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Trapani, detenuto aggredisce cinque poliziotti e li manda in ospedale

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Trapani, detenuto aggredisce cinque poliziotti e li manda in ospedale

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venerdì 04 Marzo 2022 - 14:24

La denuncia della Uil di settore: "Il carcere di Trapani è una polveriera tra introduzioni di droga, telefonini, droni. Le aggressioni aumentate, c'è carenza di organico"

Un detenuto ha aggredito nel carcere di Trapani cinque poliziotti penitenziari, mandandoli in ospedale. E’ quanto denuncia la segreteria regionale UilPa Polizia Penitenziaria, secondo cui “la mattanza nelle carceri è solo verso la polizia penitenziaria, ma ci deve scappare il morto per intervenire?”.

Gli agenti aggrediti, tutti finiti al pronto soccorso

“Cinque Poliziotti Penitenziaria del carcere Pietro Cerulli di Trapani sono finiti al pronto soccorso, uno pare abbia subito addirittura la frattura dal setto nasale, e poi – lamenta la segreteria regionale UilPa Polizia Penitenziaria – sentiamo dire che i violenti sono i poliziotti penitenziari, quando oggi invece sono lo le vittime del sistema”.

“Pare che – aggiunge – il motivo dell’attacco fisico è motivato dalla volontà del carcerato di richiedere un beneficio che non gli spettava, e a fronte della giusta negazione, si è scagliato contro il personale di polizia penitenziaria”.

La situazione al carcere di Trapani

“Purtroppo il carcere di Trapani – aggiungono dalla Uil di settore – è diventato una polveriera, tra introduzioni di droga, telefonini, tramite droni, le aggressioni sono aumentate in maniera indescrivibile, e fermo restando la carenza di organico, la violenza verso chi opera nelle trincee, non trova l’adeguata attenzione da parte della Ministra e della politica, adducendo il tutto ad un fantomatico sovraffollamento”.

Il sindacato Uilpa

“Solidarietà e vicinanza – concludono dalla segreteria regionale Uilpa Polizia Penitenziaria – ai colleghi vittime di questa vile aggressione, ma al neo al Capo del Dipartimento chiediamo di pensare seriamente ad aprire speciali reparti, per contenere detenuti che proseguono nell’essere irriducibili e recidivi a comportamenti violenti contro la polizia penitenziaria, e quindi fuori dalle regole penitenziarie”.

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