Non strumentalizzare Greta e le Sardine - QdS

Non strumentalizzare Greta e le Sardine

Carlo Alberto Tregua

Non strumentalizzare Greta e le Sardine

martedì 17 Dicembre 2019 - 00:00

Come le Sardine, cominciò l’M5s, che noi accogliemmo con favore dando loro il consenso il 4 marzo del 2018. Poi, però, dopo la scomparsa di Gianroberto Casaleggio, la vera mente del Movimento, esso è diventato uno dei tanti partiti, con gli stessi difetti cui si accumula quello dell’inesperienza.
L’attaccamento alla poltrona viene anche spiegato con il fatto che oltre duecento parlamentari, neofiti appena eletti, hanno contratto mutuo con la banca interna del Parlamento (probabilmente per acquistare la casa), per cui sono terrorizzati dal fatto che, ritornando al loro primitivo stato, forse di disoccupati, non sarebbero più in condizioni di pagare tale mutuo.
Il totem dell’M5s è il Governo del popolo, cioè la cosiddetta democrazia diretta, che invece viene eterodiretta da quell’insieme di meccanismi digitali che sembra coinvolgano ma, in effetti, guidano.
Ho letto con piacere che un giovane diciottenne, Francesco, è felice senza smartphone, che non usa più da due anni. Non sembra, ma c’entra!

Le Sardine cominciano da dove l’M5s ha concluso la sua esperienza popolare. Diamo il benvenuto a questi giovani, che si sono svegliati, e auguriamo per il bene comune che essi non si trasformino, a loro volta, in partito.
Se restassero movimento di opinione, fresco e spontaneo, probabilmente la loro pressione, anche mediatica su Governo, Regioni, Comuni e altre istituzioni sarebbe più efficace.
Sono stati contati già 150 leader, riuniti a progettare la fase due di quel movimento. Sono tutti giovani e giovanissimi, pieni di entusiasmo e di idee, anche se mancano loro le necessarie esperienze e competenze, che sicuramente la loro giovane età non gli consente di possedere.
C’è da augurarsi che i soliti marpioni non si impadroniscano di questo movimento per fargli fare ciò che vogliono, tarpando gli entusiasmi di questi giovani.
Nella riunione di piazza San Giovanni a Roma di domenica 15 dicembre, hanno posto alcune questioni, tra cui la lotta a ogni forma di populismo, il rilancio della partecipazione civile e dell’impegno in prima persona per il bene del Paese. Senza insulti, né violenza.
Dobbiamo osservare che i bersagli prima indicati sono di principio, ma non concreti.
Invece, ai giovani non è passato per la testa che attorno al loro collo si stringe sempre di più il nodo scorsoio del debito pubblico, in modo lento ma costante. Non si sono accorti, ancora, che saranno loro a dover rimborsare il debito che la generazione precedente sta facendo, continuando a firmare cambiali, cioè Btp.
Questo dovrebbe essere l’obiettivo primario a tutela della loro generazione: la diminuzione del debito, che poi dovranno rimborsare.
I giovani sono il futuro. Che bello vederne tanti: musicisti professionisti, diretti da Riccardo Muti, che nell’Aula del Senato, domenica scorsa, hanno allietato le orecchie di tanti italiani che hanno assistito al loro concerto.
I giovani si sono svegliati, ora sarebbe il caso che si svegliassero i ceti medi, che invece amano farsi denominare maggioranza silenziosa. Finché i cittadini stanno in silenzio, danno ragione e consenso a chi commette atti politici osceni e contro il loro interesse. La maggioranza silenziosa, proprio perché tale, ha invece il dovere di farsi sentire.

Greta Thunberg, la sedicenne svedese, ha avuto il compito, quasi ispirato dall’Alto, di svegliare le coscienze dei cittadini del Mondo, che fanno finta di non accorgersi di come la Terra stia andando verso il baratro ambientale.
Anche in questo caso, è necessario che essa non si faccia strumentalizzare e che non assuma atteggiamenti da giovane star del cinema, per evitare di entrare in una sorta di fiction come The Truman Show.
Vogliamo anche segnalare la giovane russa Olga Misik, che sta tentando di smuovere lo stagno in quella nazione “democratica” che è la Russia.
Un accenno alla guerra contro bevande zuccherate e plastiche velenose: anche esse inquinano fortemente l’ambiente e danneggiano la salute delle persone.
Giusta è la posizione del Governo nel rendere poco convenienti le produzioni di tali beni di consumo. Una svolta verso plastica biodegradabile e bevande non tossiche è auspicabile.

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