Cambia l’età per andare in pensione. Non solo per l’opzione di vecchiaia con la quale il collocamento in quiescenza scatta parte al compimento dei 67 anni di età (con oltre i 20 anni di contributi richiesti). L’adeguamento con le speranze di vita, infatti, viene certificato dalla Legge di Bilancio 2026, con la quale però l’incremento viene distribuito su due anni anziché su uno solo, si applicherà anche sulle altre opzioni di pensionamento anticipato.
Le nuove regole entrano in vigore nel 2027
Queste novità entrano in vigore dal 2027 e rischiano di comportare un aumento progressivo dell’età pensionabile visto che un nuovo incremento, al momento non ancora ufficiale, potrebbe esserci nel biennio 2029-2030, e un altro ancora nel 2031-2032. E così via.
Insomma, ci sarà una rivoluzione che scatta dall’anno prossimo e molto probabilmente ci saranno aumenti continui che porteranno le persone a lavorare per più tempo prima di ottenere il diritto al collocamento in quiescenza, ossia, andare in pensione.
Età pensionabile, ecco l’aumento, tre mesi in più nei primi due anni
Ad oggi, l’unico aumento ufficiale è quello disciplinato dalla legge di Bilancio 2026, dove viene confermato un incremento di 1 mese nel 2027 e di altri 2 mesi nel 2028. Questo vale per tutte le opzioni di pensionamento, con alcune eccezioni, e in alcuni casi si applica sul requisito anagrafico mentre in altri, dove il primo non è previsto, su quello contributivo.
È il caso ad esempio della pensione anticipata che oggi consente di smettere di lavorare indipendentemente dall’età al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne).
Sostanzialmente in due anni ci sarà un aumento complessivo di 3 mesi. Dopodiché, secondo le stime, nel 2029 ce ne sarà un altro di 2 mesi, mentre nel 2031 l’età pensionabile salirà di altri 2 mesi.
Tuttavia è giusto sottolineare come si tratti al momento di previsioni dell’Istat. Non ce n’è ancora la conferma ufficiale. Fermo restando poi che quando si va così in là nel tempo ci sono tante altre variabili che possono incidere, come ad esempio eventuali decisioni dei governi che, così come fatto da quello Meloni con l’ultima manovra, potrebbero prevedere dei meccanismi diversi di adeguamento.
Per chi non aumenta l’età pensionabile
Almeno per il biennio 2027-2028 la manovra individua una platea di persone che possono continuare ad andare in pensione soddisfando gli attuali requisiti. Nel dettaglio, sono esclusi dall’incremento:
- usuranti e notturni, come individuati dal d.lgs n. 67 del 2011, a patto che abbiano svolto le attività riconosciute come tali per un periodo di almeno 7 anni negli ultimi 10, o comunque per almeno la metà della vita lavorativa complessiva;
- lavoratori addetti alle mansioni gravose come indicate nella tabella B della legge n. 2025 del 2017. In questo caso l’attività deve essere svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10, o sempre appunto per la metà della vita lavorativa.
Per queste categorie, fermo restando il diritto di accedere a Quota 97,6 anche nel 2027 si potrà accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età, ma dopo aver maturato almeno 30 anni di contributi. Chi non raggiunge questo minimo contributivo dovrà invece aspettare quanto previsto dalle nuove regole per la pensione di vecchiaia, quindi 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Per loro resta sempre anche la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, 1 anno in meno per le donne.
Attenzione poi, perché la legge di Bilancio prevede un’agevolazione anche per i lavoratori addetti a mansioni usuranti per 6 anni negli ultimi 7: in tal caso però non è previsto lo “sconto” di 5 mesi sulla pensione di vecchiaia, pertanto questi dal 2027 dovranno comunque compiere i 67 anni (senza doversi preoccupare di 1 o 3 mesi di lavoro in più).
L’evoluzione dell’età per andare in pensione
Riepiloghiamo partendo dalle certezze ufficiali: 1 mese in più nel 2027 e altri 2 nel 2028. Poi, stando alle previsioni Istat, 2 mesi nel 2029, ancora 2 mesi nel 2031 e altri 2 mesi nel 2033.
Si applicano sul requisito anagrafico della pensione di vecchiaia, tanto quella ordinaria (67 anni) che quella riservata ai contributivi puri (71 anni), come pure alla pensione anticipata.
In questo caso bisogna però fare una distinzione tra:
- Opzione ordinaria. Vista la mancanza del requisito anagrafico, l’incremento scatta sui contributi richiesti, oggi pari a 42,10 anni per gli uomini e 41,10 anni per le donne. Lo stesso vale per l’opzione riservata ai precoci per la quale oggi sono necessari 41 anni di contributi.
- Nel caso della pensione anticipata contributiva, invece, l’incremento si applica sul requisito anagrafico, pari a 64 anni, mentre gli anni di contributi restano pari a 25 (mentre nel 2030 salgono a 30 anni).
La tabella tra certezze e previsioni Istat
Ecco una tabella che riassume dal 2027 al 2034 come cambia l’età pensionabile in base alle varie opzioni.
| Anno | Pensione di vecchiaia ordinaria | Vecchiaia contributivi puri | Anticipata ordinaria uomini | Anticipata ordinaria donne | Anticipata precoci | Anticipata contributiva |
| 2026 attuale | 67 anni | 71 anni | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi | 41 anni | 64 anni + 25 anni di contributi |
| 2027 certa | 67 anni e 1 mese | 71 anni e 1 mese | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi | 41 anni e 1 mese | 64 anni e 1 mese + 25 |
| 2028 certa | 67 anni e 3 mesi | 71 anni e 3 mesi | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese | 41 anni e 3 mesi | 64 anni e 3 mesi + 25 |
| 2029* previsione Istat | 67 anni e 5 mesi | 71 anni e 5 mesi | 43 anni e 3 mesi | 42 anni e 3 mesi | 41 anni e 5 mesi | 64 anni e 5 mesi + 25 |
| 2030* previsione Istat | 67 anni e 5 mesi | 71 anni e 5 mesi | 43 anni e 3 mesi | 42 anni e 3 mesi | 41 anni e 5 mesi | 64 anni e 5 mesi + 30 |
| 2031* previsione Istat | 67 anni e 7 mesi | 71 anni e 7 mesi | 43 anni e 5 mesi | 42 anni e 5 mesi | 41 anni e 7 mesi | 64 anni e 7 mesi + 30 |
| 2032* previsione Istat | 67 anni e 7 mesi | 71 anni e 7 mesi | 43 anni e 5 mesi | 42 anni e 5 mesi | 41 anni e 7 mesi | 64 anni e 7 mesi + 30 |
| 2033* previsione Istat | 67 anni e 9 mesi | 71 anni e 9 mesi | 43 anni e 7 mesi | 42 anni e 7 mesi | 41 anni e 9 mesi | 64 anni e 9 mesi + 30 |
| 2034* previsione Istat | 67 anni e 9 mesi | 71 anni e 9 mesi | 43 anni e 7 mesi | 42 anni e 7 mesi | 41 anni e 9 mesi | 64 anni e 9 mesi + 30 |
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