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Beni confiscati, 50 Comuni siciliani non pubblicano gli elenchi: la lista

Beni confiscati, 50 Comuni siciliani non pubblicano gli elenchi: la lista
Associazione Libera – Beni confiscati

Il monitoraggio di Libera indica un miglioramento sull’Isola ma la qualità delle informazioni pubblicate resta sotto la media nazionale

La gestione dei beni confiscati da parte nei Comuni siciliani e in tutto il Paese diventa più trasparente, segnando un importante passo avanti. In Sicilia sono 50 i Comuni che non hanno ancora pubblicato l’elenco dei beni confiscati loro assegnati, pari al 24% del totale. Tuttavia, si tratterebbe di un numero in calo rispetto alle rilevazioni passate. Quindi i progressi riguardano anche l’Isola ma sono tre le amministrazioni che non rendono pubblico il documento.

Su 1.174 Comuni che hanno ricevuto in gestione immobili confiscati alla criminalità organizzata, 938, pari al 79,8%, pubblicano sul proprio sito l’elenco dei beni rispettando così l’obbligo previsto. Restano invece 236 amministrazioni, il 20,2% del totale, che non risultano ancora in regola. È il quadro che emerge dalla quarta edizione di “RimanDATI”, il monitoraggio nazionale realizzato da Libera insieme al Gruppo Abele, al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo dell’Istat.

La rilevazione della trasparenza dei Comuni

Il monitoraggio è stato realizzato con il coinvolgimento di oltre 80 volontari distribuiti sul territorio nazionale, appositamente formati per verificare in modo puntuale il grado di trasparenza delle amministrazioni locali. Il dato evidenzia un incremento del 15% rispetto alla rilevazione precedente, condotta nel 2024, e conferma un cambiamento significativo se confrontato con il primo report del 2021. Allora, infatti, appena il 38% degli enti rendeva disponibili queste informazioni e non era ancora presente un criterio comune che consentisse di effettuare un confronto omogeneo.

Enti sovracomunali: Messina provincia siciliana ancora fuori

Se sul fronte dei Comuni siciliani restano ancora diverse amministrazioni che non hanno reso pubblici i dati, il quadro cambia guardando agli enti sovracomunali. Tra province e città metropolitane dell’Isola destinatarie di beni confiscati, infatti, la Provincia di Messina è l’unica a non pubblicare sul proprio sito l’elenco dei beni che le sono stati affidati. Un dato che evidenzia una criticità sul fronte della trasparenza proprio nella gestione di un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata.

Sull’Isola l’elenco dei beni confiscati è disponibile ma poco accessibile

Anche a livello regionale la Sicilia presenta un margine di miglioramento sul fronte della trasparenza. La Regione Siciliana mette infatti a disposizione l’elenco dei beni confiscati ma le modalità con cui le informazioni sono pubblicate non ne facilitano una consultazione immediata da parte dei cittadini. I dati risultano quindi formalmente disponibili ma non organizzati in modo da rendere semplice e intuitiva la loro individuazione.

Un limite che rischia di ridurre l’effettiva accessibilità delle informazioni e, di conseguenza, la possibilità per l’utenza di conoscere con chiarezza quali beni siano stati sottratti alla criminalità organizzata e quale sia il loro percorso di gestione e destinazione.

ma restano delle criticità

Sud e Isole al 75%, cresce la possibilità di consultarli

Nel quadro della rilevazione, il Sud Italia e le Isole raggiungono il 75% di Comuni adempienti rispetto all’obbligo di pubblicazione degli elenchi dei beni confiscati. Un dato che conferma la crescita della trasparenza anche nelle amministrazioni del Mezzogiorno, dove il monitoraggio evidenzia un percorso di progressivo miglioramento. All’interno di questo quadro si inserisce anche la Sicilia, che conta ancora 50 Comuni, pari al 24% del totale, che non rendono pubblico l’elenco dei beni confiscati loro affidati. La situazione dell’Isola mostra quindi un livello di adempimento significativo, ma anche una quota non trascurabile di amministrazioni che devono ancora colmare il divario sul fronte della pubblicazione dei dati.

I Comuni pubblicano gli elenchi

Sono 208 i Comuni siciliani sottoposti al monitoraggio, ovvero tutte le amministrazioni dell’Isola alle quali risultano assegnati beni confiscati. Di questi, 158, pari al 76%, hanno pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco dei beni. Il dato segna un miglioramento del 14% rispetto alla prima rilevazione, confermando una crescita della trasparenza nella gestione del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata.

Restano però criticità legate non tanto alla presenza delle informazioni, quanto alla loro effettiva fruibilità. Nel ranking della trasparenza, che valuta quanto sia semplice per i cittadini trovare, consultare e comprendere i dati messi a disposizione dalle amministrazioni, i Comuni siciliani raggiungono infatti il 49,50%, una percentuale inferiore alla media nazionale del 56%. Il passo successivo, quindi, riguarda la qualità della pubblicazione: rendere i dati accessibili non significa soltanto inserirli online, ma anche organizzarli in modo chiaro e facilmente consultabile.

I Comuni siciliani ancora inadempienti

Sono 50 le amministrazioni comunali siciliane che, secondo il monitoraggio, non risultano ancora in regola con la pubblicazione dell’elenco dei beni confiscati loro affidati. Ecco i Comuni, in ordine alfabetico:

Antillo, Calatabiano, Capo d’Orlando, Castiglione, Cefalù, Cianciana, Erice, Favignana, Floresta, Giardini Naxos, Giarre, Gioiosa Marea, Licodia Eubea, Lipari, Mascali, Mazara del Vallo, Melilli, Menfi, Merì, Messina, Misilmeri, Misterbianco, Modica, Montedoro, Niscemi, Pachino, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Pietraperzia, Polizzi, Pozzallo, Prizzi, Racalmuto, Raffadali, Ragalna, Ramacca, Reitano, Roccella Valdemone, Sambuca, Santa Elisabetta, Santa Flavia, Santa Lucia del Mela, Sant’Agata Li Battiati, Serradifalco, Sinagra, Torrenova, Trappeto, Trecastagni e Vizzini.