Birre, la siciliana "Ciaurùsa" vince il Luppolo d'oro - QdS

Birre, la siciliana “Ciaurùsa” vince il Luppolo d’oro

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Birre, la siciliana “Ciaurùsa” vince il Luppolo d’oro

giovedì 02 Gennaio 2020 - 17:59
Birre, la siciliana “Ciaurùsa” vince il Luppolo d’oro

Ha prevalso nella categoria Belgian White del Best Italian Beer 2019. Creata da Santa Di Caro, farmacista che ha fondato con il fratello a Misterbianco i "Fratelli Birrafondai", è fatta con timo selvatico e grano e farro siciliani

È la “Ciaurùsa”, ossia odorosa, prodotta dai Fratelli Birrafondai la birra vincitrice del Luppolo d’Oro nella categoria Belgian White, nella quinta edizione del Best Italian Beer 2019.

A crearla è stata la prima mastra birraia di Sicilia, la catanese Santa Di Caro, farmacista di professione, che ha iniziato con l’auto produzione per pura passione e ha poi coinvolto il fratello Rosario creando, a Misterbianco, la Fratelli Birrafondai.

Il premio è organizzato da FederBirra e guarda alle migliori produzioni di birra artigianale italiana. L’obiettivo è quello di selezionare le migliori produzioni italiane, suddividendole per categorie di prodotto, attraverso criteri di selezione rimessi a una giuria popolare di appassionati. Grande novità, per la prima volta in Italia, con l’introduzione del Premio Packaging Beer Awards.

Il concorso ha stilato una classifica delle tre migliori birre per ogni categoria: Luppolo d’Oro, Luppolo d’Argento, Luppolo di Bronzo.

E in testa alla classifica della categoria Belgian White è giunta questa birra caratterizzata dalla Satra, il timo selvatico siciliano dai fiori lilla.

La “Ciaurùsa” è una birra dal colore biondo con riflessi ocra che utilizza come materie prime il grano e il farro dell’Isola: il Tangarò, o Russello, e il Perciasacchi, o Farro Lungo Siciliano.

Santa Di Caro produce birra artigianale dal 2012.

“È il territorio che ispira la nostra produzione – ha spiegato – e quando creo una birra tutto parte da un profumo della terra e dai miei ricordi d’infanzia legati soprattutto alla campagna”.

“Se per formazione – ha concluso – sono una professionista esperta del farmaco e dunque una operatrice in favore della salute, nel mio tempo libero applico il mio intuito chimico in favore del gusto. È un percorso di aggiustamenti, odori, pazienza e lavoro costante”.

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