Bortolo Mutti, ex tecnico del Messina - QdS

Bortolo Mutti, ex tecnico del Messina

Antonino Lo Re

Bortolo Mutti, ex tecnico del Messina

sabato 12 Marzo 2022 - 06:30

Bortolo Mutti ha scritto le pagine calcistiche più importanti della Città dello Stretto. Lo abbiamo sentito e gli abbiamo chiesto un parere sullo stato di salute del pallone in Sicilia

“Scarsa programmazione. L’Atalanta è il modello da seguire”

Il suo Messina ha fatto sognare i cittadini peloritani, raggiungendo una promozione in Serie A da ultimo in classifica. Bortolo Mutti ha scritto le pagine calcistiche più importanti della Città dello Stretto. Lo abbiamo sentito e gli abbiamo chiesto un parere sullo stato di salute del pallone in Sicilia.

Mister, c’era una volta il calcio siciliano. Cos’è successo in questi anni?
“Sicuramente escluderei la sfortuna. Sono situazioni che vanno di pari passo con programmazione e gestioni più oculate. Quando Palermo, Catania e Messina erano in Serie A c’erano Zamparini, Pulvirenti e Franza che gestivano delle società in un calcio imprenditoriale ma anche passionale. Quando ero a Messina, dove ho vissuto anni stupendi, il presidente Franza viveva il calcio con grande amore. Lo stesso Zamparini, anche se non era siciliano. Si era legato fortemente alla Sicilia e a Palermo. Per avere un calcio di alto livello è necessario avere le risorse e le persone adatte a gestire tutto questo”.

E nessuno ha più investito. Perché i club dell’Isola non sembrano essere più appetibili?
“Difficile dare una risposta. I tifosi siciliani sono sempre vicini alle proprie squadre. Io ho un grande legame con la vostra terra, mi dispiace vedere questa situazione. Investitori stranieri potrebbero avere una visione imprenditoriale più ampia con Palermo, Catania e Messina, ma purtroppo questo non sta succedendo. L’Atalanta, per esempio, si è dimostrata molto appetibile agli imprenditori esteri. Spero che lo stesso accada anche in Sicilia, dove porterebbero capitali e un entusiasmo nuovo”.

In Sicilia hanno giocato tanti campioni che poi hanno calcato grandi palcoscenici nazionali e internazionali. Le nostre società potevano gestire gli incassi delle loro cessioni in modo migliore?
“Certamente. Da Palermo, Catania e Messina sono usciti calciatori molto importanti che hanno fatto la fortuna di tanti club. Con queste risorse si poteva programmare, capire come sostituire al meglio questi ragazzi. In certi momenti la Sicilia era un palcoscenico di grande richiamo, non riesco a capacitarmi come in poco tempo sia precipitata in un limbo dal quale è difficile uscire. E quando ti trovi in questa situazione le difficoltà si moltiplicano. C’è stata poca programmazione e infrastrutture non all’altezza. Lavorando meglio su questi aspetti si potevano fare anche più plusvalenze attingendo dal settore giovanile”.

In un calcio siciliano già in crisi è arrivato anche il Covid, che ha messo in ginocchio tante squadre, anche nel resto d’Italia. Qual è il suo pensiero sull’azionariato popolare?
“Un solo proprietario con le giuste risorse credo possa essere una guida più che sufficiente. Però circondato da gente competente che lavori con qualità. Poi per carità, può andar bene anche l’azionariato popolare pur di trovare risorse che possano aiutare la squadra. Però dove si ottengono risultati ci sono delle società importanti che determinano tutte le strategie, a partire dal settore giovanile. L’Atalanta è un modello da seguire. Avere una società forte alle spalle aiuta a gestire le difficoltà che potrebbero presentarsi. Se lavori bene, il calcio dà, non ti impoverisce”.

Mister, facciamo un passo indietro. Il ricordo più bello che ha delle esperienze in Sicilia da calciatore e allenatore?
“La promozione che abbiamo fatto a Messina da ultimi in classifica è stato qualcosa di incredibile. Si tratta di una storia calcistica che i messinesi porteranno sempre con loro”.

Il calciatore più forte che ha allenato nella nostra Isola?
“Tecnicamente Josip Ilicic a Palermo. Mi aveva sorpreso incredibilmente nonostante la sua giovane età. In campo faceva giocate che erano rare. A Messina c’era Di Napoli, che con Zampagna formava una coppia d’attacco formidabile. A livello umano menziono Mamede, ragazzo di grande fiducia, responsabilità e disponibilità”.

BORTOLO MUTTI

Bortolo Mutti è nato a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo l’11 agosto 1954. Da calciatore era un centravanti: cresce nel vivaio dell’Inter, ma gioca la prima stagione da professionista nella Massese. In seguito i prestiti in Serie B, prima al Pescara – dove mette a segno 6 gol in 33 partite – e poi nel 1976-1977 al Catania. Attaccante titolare degli etnei, realizza 8 reti che però non basteranno a salvare i rossazzurri dalla retrocessione in Serie C.

I momenti più alti della sua carriera di calciatore sono a Taranto nella stagione 1980-1981 quando sigla una doppietta al Milan e il successivo passaggio all’Atalanta, squadra della sua città. In tre stagioni porta la Dea dalla Serie C1 alla Serie A: colleziona 99 presenze in campionato farcite da 24 reti.

Ritiratosi dall’attività agonistica, inizia ad allenare. Nel 2001-02 diventa tecnico del Palermo sotto la presidenza Sensi, mentre nel 2003 l’ex presidente del Messina Franza lo chiama per sostituire l’esonerato Patania.

Mutti prende la guida della squadra in Serie B da ultima in classifica e la porta a un’incredibile promozione in Serie A. Confermato alla guida dei peloritani grazie agli straordinari ottenuti sul campo, nella stagione 2004-2005 riesce a conquistare uno storico 7° posto nella massima serie.

Tornerà in Sicilia e a Palermo nel 2011 subentrando a Devis Mangia. Guida i rosanero alla salvezza ma il suo contratto a fine anno non verrà rinnovato. Nel corso della sua carriera ha allenato anche Verona, Napoli, Reggina, Salernitana e Bari. La sua ultima esperienza in panchina nella stagione 2015-2016 al Livorno.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684