I mezzi di stampa, radio, televisioni e media sociali continuano a definire la Legge di Bilancio 2027 “una manovra da ventisei miliardi”. Scusate la mia ignoranza, nonostante abbia fatto il dottore commercialista per cinquant’anni, ma che vuol dire una manovra da ventisei miliardi? È chiaro che vi è una spiegazione e cioè si tratta, in buona sostanza, di un aumento del debito, ma non si può usare, seppure in sintesi, la frase prima virgolettata perché è incomprensibile per i cittadini.
Allora delle due l’una: o il Governo fa comunicati per non farsi capire oppure non si spiega perché questi comunicati siano così ermetici.
Al di là di questo, bisogna precisare che il Disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri andrà in Parlamento e subirà modifiche su modifiche dai due rami dello stesso, perché interverranno da qui al 31 dicembre (presunto giorno di definitiva approvazione) su una quantità non stimabile di emendamenti.
Legge di Bilancio 2027, l’iter parlamentare e le modifiche
Perché diciamo il 31 dicembre come data di definitiva approvazione? La ragione è semplice: per mettere d’accordo tutte le parti della stessa Maggioranza e forse accogliere qualche emendamento dell’Opposizione, cioè dell’area progressista.
Ovviamente, da un punto di vista dell’ordine della legge, il Parlamento ricorrerà a quello scempio criticato continuamente dal Presidente della Repubblica e da tutti i costituzionalisti, cioè un articolo unico con novecento o mille commi: un insieme di norme inestricabili e confuse fatte apposta per non far capire ai cittadini la portata della legge di bilancio.
Cosicché poi vi sono i “traduttori”, ovvero coloro che fanno i comunicati stampa e che portano all’Opinione pubblica ciò che a loro interessa, sviando da ciò che a loro non interessa. In questo modo aumenta la confusione di cittadine e cittadini, i quali conoscono solo quello che arriva loro da tali comunicati.
Comunicazione istituzionale e informazione ai cittadini
Continuare con questo ermetismo nelle comunicazioni che si fanno all’Opinione pubblica non può essere casuale, ma frutto di un preciso disegno dei responsabili istituzionali, che è quello di mantenere nell’ignoranza la Popolazione, in modo da poterne manipolare la cognizione e di conseguenza la volontà, che poi tra un anno sarà espressa nelle urne.
Ma vediamo nella sostanza alcune importanti caratteristiche del disegno della Legge di Bilancio 2027.
Legge di Bilancio 2027, conti pubblici e investimenti
La prima è una caratteristica positiva e cioè quella che il ministro del ramo, Giancarlo Giorgetti, continua a sostenere con ragione: “Tenere i conti in ordine”, cioè evitare lo sforamento al di sopra del tre per cento del rapporto Pil-debito in modo da rientrare nella norma europea e togliere la procedura di infrazione che ormai esiste da molti anni.
La seconda riguarda come tenere i conti in ordine: significa non aumentare le spese, che comunque, per effetto dell’inflazione, di dati automatici e di leggi dei precedenti anni che hanno stabilito gli automatismi, aumentano per conto proprio.
La terza che vogliamo mettere in evidenza è che questa legge non prevede il salto di qualità nel settore degli investimenti pubblici e privati riguardanti le infrastrutture, la riparazione del territorio, l’attivazione di progetti per la produzione di energia nucleare di ultima generazione e soprattutto non si è posta la questione del Meridione, nel quale vi sono ben sette Regioni classificate dall’Ue come “sotto o meno sviluppate”.
Questione meridionale, il divario tra Nord e Sud
La Questione meridionale esiste da quando Vittorio Emanuele II a Teano si fece consegnare il Sud da Giuseppe Garibaldi, il 26 ottobre 1860. Il Sud era ricco, con i forzieri pieni del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, con l’industria che produceva materiale ferroviario in Calabria, un’agricoltura autosufficiente e così via. Nel momento in cui fu “conquistato” dal Re piemontese invertì la sua posizione, perché gli eserciti invasori svuotarono immediatamente i forzieri dei due Banchi, trasportando l’oro nelle casse del Regno di Sardegna (che comprendeva il Piemonte), vuote e con un governo pieno di debiti.
Da quel giorno è cominciato il declino del Mezzogiorno, che ancora non si è esaurito. Ma la Legge di Bilancio 2027 nulla dice su questo squilibrio, che andrebbe affrontato con determinazione e urgenza.

