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I tre cacciatori morti sui Nebrodi, è il giorno dei funerali

I tre cacciatori morti sui Nebrodi, è il giorno dei funerali
Devis e Giuseppe Pino, due dei tre cacciatori trovati morti

Lutto cittadino a San Pier Niceto dove alle 15 di oggi a piazza Roma verrà proclamato un discorso biblico dei testimoni di Geova per i fratelli Devi e Giuseppe Pino. A Patti esequie alla Concattedrale sempre alle 15 per Antonio Gatani

Oggi è il giorno dei funerali per le tre vittime di Montagnareale. L’episodio di cronaca è ancora al centro di indagini serrate degli investigatori che cercano le prove per risolvere quello che è un vero e proprio giallo sulla dinamica dei fatti che ha portato all’omicidio dei tre cacciatori lo 28 gennaio scorso.

A San Pier Niceto i funerali dei fratelli Pino

A San Pier Niceto è lutto cittadino e l’ultimo saluto ai fratelli Devis e Giuseppe Pino sarà celebrato nel primo pomeriggio, alle 15 a piazza Roma dove verrà proclamato un discorso biblico secondo i testimoni di Geova, credo praticato dai fratelli, che saranno poi tumulati nel cimitero del paese.

A Patti le esequie di Antonio Gatani

Alla stessa ora nella Concattedrale di Patti saranno celebrate le esequie dell’82enne Antonio Gatani, che sarà poi seppellito a Montagnareale.

Le indagini, c’è un indagato ma tanti i punti oscuri

Intanto i carabinieri, sotto la guida della Procura di Patti, sono a lavoro per chiarire gli ultimi punti oscuri della vicenda.

I sospetti sono sul 48enne amico di Gatani che quella mattina, intorno alle 6, è uscito col pensionato per dirigersi a Montagnareale, proprio nel luogo dove l’anziano ha trovato la morte.

L’uomo è indagato per omicidio volontario: le armi trovate nella sua abitazione, tutte regolarmente detenute, sono state sequestrate e sono ora all’esame del laboratorio dei Ris di Messina, che sta effettuando anche l’esame stub e le analisi per comparare le tracce trovate nel bosco, vicino ai cadaveri, e l’impronta degli stivali dell’indagato.

L’uomo sostiene di non essersi addentrato nel bosco con l’amico e di essere tornato a casa lasciandolo sul ciglio della strada che attraversa contrada Caristia. La sua versione è al vaglio degli inquirenti. L’indagato è difeso dagli avvocati Filippo Barbera e Tommaso Calderone.

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