Milano, 20 mag. (askanews) – Bosch Italia ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 2,3 miliardi di euro, in calo del 4,8% rispetto all’anno precedente, in uno scenario segnato da tensioni macroeconomiche e geopolitiche e da un mercato automobilistico europeo ancora debole. È quanto emerso a Milano dalla conferenza stampa annuale del gruppo, che conta in Italia 18 società con circa 5.200 collaboratori in 7 sedi e 3 centri di ricerca.
“Stiamo attraversando una fase di forte instabilità globale. Nonostante questo scenario il Gruppo Bosch in Italia guarda al futuro con lucidità e determinazione. Siamo impegnati nei campi dell’automazione, digitalizzazione ed elettrificazione in tutti i nostri settori di business, consolidando la capacità dell’azienda di innovare e creare valore anche in contesti complessi”, ha dichiarato Renato Lastaria, general manager del Gruppo Bosch in Italia.
Al centro della conferenza il percorso di trasformazione dello stabilimento di Bari – Tecnologie Diesel, con oltre 1.400 collaboratori a Modugno – avviato nel 2025 con l’obiettivo di farne un hub europeo per il remanufacturing di componenti automotive destinati al mercato aftermarket. La prima fase ha previsto il trasferimento a Bari delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione diesel dallo stabilimento Bosch di Jihlava, in Repubblica Ceca, accompagnato da un programma di formazione per l’acquisizione delle nuove competenze produttive. A partire dal secondo semestre 2026 il perimetro sarà esteso anche agli iniettori auto diesel.
“Il progetto rappresenta una risposta concreta al progressivo calo dei volumi produttivi legati al primo equipaggiamento per motori endotermici, segmento a cui lo stabilimento barese è storicamente legato. L’economia circolare applicata all’automotive consente di valorizzare competenze industriali già presenti nel sito e di orientarle verso attività aftermarket e di ricondizionamento, oggi considerate un segmento di crescita sempre più rilevante”, ha spiegato Lastaria.
Sul fronte dei settori, Mobility ha risentito del contesto debole del mercato auto europeo, mentre Industrial Technology ha registrato una crescita, trainata dall’automazione industriale attraverso Bosch Rexroth Italia. In contrazione Consumer Goods, penalizzato dal calo degli incentivi fiscali in edilizia, con la sola eccezione di Bsh Elettrodomestici che ha segnato un nuovo record di fatturato. Energy and Building Technology ha registrato una contrazione nel segmento tradizionale Hvac (riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria), parzialmente bilanciata dalla stabilità del comparto raffrescamento ad alta efficienza.
Proprio sull’Hvac si concentra una delle mosse strategiche più significative: l’acquisizione completata nell’agosto 2025 delle attività di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria di Johnson Controls e Hitachi, che rafforzerà la leadership del gruppo nel settore a livello globale. Sul tema dell’intelligenza artificiale, Lastaria ha sottolineato come “l’Ai sia la leva decisiva per rendere l’industria italiana ed europea a prova di futuro. Non si tratta più di chiedersi ‘se’ usare l’Ai, ma ‘come’ e soprattutto con quale rapidità adottarla”.
A livello globale, il gruppo Bosch ha chiuso il 2025 con un fatturato di 91 miliardi di euro, con un margine Ebit operativo al 2%. Per il 2026 il gruppo prevede una crescita delle vendite del 2-5% e un margine Ebit del 4-6%.

