Oggi, venerdì 4 settembre, è il termine ultimo per i venditori che hanno aderito al bonus elettrodomestici 2025 e devono ancora chiedere il rimborso delle somme anticipate attraverso i voucher. La scadenza, fissata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il decreto del 14 luglio, è prevista per le ore 23:59 di oggi. Le istanze trasmesse successivamente non potranno essere liquidate.
La scadenza per i rimborsi
Il termine odierno rappresenta già una proroga e tiene conto del fatto che tutti i voucher distribuiti agli utenti finali risultano ormai scaduti oppure sono già stati utilizzati. Al 10 luglio 2026, tuttavia, erano ancora 169 gli esercenti aderenti alla misura che non avevano richiesto il rimborso, per un importo complessivo di 1.078.100,87 euro. Trascorso il termine, le richieste non potranno più essere liquidate.
Il contributo per cambiare elettrodomestico
L’incentivo è stato introdotto per favorire la sostituzione degli apparecchi più vecchi con prodotti a maggiore efficienza energetica, contribuendo così anche agli obiettivi di sostenibilità e transizione energetica. Per il 2025 il bonus riconosceva un contributo pari a un massimo del 30% del prezzo di acquisto, entro il limite di 100 euro per ogni nucleo familiare. La soglia arrivava invece a 200 euro per le famiglie con un ISEE annuo inferiore a 25 mila euro.
Un solo apparecchio per famiglia
Il beneficio veniva attribuito attraverso un voucher a persone maggiorenni e consentiva di acquistare un solo elettrodomestico per ciascuna famiglia anagrafica. La misura riguardava soltanto le categorie di apparecchi individuate dalla normativa e contraddistinte da elevati standard di efficienza energetica. Tra i prodotti ammessi rientravano, per esempio, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni e piani cottura.
Chi poteva richiederlo
A poter beneficiare del contributo erano le persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa e, in particolare, dall‘articolo 5 del decreto direttoriale del 22 ottobre 2025. La domanda poteva essere presentata attraverso l’app IO o il sito dedicato, utilizzando le credenziali SPID o la CIE. Per accedere all’agevolazione occorreva inoltre individuare un elettrodomestico obsoleto da sostituire con un nuovo apparecchio della stessa categoria commerciale, ma appartenente a una classe energetica superiore. Le richieste venivano accolte in ordine cronologico, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Le risorse stanziate
Per il bonus elettrodomestici 2025 sono stati destinati agli utenti 48,1 milioni di euro. La dotazione complessiva del fondo raggiungeva invece i 50 milioni, al netto degli oneri a carico dei gestori, ovvero PagoPA S.p.A. e Invitalia S.p.A. Le risorse erano messe a disposizione attraverso il fondo istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il ruolo dei produttori
Nel funzionamento della misura rientravano anche i produttori. Per aderire al programma dovevano trasmettere tramite PEC la relativa richiesta a Invitalia, incaricata di effettuare le verifiche necessarie. Al termine dei controlli, Invitalia comunicava a PagoPA i nominativi dei soggetti delegati alla gestione del cosiddetto “elenco informatico degli elettrodomestici”. All’interno dell’elenco venivano quindi registrati i prodotti che potevano beneficiare dell’agevolazione.
Cosa devono fare i venditori
Per i venditori la procedura di adesione è ancora effettuabile fino alle ore 23:59 di oggi, 4 settembre, purché siano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, in particolare dall’articolo 4 del decreto direttoriale del 22 ottobre 2025. L’esercente deve registrarsi sulla piattaforma informatica e sottoscrivere il contratto attraverso l’Area Riservata di PagoPA, effettuando l’accesso con SPID o CIE. Deve poi procedere alla registrazione di almeno un punto vendita, che può essere fisico oppure online e che sarà inserito nell’elenco consultabile dagli utenti. La procedura prevede infine l’indicazione degli operatori assegnati ai singoli punti vendita e l’attribuzione delle credenziali necessarie per accedere al portale dedicato.
Quando arriva il rimborso
Il rimborso delle somme anticipate non era immediato. Il venditore doveva infatti attendere che terminasse il periodo durante il quale il cliente poteva eventualmente restituire il prodotto. Una volta concluso questo intervallo, l’esercente poteva utilizzare la piattaforma per caricare la fattura relativa alla vendita e trasmettere la dichiarazione che certifica il ritiro dell’elettrodomestico obsoleto. Invitalia effettua i controlli sulla documentazione presentata. Se l’esito delle verifiche è positivo, il rimborso viene liquidato mediante accredito sul conto IBAN dedicato che il venditore ha indicato nella fase di adesione alla misura.
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