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Binari sequestrati, il Pd alla Camera: “Ritardi e disagi per pendolari Sicilia orientale”

Binari sequestrati, il Pd alla Camera: “Ritardi e disagi per pendolari Sicilia orientale”
Il padiglione C1 delle Ciminiere di Catania distrutto dall’incendio

Interrogazione dei deputati Barbagallo e Marino sulle limitazioni della tratta tra il capoluogo etneo e Messina dopo il rogo che ha colpito le Ciminere: “Dall’incendio ad oggi cancellati circa 60 treni”

ROMA – Finito a più riprese nel mirino delle critiche sui ritardi ferroviari che si registrano in tutta Italia, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini in questi anni ha cercato di difendersi in modi diversi. Dallo sbandieramento in diretta tv dei dati sulla puntualità – nelle scorse settimane Salvini ha dichiarato che per i regionali il tasso è del 90,1 per cento, mentre per l’alta velocità, che in Sicilia non esiste, è del 76,6 per cento – ai recenti sabotaggi che si sono registrati su alcune linee dell’alta velocità, come la Roma-Napoli e la Roma-Firenze. “Odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia”, li ha definiti l’esponente del governo Meloni, aggiungendo di avere “incrementato i controlli per stanare questi delinquenti” e di sperare che “nessuno minimizzi o giustifichi gesti criminali che mettono a rischio la vita delle persone”. Tuttavia, per accertarsi di come viaggiare in treno non di rado corrisponda a un’esperienza che rischia, specialmente per chi fa il pendolare e deve andare al lavoro, di complicare la vita basta salirci sui convogli. In Sicilia, al momento sono tanti i cantieri aperti per opere che puntano a garantire migliori prestazioni, in termini di circolazione ma anche di velocità dei trasporti. Dal raddoppio sulla tratta Messina-Catania ai lavori sull’asse Catania-Palermo. Nei giorni scorsi, però, a finire al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal Partito Democratico alla Camera è stato un tratto su cui non ci sono lavori in corso, ma che da qualche mese è diventato causa di non pochi pendolari.

Interrogazione parlamentare sui ritardi treni Catania-Messina

L’atto è stato firmato dai deputati siciliani Anthony Barbagallo e Maria Stefania Marino. I due esponenti dem chiedono a Salvini di chiarire se siano in programma misure per superare ciò che da novembre sta accadendo a poca distanza dalla stazione centrale di Catania. Il riferimento temporale non è casuale, rimanda infatti al rogo che ha danneggiato le Ciminiere. “Un grave incendio ha colpito nel mese di novembre 2025 il complesso fieristico – si legge nel testo dell’interrogazione depositata a Montecitorio – situato a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Catania, causando ingenti danni e la distruzione dell’auditorium Cutuliscio, simbolo della struttura progettata dall’architetto Giacomo Leone. A seguito del rogo, l’area interessata, compresa quella prospiciente il sedime ferroviario, è stata posta sotto sequestro dalla procura della Repubblica, che ha avviato un’indagine per accertare le cause dell’incendio”. Le attività investigative, che a oggi non hanno portato a novità sulle cause che hanno fatto divampato e diffondere le fiamme, non consentendo al momento di stabilire se si sia trattato di un incidente o altro, né capire se siano attribuibili colpe a qualcuno, hanno determinato “l’inutilizzabilità di tre fasci di binari su sette presso la stazione centrale di Catania, compromettendo la regolare circolazione ferroviaria lungo la direttrice ionica”.

Incendio alle Ciminiere di Catania e binari sotto sequestro

La richiesta di fornire risposte segue anche le lamentele che tra la fine dello scorso anno e in questi primi mesi del 2026 sono arrivate da parte di chi ha nel treno il mezzo di trasporto principale per svolgere le attività quotidiane. In primis, il lavoro. “Negli ultimi mesi numerosi pendolari che viaggiano sulla tratta Catania-Messina hanno subito cancellazioni e soppressioni di corse con frequenza insolitamente elevata, aggravata non solo dagli eventi meteorologici avversi ma anche dalle conseguenze dell’incendio”, scrivono Barbagallo e Marino.

“Secondo quanto denunciato dal Comitato pendolari siciliani Ciufer – proseguono -, dalla sera dell’evento ad oggi sarebbero stati cancellati circa 60 treni, per complessivi 30mila chilometri-treno, nei collegamenti tra Catania Aeroporto Fontanarossa, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini, con gravi disagi per pendolari, studenti e turisti”. Stando a quanto ricostruito dai parlamentari, “la presenza di un’impalcatura prospiciente il sedime ferroviario impedirebbe il pieno utilizzo dei binari, nonostante siano trascorsi mesi dall’evento e la struttura abbia resistito anche a fenomeni meteorologici estremi”.

Rfi, diritto alla mobilità e proposte per ripristinare il servizio ferroviario

All’attenzione del governo è posto anche quanto appreso da Rfi. “Rete ferroviaria italiana ha dichiarato che la riattivazione dei binari è subordinata al nulla osta dell’autorità giudiziaria e che una richiesta in tal senso è già stata avanzata alla magistratura competente. La situazione descritta – vanno avanti Barbagallo e Marino – sta determinando una grave compromissione del diritto alla mobilità in Sicilia orientale, già messa a dura prova dai danni infrastrutturali registrati sull’asse Messina-Taormina”.

Per tutti questi motivi, gli interroganti chiedono se Salvini “sia a conoscenza dei fatti” e quali iniziative intenda prendere per ripristinare la situazione di normalità lungo il tracciato ferroviario etneo. Tra le ipotesi messe in campo dal Partito democratico c’è quella di “attivare un tavolo tecnico con Rete ferroviaria italiana, la Regione Siciliana e le autorità locali competenti, volto a individuare soluzioni temporanee idonee a ripristinare adeguati livelli di servizio”. Il Quotidiano di Sicilia ha chiesto una replica a Ferrovie dello Stato che, però, al momento preferisce non commentare.