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Blitz GdF nel Comune di Piazza Armerina

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Blitz GdF nel Comune di Piazza Armerina

sabato 27 Giugno 2020 - 00:00
Blitz GdF nel Comune di Piazza Armerina

Timbravano e poi si assentavano dal lavoro, spesso il giovedì per recarsi al mercato settimanale. “Un collaudato meccanismo volto a frodare l’effettiva presenza in servizio dei lavoratori”

ENNA – Le Fiamme gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo con il procuratore capo Massimo Palmeri e il sostituto procuratore Salvatore Interlandi, hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari, i cui destinatari – 18 tra dipendenti del Comune di Piazza Armerina e personale inquadrato all’interno dei cantieri di servizio – sono indicati quali responsabili di numerosi reati tra i quali truffa aggravata, peculato e irregolare attestazione delle prestazioni lavorative.

Le indagini, durate diversi mesi, hanno messo in luce un sistematico e diffuso meccanismo per cui un elevato numero di dipendenti del Comune di Piazza Armerina, pur risultando in servizio, anche attraverso colleghi compiacenti che provvedevano, per loro conto, a effettuare la registrazione in modo artificioso e illegale, in realtà si allontanava dal luogo di lavoro per finalità private e senza un adeguato titolo giustificativo. Tali condotte sono state in particolar modo registrate nella giornata del giovedì, in occasione del mercato settimanale cittadino, allorquando molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per effettuare incombenze personali, senza tuttavia provvedere a registrare le assenze dal lavoro.

Specifiche ipotesi di reato riguardano, invece, i dipendenti in servizio presso l’Ufficio tecnico comunale che, senza alcuna ragione d’istituto, utilizzavano le autovetture del Comune per scopi privati arrecando, in tal senso, un ulteriore danno economico all’Ente locale.

Le attività investigative, sviluppatesi in origine attraverso l’installazione di alcune telecamere presso le varie sedi comunali e successivamente tramite accertamenti su ordini di servizio e sulle registrazione delle presenze, oltre che su specifici pedinamenti, hanno permesso di segnalare alla Procura della Repubblica 69 soggetti, di cui 54 dipendenti comunali su 164 in forza all’Ente (dunque un terzo del totale) e 14 impiegati nei cantieri di servizio che, a vario titolo e con profili di responsabilità di eterogenea entità, sono venuti meno ai propri obblighi d’ufficio. Tra questi, 13 sono stati destinatari della misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici per la durata di sei mesi e ulteriori cinque dell’obbligo di firma quotidiano presso la Polizia giudiziaria nelle fasi immediatamente antecedenti all’avvio e alla conclusione della giornata lavorativa.

“È doveroso sottolineare – hanno fatto sapere dalla GdF – che le indagini hanno consentito di far emergere un collaudato meccanismo volto a frodare l’accertamento dell’effettiva presenza in servizio dei lavoratori dell’Ente locale: in un caso, addirittura, è stato verificato che la presenza in servizio di una dipendente del Comune veniva reiteratamente attestata grazie al concorso di un privato che provvedeva a registrare, per conto della dipendente, la presenza in servizio di quest’ultima utilizzando il suo badge personale”.

Oltre ai provvedimenti di natura giudiziaria, sono state segnalate al Comune di Piazza Armerina le posizioni di ciascuno dei responsabili, al fine di ottenerne il recupero delle somme indebitamente percepite durante le ore di assenza.

“Il provvedimento eseguito – hanno concluso i finanzieri – testimonia, ancora una volta, la costante e incessante azione svolta dalla GdF di Enna, in conformità alle direttive strategiche fissate dal Comando generale nella funzione di Polizia economico-finanziaria a forte vocazione sociale e a contrasto, tra i numerosi compiti d’istituto, delle irregolari condotte all’interno delle Pubbliche amministrazioni, attività, quest’ultima, di notevole impatto sull’efficacia della spesa pubblica e sull’efficienza nell’erogazione dei servizi per il cittadino”.

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