Roma, 14 apr. (askanews) – Giovanni Malagò apre alla possibilità di guidare la FIGC, ma chiarisce tempi e condizioni. “La sfida della Figc mi affascina”, spiega l’ex presidente del CONI in un’intervista al podcast ‘Sette Vite’. “Non mi sono candidato: alcuni rappresentanti della Lega Serie A mi hanno chiesto un’eventuale disponibilità. Senza un passaggio formale non è corretto dare una risposta”.
Determinante, per l’eventuale discesa in campo, il sostegno dei club della massima serie. “È oggettivamente impressionante vedere 19 società su 20 convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta. Parliamo di un mondo storicamente complesso e litigioso, dove spesso è difficile trovare anche una maggioranza semplice. Senza questo livello di compattezza probabilmente avrei già declinato”, sottolinea Malagò.
L’ex numero uno dello sport italiano ribadisce però la necessità di un percorso condiviso: “Una candidatura, se ci sarà, dovrà essere accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi dichiarazione ora rischierebbe di sembrare programmatica prima dei confronti formali con le componenti. È un mondo che conosco bene e in cui bisogna rispettare tempi e passaggi”.
Quanto alle ragioni del consenso raccolto, Malagò individua credibilità e affidabilità come fattori chiave: “Nei momenti complicati serve qualcuno capace di tenere la barra dritta. L’affidabilità dovrebbe essere una qualità normale per chi ha responsabilità, ma evidentemente non è sempre così scontata”.
Infine, un passaggio sulla Nazionale e sulla mancata qualificazione ai Mondiali: “È qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso. Sono stato a vedere Italia-Irlanda a Bergamo da semplice cittadino e appassionato, con grande partecipazione emotiva. Questo dice tutto”.

