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Bimba morta a Bordighera, la madre piange davanti al gip: “Mai picchiato le mie figlie” 

Bimba morta a Bordighera, la madre piange davanti al gip: “Mai picchiato le mie figlie” 
Emanuela Aiello, indagata per l’omicidio della piccola figlia Beatrice

Emanuela Aiello, madre della piccola Beatrice, morta lo scorso 9 febbraio, in lacrime durante l’interrogatorio negando tutte le accuse

Non ho mai messo le mani addosso alle mie figlie e non ho mai assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie”. Queste le parole pronunciate in lacrime davanti al gip da Emanuela Aiello, madre della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta il 9 febbraio scorso.. “Abbiamo preso atto che è stato modificato il capo di imputazione – spiegano i legali della donna – Purtroppo gli atti non ci sono stati ancora forniti. Aiello ha risposto a tutte le domande del gip e del pm, si è commossa e ha pianto al ricordo di Beatrice”. La donna resta in carcere. 

Il compagno della donna Iannuzzi non risponde al gip

Emanuel Iannuzzi, arrestato con l’accusa di maltrattamenti da cui è derivata la morte della piccola Beatrice, interrogato dal gip di Imperia in sede di convalida dell’arresto, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere su consiglio dei difensori. “Non abbiamo ancora gli atti – ha detto l’avvocato – di conseguenza la scelta più logica è farlo avvalere. E’ sconvolto e sotto shock ma continua a dichiararsi innocente. Il non rispondere è dipeso dalla scelta difensiva”.

La madre al padre di Beatrice: “Non sono stata io”

“Non sono stata io”. Si sarebbe rivolta così Emanuela Aiello al padre delle sue figlie Maurizio Rao in riferimento alla morte di Beatrice. Morte per la quale sia lei che il nuovo compagno, Emanuel Iannuzzi, si trovano in carcere con l’accusa, in concorso tra loro, di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. A riferirlo è l’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale di Rao, insieme al collega Mario Ventimiglia. Intervenuto a margine dell’udienza di convalida dell’arresto di Iannuzzi e Aiello, il professionista ha ricostruito quel momento avvenuto in sede civile, quando i due si sono trovati faccia a faccia per la prima volta dopo la morte della bambina per un’udienza già calendarizzata da tempo per l’affidamento delle figlie. “L’unica frase che lui le ha detto è stata: “Dimmi la verità”. Lei ha risposto: “Non sono stata io””, ha spiegato l’avvocato, sottolineando come quello sia stato l’unico scambio diretto tra loro. Scaffidi Fonti ha poi chiarito di non aver ancora parlato con il proprio assistito dopo l’udienza.

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