È entrato in vigore oggi, 19 marzo, il taglio delle accise sui carburanti e i primi effetti iniziano già a riflettersi anche in Sicilia, dove il costo alla pompa continua a rappresentare una delle principali voci di spesa per famiglie e imprese. I dati aggiornati alle 8:30 di questa mattina dal Mimit restituiscono una fotografia chiara della situazione nell’Isola: la benzina in modalità self service si attesta a una media di 1,909 euro al litro, mentre il gasolio resta più alto, arrivando a 2,143 euro al litro. Più contenuti i prezzi degli altri carburanti, con il Gpl servito a 0,765 euro e il metano servito a 1,801 euro. Numeri che confermano come la Sicilia continui a muoversi su livelli elevati rispetto alla media nazionale, proprio nel giorno in cui entra in vigore la riduzione delle accise. Il decreto carburanti pubblicato in Gazzetta Ufficiale prevede infatti un taglio di 20 centesimi al litro, che diventano circa 24,4 centesimi includendo anche l’Iva. Una misura che, nei fatti, comporta un risparmio medio di circa 12,2 euro per un pieno da 50 litri.
Codacons: “I tagli annunciati…”
Il provvedimento, tuttavia, è già al centro del dibattito. Il Codacons ha evidenziato come la riduzione sia inferiore rispetto ai 25 centesimi annunciati inizialmente dal Governo. In base al testo, le accise su benzina e gasolio passano da 672,90 euro a 472,90 euro per 1.000 litri, determinando quindi una diminuzione effettiva di 20 centesimi al litro. Una differenza che, seppur apparentemente minima, pesa sui consumatori, soprattutto in territori come la Sicilia dove il costo dei carburanti è storicamente più alto. E infatti, anche dopo il taglio, le stime indicano che il gasolio potrebbe scendere intorno a quota 1,88 euro al litro e la benzina attorno a 1,64 euro, sempre nell’ipotesi di prezzi industriali invariati. Un calo significativo, ma che lascia ancora il diesel vicino alla soglia dei 2 euro, considerata critica per molte categorie.
Unc: “Taglio uniforme non efficace”
A sottolinearlo è anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, l’Unione nazionale consumatori, secondo cui il taglio uniforme rischia di non essere efficace per il gasolio, che continua a incidere maggiormente su trasporti e attività produttive. Una riduzione differenziata, con uno sconto più consistente sul diesel, avrebbe probabilmente avuto un impatto più equilibrato. In Sicilia, dove l’automobile resta spesso l’unico mezzo realmente utilizzabile per spostarsi, il taglio delle accise rappresenta comunque una boccata d’ossigeno. Tuttavia, il beneficio appare ancora limitato rispetto alle difficoltà quotidiane di cittadini e lavoratori, alle prese con costi elevati e servizi di trasporto pubblico non sempre adeguati.
Serve pensare anche alle bollette
Resta inoltre aperto il tema più ampio del caro energia. Le associazioni dei consumatori chiedono un intervento immediato anche sulle bollette di luce e gas, per evitare che il risparmio ottenuto alla pompa venga annullato da nuovi rincari su altri fronti. Per i siciliani, dunque, il 19 marzo segna l’inizio di una riduzione concreta dei prezzi dei carburanti, visibile già nei dati ufficiali, ma ancora insufficiente per riportare il costo della mobilità a livelli davvero sostenibili. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il taglio delle accise riuscirà a consolidarsi o se resterà soltanto un sollievo temporaneo in un contesto economico ancora fragile.

