stretta monetaria dal 2023

Lagarde prudente sulle prossime mosse e rassicura sull’economia

Roma, 11 giu. (askanews) – La Banca centrale europea vara la sua prima stretta monetaria da oltre due anni e mezzo. Una risposta ai balzi dei prezzi dell’energia e al rafforzamento dell’inflazione, innescati dalla crisi nello stretto di Hormuz. Una mossa limitata, con l’istituzione che da un lato mostra di volersi muovere con cautela, dall’altro rileva che l’economia dell’area euro, per quanto con delle previsioni di crescita limate, resta orientata all’espansione.

Il Consiglio direttivo di giugno si chiude senza sorprese. La Bce ha alzato di 0,25 punti percentuali i livelli guida e il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi e sale così al 2,25%. Si tratta del primo aumento dei tassi dal settembre del 2023, quando l’istituzione operò l’ultimo rialzo in occasione della precedente fase di aumento inflazionistico (all’epoca i tassi di riferimento erano stati aumentati al 4%).

“La decisione di oggi è stata presa all’unanimità, senza eccezioni: non abbiamo discusso, né dibattuto alcuna altra alternativa proposta rispetto a quella che è stata raccomandata dal nostro capo economista. Nessuna discussione di sorta”, ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Il Consiglio si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Ma deciderà le prossime mosse volta per volta, senza vincolarsi ad un percorso predeterminato.

Oggi la Bce ha anche rivisto al rialzo le previsioni di inflazione – al 3 percento nel 2026, cui dovrebbe seguire un 2,3 percento nel 2027 e un 2 percento nel 2028 – e limato quelle di crescita economica: più 0,8 percento del Pil quest’anno, cui dovrebbe seguire più 1,2 percento il prossimo e più 1,5 percento nel 2028.

Ma nonostante queste limature “non siamo in un contesto in cui la crescita è assente o sotto grave minaccia – ha voluto rimarcare Lagarde -. E si può fare molto di più, con riforme strutturali, incoraggiando un mercato europeo che non abbia ostacoli al commercio, facendo l’unione dei risparmi e degli investimenti” per sostenere l’attività, per cui “incoraggiamo tanto” queste manovre.

Nel frattempo, sul caro vita “stiamo iniziando a vedere un allargamento dell’inflazione nell’economia, sia in termini diretti sia in termini indiretti, ma a questo punto non ancora come effetti di secondo livello, ma staremo estremamente attenti”, ha detto.

“Vediamo i prezzi dell’energia ampliarsi nell’economia, è per questo che abbiamo preso oggi questa decisione” sui tassi di interesse. “L’inflazione si sta allargando, l’inflazione di fondo, tutto questo punta nella direzione di dover alzare i tassi di interessi. Dato il nostro compito di ripristinare la stabilità dei prezzi abbiamo preso questa decisione”. (di Roberto Vozzi).