Milano, 6 giu. (askanews) – Gli sguardi contrariati di una donna, un fenicottero e un polpo sono i simboli della ribellione della Sardegna all’abbandono del vetro nell’ambiente e ai gesti di incuria e superficialità che “fanno male” all’isola. Attraverso la sensibilità di tre muralisti sardi, infatti, torna, in una veste rinnovata, la campagna di birra Ichnusa “Se deve finire così, non beveteci nemmeno”. La terza edizione della campagna, per tutta l’estate 2026, porterà in porti, aeroporti e luoghi di aggregazione sardi un messaggio di impegno sociale e civico, che è da da sempre parte del muralismo sardo.
Tutto è iniziato nel 2024 quando il birrificio Heineken di Assemini è partito con una campagna diretta: meglio un consumatore in meno che una bottiglia abbandonata in più, accompagnandolo ad un’immagine di bottiglie Ichnusa abbandonate nell’ambiente. Negli anni, la campagna, che porta la firma creativa di LePub, si è arricchita di nuove iniziative e linguaggi per coinvolgere sempre più persone. E quest’anno la scelta è ricaduta sulle grafiche di alcuni artisti locali, realizzate per la scorsa edizione e trasformate in affissioni poste nei principali luoghi di mobilità e socialità dell’isola – dagli aeroporti di Olbia, Alghero e Cagliari al porto e alle zone della movida.
“Il nostro impegno nasce dal legame profondo che abbiamo con questa terra, un legame che ci spinge a fare sempre un passo in più quando una nostra bottiglia finisce dove non dovrebbe – racconta Paolo Ciccarelli, direttore del Birrificio Ichnusa – Per noi comunicare non basta: vogliamo agire, coinvolgere la comunità e soprattutto i giovani. Per questo partire da AteneiKa è importante, perché è un luogo di socialità dove il nostro messaggio può diventare un gesto concreto. Vedere che sempre più persone prestano attenzione al corretto smaltimento del vetro è il segnale che il percorso intrapreso sta davvero dando i suoi frutti”.
Le creatività sono state realizzate dagli artisti Sardomuto, Marinetti e Stella Ziantoni, in collaborazione con Urban Center. Nelle nove illustrazioni selezionate, la Sardegna che si ribella prende vita attraverso animali, personaggi identitari e paesaggi selvaggi, mostrando la bellezza e le fragilità del territorio sardo e la necessità di rispettarlo.

