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Bonus Giorgetti 2026: cos’è, i requisiti e come funziona

Bonus Giorgetti 2026: cos’è, i requisiti e come funziona
Bonus Giorgetti 2026

Ecco cos’è il bonus Giorgetti, riconfermato anche per il 2026 dal Governo: tutto quello che c’è da sapere sul contributo

L’INPS ha delineato nelle ultime settimane le linee guida per la proroga al 2026 del cosiddetto “Bonus Giorgetti”, l’incentivo destinato ai lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti per il pensionamento anticipato, decidono di restare in servizio. La misura, che punta a incentivare la permanenza attiva dei profili senior nelle aziende, si traduce in un vantaggio economico immediato e tangibile direttamente in busta paga.

Come funziona il bonus Giorgetti

Il beneficio consiste nella rinuncia all’accredito della quota di contributi previdenziali a carico del lavoratore (pari solitamente al 9,19%). Tali somme, anziché essere versate all’ente di previdenza, vengono corrisposte direttamente dal datore di lavoro al dipendente sotto forma di aumento del salario netto. Un dettaglio di fondamentale importanza riguarda il profilo fiscale: queste somme non concorrono alla formazione del reddito imponibile, garantendo così un incremento reale che non viene eroso dalla tassazione ordinaria. Mentre il lavoratore incassa la propria quota, l’azienda continua regolarmente a versare la quota contributiva a suo carico, preservando la solidità del sistema.

I requisiti per ottenere il bonus Giorgetti

Possono accedere all’incentivo i lavoratori che matureranno entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, o coloro che avranno raggiunto i requisiti per la “Quota 103” entro il 2025. Il bonus ha tuttavia una durata definita: la sua erogazione cessa al momento dell’effettivo pensionamento, al raggiungimento dell’età anagrafica per la vecchiaia o in caso di revoca esplicita della scelta da parte dell’interessato.

La domanda

Per ottenere lo sgravio non basta il semplice accordo con l’azienda, ma è necessaria una formale richiesta telemata all’INPS. Una volta inoltrata la domanda, l’istituto di previdenza dispone di 30 giorni per verificare la sussistenza dei requisiti e dare il via libera al datore di lavoro per l’erogazione in busta paga. Si tratta di una scelta strategica per molti lavoratori della provincia torinese che desiderano massimizzare le ultime annualità di reddito prima della quiescenza.

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