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Cannabis Terapeutica, terapie scomparse dalle farmacie siciliane: “Serve approvare modifiche al decreto Lorenzin”

Cannabis Terapeutica, terapie scomparse dalle farmacie siciliane: “Serve approvare modifiche al decreto Lorenzin”
Cannabis terapeutica (immagine da Freepik)

La siciliana Santa Sarta, presidente dell’associazione PazientiCannabis Aps Ets, parla al Quotidiano di Sicilia e lancia un grido d’allarme

Il 2026 sembra un altro annus horribilis per i pazienti siciliani che devono ricorrere alla cannabis terapeutica. Tra i ritardi normativi del Decreto Ministeriale “Lorenzin” e una rete di distribuzione che si è assottigliata fino a contare, in certe aree, una sola farmacia superstite, il diritto alla cura torna a confermarsi un percorso a ostacoli. Una crisi che ha spinto le associazioni a bussare nuovamente alle porte della Regione Siciliana, scrivendo all’assessorato alla Salute, per chiedere risposte concrete. Nonostante la Sicilia abbia un tavolo tecnico istituito nel 2018 e aggiornato nel 2022, la distanza tra le carte bollate e la realtà dei malati è ampia. Se da un lato il Dipartimento per la Pianificazione Strategica ha confermato l’esistenza di linee guida sulla rimborsabilità, dall’altro mancano ancora l’uniformità dei protocolli e un aggiornamento delle evidenze scientifiche che permetterebbe di estendere la terapia oltre i casi di dolore cronico e sclerosi multipla. Il problema è nazionale e non regionale, la svolta è in capo al Ministero, che ha confermato l’avvio di un aggiornamento nazionale del Decreto 9 novembre 2015. Non ha però indicato una data, anche se il passaggio è cruciale, considerato porterebbe uniformare i percorsi clinici e snellire le procedure burocratiche.  

Santa Sarta (Associazione Pazienti Cannabis Aps Ets): “Serve aggiornare decreto Lorenzin”

La siciliana Santa Sarta, presidente dell’associazione PazientiCannabis Aps Ets, che insieme all’associazione Carlo Therapy e all’associazione Tutela Pazienti Cannabis Medica guida da tempo le diverse mobilitazioni sorte negli anni, è netta nell’analizzare le criticità. Il problema in regione è passato dalla reperibilità della sostanza, all’assenza di formazione e di digitalizzazione, che hanno creato una maggiore resistenza della classe medica.  “A luglio del 2025 abbiamo organizzato un convegno alla Camera dei Deputati per chiedere l’aggiornamento del decreto Lorenzin. Le evidenze scientifiche dopo dieci anni sono cambiate – ha spiegato Sarta – e poi bisognerebbe uniformare le leggi perché se in passato il problema era la carenza di cannabis nelle farmacie, in questo momento, con l’aumento delle importazioni e della produzione, il vero paradosso è che non si trovano medici che la prescrivono”.  

“Problema è formazione e informazione data ai medici”

Secondo la presidente, il nodo è rappresentato in questo caso dalla preparazione dei professionisti sanitari: “Il problema è la formazione e l’informazione data ai medici. Fin quando non ci saranno medici ospedalieri formati, magari con un obbligo di aggiornamento, noi non avremo mai la reale possibilità di accedere alla terapia”.  Accanto a queste difficoltà, esiste un “muro di carta” che scoraggia chi già prescrive. In un’era di digitalizzazione, la prescrizione della cannabis medica in Sicilia è affidata principalmente alla carta. “Il problema è puramente burocratico – ha ammesso Santa Sarta – In Sicilia, siamo fermi alla ricetta cartacea mentre ad esempio in Puglia è tutto digitale. Il mio medico, per redigere un piano terapeutico che va rinnovato ogni sei mesi, deve scrivere e firmare circa 15 fogli, perdendo almeno mezz’ora di tempo. L’assenza di una procedura snella crea una resistenza naturale. Con una ricetta digitale, che in Sicilia non è stata introdotta, il medico può fare il piano terapeutico e inviarlo in farmacia permettendo al paziente un solo spostamento. In alcune Regioni, inoltre, è il medico di base a poter prescrivere il piano terapeutico, in Sicilia è solo il neurologo e il terapista del dolore”.  

“A Catania scomparsa la rete di farmacie convenzionate”

La situazione della distribuzione sul territorio siciliano è altrettanto complessa. A Catania, ad esempio, la rete delle farmacie convenzionate è quasi scomparsa.   “A Catania è rimasta solo una farmacia perché sembrerebbe che i pagamenti regionali siano in ritardo anche di tre mesi. Speriamo che questa farmacia, che ha anche una convenzione con l’ASP di Messina, mantenga la volontà di offrire la terapia, altrimenti sarà il buio totale. La buona notizia – ha proseguito la presidente Sarta – è la costituzione di una farmacia ospedaliera al Policlinico di Messina. Ogni ospedale dovrebbe avere una farmacia galenica che possa dispensare preparati a base di cannabis medica, ma in Sicilia ne abbiamo solo due: a Messina e Siracusa.”   L’associazione Pazienti Cannabis vuole guardare fiduciosa alla risposta ottenuta dalla Regione, ma resta accanto una riserva. “La Regione ci ha fatto capire di conoscere i problemi, ma dicono di attendere che il Ministero pubblichi la nuova legge per metterci in carreggiata. Ma nel frattempo, i pazienti cosa fanno? ha chiesto Santa Sarta. 

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