Un’indagine avviata dopo una denuncia presentata dagli stessi vertici del Consorzio per le Autostrade Siciliane ha portato nella giornata di oggi all’esecuzione di provvedimenti cautelari nei confronti di cinque dipendenti del settore esazione dell’Ente. A renderlo noto è stato il presidente del Cas, che ha comunicato come i provvedimenti siano stati notificati dalla polizia giudiziaria su richiesta della Procura della Repubblica di Termini Imerese. Negli scorsi minuti è arrivata la prima replica ufficiale dalla Regione, con le parole dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, che ha sottolineato la piena fiducia nell’operato della Magistratura
Aricò: “Inchiesta partita dall’interno del Consorzio: totale fiducia nella Magistratura”
“L’inchiesta avviata dalla Procura di Termini Imerese sugli ammanchi al Cas è scaturita dalle verifiche interne partite già 18 mesi fa, con il coordinamento dell’assessorato delle Infrastrutture e della mobilità. Sono stati fatti gli opportuni e necessari controlli sul numero di transiti ai caselli autostradali, dei pedaggi e degli incassi, e gli esiti dei controlli sono sfociati in un esposto all’autorità giudiziaria, che sta dando adesso i primi risultati. Prendiamo atto con dispiacere del presunto coinvolgimento di dipendenti del Consorzio e restiamo in attesa dello sviluppo delle indagini, ribadendo la piena fiducia nel lavoro della magistratura e attendiamo che siano acclarate tutte le responsabilità. Continuiamo a mantenere alta la vigilanza non soltanto per scongiurare il ripetersi di tali episodi, ma anche per garantire in pieno trasparenza e correttezza dei conti e per tutelare l’interesse pubblico del corretto funzionamento di un ente che fa capo alla Regione Siciliana”, queste le dichiarazioni dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò, sugli sviluppi delle indagini della magistratura termitana sugli ammanchi al Consorzio autostradale siciliano.
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