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Caldo, Fadoi: sopra 40 gradi corpo può non riuscire più a disperdere calore

Caldo, Fadoi: sopra 40 gradi corpo può non riuscire più a disperdere calore

Idratazione e corretta gestione dei farmaci sono fondamentali

Roma, 15 lug. (askanews) – Le temperature estreme che stanno interessando gran parte dell’Italia non rappresentano soltanto un problema di comfort, ma una vera emergenza sanitaria, soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti affetti da patologie croniche. A lanciare l’allarme è la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), che richiama l’attenzione sui rischi legati alle ondate di calore sempre più intense e prolungate.

“Ormai temperature di 35 gradi non sono più un’eccezione. Il nostro organismo possiede meccanismi molto efficaci per mantenere costante la temperatura corporea, ma quando il caldo si associa a elevata umidità questi sistemi vengono messi a dura prova. Si perdono liquidi e sali minerali, aumenta il lavoro del cuore e compaiono stanchezza, debolezza e cali di pressione. Per le persone sane la situazione è generalmente gestibile, ma richiede già attenzione e comportamenti adeguati”, spiega Andrea Montagnani, presidente nazionale FADOI.

Secondo gli internisti ospedalieri, il rischio cresce ulteriormente quando le temperature raggiungono o superano i 40 gradi. “In queste condizioni il corpo può non riuscire più a disperdere il calore. La temperatura interna aumenta e possono comparire disidratazione importante, alterazioni della pressione arteriosa, confusione mentale fino al colpo di calore, che rappresenta una vera emergenza medica perché può compromettere il funzionamento di cervello, cuore e reni e richiede un intervento immediato”, sottolinea Montagnani.

Per FADOI non è però soltanto il valore massimo della temperatura a preoccupare, quanto la durata delle ondate di calore. “Quando il caldo persiste per molti giorni consecutivi l’organismo non riesce più a recuperare, soprattutto se anche le temperature notturne rimangono elevate. Si instaura una progressiva disidratazione, aumenta lo stress cardiovascolare e registriamo un incremento dei ricoveri per scompenso cardiaco, insufficienza renale, infezioni e complicanze respiratorie. È una sorta di accumulo di fatica biologica che colpisce soprattutto i pazienti più fragili”, evidenzia il presidente FADOI.

Gli anziani rappresentano la categoria più esposta, ma i rischi riguardano anche chi soffre di scompenso cardiaco, ipertensione, insufficienza renale, diabete, malattie respiratorie, patologie neurologiche o disturbi cognitivi. “Queste persone devono bere con regolarità, evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, mantenere freschi gli ambienti domestici e rivolgersi tempestivamente al medico se compaiono sintomi come capogiri, riduzione della diuresi o importanti cali della pressione arteriosa”, raccomanda Montagnani.

Particolare attenzione va riservata anche alle terapie farmacologiche. “Il caldo può modificare l’effetto di numerosi farmaci. Diuretici e lassativi possono favorire disidratazione e ipotensione, alcuni antipertensivi possono accentuare il calo pressorio, mentre nei pazienti diabetici la disidratazione può alterare il controllo della glicemia. Anche alcuni antinfiammatori possono peggiorare la funzione renale. Il messaggio è molto chiaro: non bisogna mai sospendere o modificare autonomamente le cure. Sarà il medico a valutare se sia necessario adattare temporaneamente la terapia o aumentare il monitoraggio clinico”, precisa il presidente FADOI. Analoga prudenza riguarda i pazienti in trattamento con farmaci psichiatrici.

“Alcuni antidepressivi, antipsicotici e stabilizzatori dell’umore possono ridurre la capacità dell’organismo di disperdere il calore oppure alterare la percezione della sete. Anche in questo caso le terapie non devono essere interrotte, ma è opportuno programmare un confronto con il medico quando iniziano le ondate di calore”, aggiunge Montagnani.

Infine, FADOI invita a non sottovalutare l’impatto sanitario delle temperature estreme. “Il caldo può uccidere. Durante le grandi ondate di calore aumenta la mortalità, soprattutto tra anziani e persone con patologie croniche. Per questo la prevenzione rappresenta la terapia più efficace: idratarsi correttamente, evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, controllare le persone sole e fragili e seguire sempre le indicazioni del proprio medico. Sono comportamenti semplici che possono salvare la vita”, conclude Andrea Montagnani, presidente nazionale FADOI.