Milano, 9 ott. (askanews) – La vendemmia 2026 di Cantina di Venosa si avvia alla conclusione con un anticipo di oltre 20 giorni rispetto alla media storica aziendale e una produzione stimata in calo del 10-15%. Le temperature elevate dell’estate hanno accelerato la maturazione delle uve, portando la cooperativa lucana a iniziare la raccolta dell’Aglianico del Vulture già il 16 settembre, una data senza precedenti nella storia aziendale. Le prime analisi dei mosti e le condizioni sanitarie dei grappoli hanno dato riscontri positivi e fanno ben sperare.
Le operazioni erano cominciate il 10 agosto con il Moscato, seguito dal Merlot il 20 agosto e successivamente dal Greco e dalla Malvasia. Il confronto con le vendemmie precedenti è particolarmente significativo per l’Aglianico, vitigno tradizionalmente tardivo: nel 2025 la raccolta era iniziata nei primi giorni di ottobre, mentre nel 2013 aveva preso il via il 17 ottobre, proseguendo fino all’inizio di novembre. Quest’anno la chiusura delle operazioni è prevista entro la prima decade di ottobre.
L’andamento climatico ha avuto un ruolo determinante. Le abbondanti precipitazioni dell’inverno e della primavera hanno assicurato ai terreni riserve idriche sufficienti a sostenere le piante durante il caldo estivo, mentre la ventilazione del Vulture ha contribuito a contenere le malattie della vite. La cooperativa ha così potuto raccogliere grappoli sani, nonostante le temperature elevate e la riduzione delle rese. “Il cambiamento climatico è una realtà tangibile con cui ci confrontiamo quotidianamente, ma quest’anno la natura ci ha assistito nell’equilibrio dei fattori” ha dichiarato Francesco Perillo, presidente di Cantina di Venosa, sottolineando che “l’Aglianico a metà settembre rappresenta un fatto inedito, ma la tenuta della pianta e le caratteristiche dei grappoli ci rendono fiduciosi: ci attende un’ottima annata e ora dovremo solo attendere con pazienza l’evoluzione dei vini in bottiglia”.
Una maturazione tanto precoce richiede particolare attenzione per l’Aglianico, caratterizzato da un ciclo vegetativo lungo. Le alte temperature possono accelerare l’accumulo degli zuccheri e modificare l’acidità senza che la maturazione delle componenti fenoliche proceda necessariamente allo stesso ritmo. Per un vitigno ricco di tannini, il rapporto tra questi fattori è importante sia nella scelta del momento della raccolta sia nella gestione delle successive vinificazioni. Si tratta di un equilibrio particolarmente delicato nelle annate segnate da un caldo prolungato, quando la maturità tecnologica delle uve non coincide sempre con quella fenolica.
Fondata nel 1957 da 27 viticoltori, Cantina di Venosa riunisce oggi oltre 350 soci e circa 800 ettari di vigneti, distribuiti prevalentemente nel territorio di Venosa (Potenza). L’Aglianico del Vulture rappresenta la componente principale della produzione della cooperativa, che lavora uve provenienti da appezzamenti differenti per altitudine, esposizione e caratteristiche dei terreni. Una varietà di condizioni che comporta tempi di maturazione diversi e richiede una programmazione dei conferimenti particolarmente attenta nelle stagioni climaticamente anomale.
“I riscontri dalle prime fasi di vinificazione e dalle analisi sui mosti sono estremamente positivi. Abbiamo osservato un anticipo di maturazione marcato soprattutto sulle varietà tardive, ma le uve sono giunte in cantina in condizioni impeccabili” ha spiegato l’enologo Donato Gentile, precisando che “il nostro compito in una stagione del genere è interpretare la materia prima adattando tempi e tecniche per preservare la freschezza e l’equilibrio del profilo organolettico”.
La gestione delle uve provenienti dalle diverse zone del Vulture ha richiesto di seguire con attenzione l’avanzamento della maturazione e di organizzare le lavorazioni in funzione delle caratteristiche delle singole partite. Il lavoro dell’enologo si concentra ora sulle fermentazioni e sulle prime fasi di affinamento, dalle quali emergeranno indicazioni più precise sull’equilibrio e sulle prospettive di evoluzione dei vini dell’annata 2026.

