Caltanissetta, riduzione degli sprechi alimentari e supporto per le famiglie in crisi - QdS

Caltanissetta, riduzione degli sprechi alimentari e supporto per le famiglie in crisi

Annalisa Giunta

Caltanissetta, riduzione degli sprechi alimentari e supporto per le famiglie in crisi

sabato 23 Aprile 2022 - 09:23

Con il progetto Open food il cibo venduto al prezzo simbolico di 1 euro, per dare vita a un luogo diverso da una semplice mensa sociale. Un modo per cambiare l’approccio alle nuove povertà

CALTANISSETTA – Ridurre lo spreco alimentare ed eliminare il divario sociale dei cittadini in difficoltà economica. È questa l’idea trainante del progetto Open food, partito nei giorni scorsi in città come innovazione sociale sulle nuove povertà.

L’iniziativa, promossa dalla Regione Sicilia, vede come capofila Croce rossa italiana – Comitato di Caltanissetta e coinvolge anche Un posto tranquillo impresa sociale Srl, Ipab – Istituto Testasecca e Coldiretti Caltanissetta, il tutto con il supporto del Comune.

“Un nuovo modo – ha detto il sindaco Roberto Gambino – per approcciare la povertà, che non poteva non vedere coinvolto il Comune nisseno, che si trova impegnato giornalmente ad affrontare questa emergenza. Un’idea perfettamente condivisa da parte dell’Amministrazione per dare dignità ai nuovi poveri”.

Originariamente selezionato da Assimoco mediante il bando IdeeRete, Open food vuole attivare una ripresa sociale ed economica dei territori riducendo lo spreco alimentare, per rigenerarlo sotto forma di interventi positivi a sostegno delle povertà. Oggi, il progetto è in espansione con il coinvolgimento anche la fascia delle cosiddette nuove povertà nate a seguito della pandemia, identificandosi come strumento concreto per contribuire a cambiare le modalità di approccio e di supporto in relazione alle povertà emergenti che stanno sempre più delineandosi anche all’interno di dinamiche familiari.

“È un supporto – ha spiegato Nicolò Piave, presidente del comitato nisseno della Cri – e un aiuto a tutte le persone che hanno bisogno, ma soprattutto un’idea rivoluzionaria sul modo di aiutare il prossimo e poter fare recupero alimentare. Attraverso la rete d’azione dei partner coinvolti verrà prodotto cibo nelle cucine dell’Istituto Testasecca, trasportato attraverso un furgone refrigerato presso il locale commerciale Equo food, sito in via Michele Amari 13, e venduto a pranzo al costo simbolico di 1 euro. Un luogo che non dà l’idea di una mensa sociale, un luogo che dà la possibilità di essere uno tra gli altri, un non diverso”.

“Il fenomeno della povertà – ha dichiarato Fabio Ruvolo, presidente di Cooperativa Etnos e di Un posto tranquillo impresa sociale Srl – non può essere vissuto dalla prospettiva di un solo ente che promuove dei servizi, ma deve essere assunto come modello di promozione di sviluppo in termini di sistema ecco perché il coinvolgimento di tanti partner in questo progetto rappresenta una forza importante. L’intento è quello di ridurre il più possibile la stigmatizzazione della povertà creando degli spazi di incontro, di somministrazione del cibo che non siano etichettabili come posti solo esclusivamente per poveri. Questa è la grande rivoluzione di questo progetto”.

Il disagio economico che si vive può essere motivo di malessere psicologico e a supporto di tale tesi, lo psicologo Orazio Licciardello ha sottolineato come la forza di Open food risieda nel dare l’opportunità al cittadino coinvolto nel proprio decadimento economico di non perdere fiducia in sé stesso. “Chi cade in disgrazia – ha affermato – ha difficoltà a rialzarsi poiché si sente in una perenne condizione di marginalità. Con il Basta 1 euro è possibile contribuire al bene della collettività”.

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