Boom di consumi nella Grande distribuzione - QdS

Boom di consumi nella Grande distribuzione

Marco Carlino

Boom di consumi nella Grande distribuzione

venerdì 20 Marzo 2020 - 00:00
Boom di consumi nella Grande distribuzione

Secondo i dati raccolti da Nielsen in crescita anche gli acquisti online. Preferito il made in Italy. Gli incrementi più consistenti (+21%) al Sud: carrelli riempiti di pasta e conserve

ROMA – Nella settimana tra lunedì 2 marzo e domenica 8 marzo, le vendite della Grande distribuzione organizzata hanno fatto registrare numeri in crescita. Allo stesso tempo, In Italia sono aumentate dell’82,3% anche le vendite online di prodotti di largo consumo. I dati su Gdo ed e-commerce, rilevati da Nielsen, sono in linea con il trend della settimana precedente, quando nel nostro Paese è scattata l’emergenza sanitaria legata al coronavirus.

Nel dettaglio Nielsen sottolinea che le vendite della Gdo sono aumentate complessivamente dell’11%. A livello di format distributivi il trend maggiore si registra nei discount (+15,4%) e nei supemercati (+15,4%), seguiti subito dai liberi servizi (+10,1%). Come nella settimana precedente è nel Sud Italia che si registrano gli incrementi più alti su base tendenziale: +20,9%. A seguire troviamo Centro (+12,9%), Nord Ovest (+7,9%) e Nord Est (+7,5%). Crescita sotto la media, invece, per gli Specialisti Drug (+5,9%) e per gli Ipermercati (+5,1%).

D’altro canto, a registrare un netto calo, sono i format Cash & Carry, con un trend negativo del -22,6%. Il settore, che costituisce il canale principale di approvvigionamento per la clientela professionale e operatori HoReCa, (ospitalità, ristorazione), potrà verosimilmente vedere un’inversione di tendenza solo al termine della quarantena, quando riapriranno i servizi di bar e ristorazione al pubblico.

La crescita delle vendite nel corso della settimana 10 del 2020 continua a essere trainata – spiega Nielsen – da alcune categorie di prodotti, la cui maggior domanda è riconducibile a tre “effetti”. Inizia a evidenziarsi anche un calo in altre categorie:

– effetto “stock”, con aumento a doppia cifra di alcune categorie della drogheria alimentare a lunga conservazione, quali riso (+28,8%), pasta (+29,6%), conserve animali (+19,9%) e conserve rosse (+32,7%).

– effetto “prevenzione e salute”, con un aumento delle vendite delle categorie del cura casa (+19,6%), trainata in particolare dal segmento detergenti superfici (+37,8%) e dalle commodities (+102,3%). Continua, come prevedibile, anche la crescita di sapone per le mani, liquido e solido, con un trend del +64,3%, e la crescita dei saponi intimi con un +25,2%.

– effetto “resto a casa”, molte categorie legate all’estetica e al consumo fuori casa segnano un calo nella settimana 10, in particolare: cosmetica (-17,3%), profumeria (-23,1%), depilazione (-6,7%), snack dolci (-3,5%), kit per merende dolci (-11,7%), kit fuori pasto salati (-51,5%)

Dati confermati sostanzialmente anche da un’analisi condotta da Coldiretti, che in queste settimane registra un forte aumento di richiesta di prodotti come farina (+80%) e latte (+20%). Un incremento dettato dalla scelta di preferire alimenti semplici alla base della dieta mediterranea con particolare attenzione alla conservabilità, dettaglio che ha favorito anche gli acquisti di prodotti in scatola.

In quest’ottica si è registrato un aumento dell’acquisto di carne in scatola del 60% e dei legumi in scatola, del 55%. A finire nel carrello della spesa degli italiani sono stati soprattutto nell’ordine – continua la Coldiretti – la pasta con un +51% e il riso con un +39% ma si segnala anche una crescita dello zucchero pari al 28%, olio da olive del +22%, e pesce surgelato del 21%. Ma non solo, a risaltare è anche l’occhio sulla provenienza dei prodotti acquistati, con un netto orientamento a sostenere gli acquisti di prodotti Made in Italy per aiutare lavoro ed economia. Una linea che ha sposato in pieno la campagna #MangiaItaliano lanciata dall’associazione in queste concitate settimane.

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