Sono serviti cinque anni, ma il momento in cui le barriere laterali lungo alcuni tratti dell’autostrada A20 Palermo-Messina sembra ormai dietro l’angolo. Autostrade Siciliane (l’ex Cas) ha infatti ufficializzato i risultati di una gara d’appalto del valore di oltre dieci milioni iniziata alla fine dello scorso anno. Ad aggiudicarsela sono state la Preve Costruzioni Spa e il Consorzio stabile Infra.Tech. I due operatori economici hanno presentato l’offerta insieme. Nel complesso sono stati 16 i partecipanti alla procedura finanziata dall’assessorato regionale alle Infrastrutture.
Prima di arrivare a stilare la graduatoria definitiva è stato necessario valutare l’ipotesi di anomalia delle proposte di chi ha presentato le condizioni economiche e tecniche migliori. Va ricordato che il carattere di anomalia scaturisce da fattori innanzitutto aritmetici connessi ai punteggi ottenuti; una sorta di alert a cui segue una valutazione dei giustificativi presentati dalle aziende a sostegno della propria offerta. Sta alla stazione appaltante considerare le condizioni proposte adeguate a garantire la corretta ed efficienza esecuzione delle opere e dei servizi richiesti.
Il verdetto e il ribasso del 27,515%
“Alla luce delle determinazioni del Rup in merito alle offerte anomale e viste le risultanze delle offerte e l’esito positivo del controllo della busta amministrativa, la commissione ha proposto l’aggiudicazione – si legge nel verbale conclusivo della procedura – all’operatore economico Preve Costruzioni-Consorzio stabile Infra.Tech, che ha offerto il ribasso del 27,515 per cento sull’importo a base di gara, per un importo complessivo dei lavori pari a 6.966.595,19 euro”.
Alle due aziende toccherà la fornitura e l’installazione dei guard rail in un tratto messinese dell’autostrada. Si tratta nello specifico dei viadotti compresi tra la barriera di Messina Sud (Tremestieri) e Milazzo.
I punti in cui si interverrà sono quelli che vanno dal chilometro zero al chilometro 38+022, dal chilometro 58+153 al chilometro 168+190 e infine dal chilometro 181+000 al chilometro 183+000.
Il lungo iter del Cas
L’idea di sostituire le barriere affonda nel passato. Il percorso amministrativo iniziò a maggio del 2021. “Il Consorzio per le Autostrade Siciliane, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza delle tratte autostradali di propria gestione, ha avviato un programma di interventi atti alla riqualificazione delle barriere di sicurezza, della pavimentazione in conglomerato bituminoso nonché delle gallerie”, viene ricordato nel provvedimento di aggiudicazione, in cui si sottolinea che lo studio di fattibilità venne commissionato cinque anni fa. “Si è ritenuto necessario prevedere un intervento per la riqualificazione e l’integrazione dei sistemi di sicurezza stradale alle vigenti normative in entrambe le direzioni, limitatamente alle barriere bordo ponte su opera d’arte, al fine di migliorare lo standard e garantire adeguate condizioni di sicurezza per gli utenti”, si legge.
Prima di arrivare alla gara, tuttavia, si è reso necessario rivedere il quadro economico, complici anche gli aumenti scaturiti dalle conseguenze che si sono avuti sul mercato prima con la pandemia e poi con il conflitto russo-ucraino. A ciò si è aggiunta la necessità di aggiornare il progetto tenendo conto del nuovo elenco prezzi del 2024. Tale esigenza ha portato all’approvazione del progetto aggiornato soltanto a marzo dello scorso anno. Dopodiché si è indetta la gara.
Le forniture conformi agli standard di sicurezza
Alle ditte aggiudicatarie spetterà la fornitura di materiali adeguati agli attuali standard di sicurezza, potendo però scegliere tra quelli forniti dalle case di produzione presenti nel mercato. “La scelta delle singole tipologie di barriere – viene spiegato nel capitolato – è stata operata considerando le particolarità di ogni nuova installazione/sostituzione prevedendo il dispositivo di sicurezza più idoneo in virtù delle sue caratteristiche, capacità di contenimento e larghezza di lavoro. In particolare la tipologia delle barriere sulle opere d’arte, è quella di barriere metalliche a nastri di tipo bordo ponte, preferibilmente caratterizzate da classe di severità A e con nastro longitudinale principale a tripla onda.
Potranno essere adottate barriere con livello di severità d’urto B nel caso in cui non risultino disponibili dispositivi della classe e del materiale previsti e con le caratteristiche di deformazione compatibili con le larghezze dei cordoli previsti in progetto (ovvero con la distanza da eventuali ostacoli) rientranti nella classe A”.
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