Ventuno esemplari di cardellino e due lucherino sono stati sequestrati, e successivamente reintrodotti in natura, dai carabinieri forestali del centro anticrimine natura di Palermo – nucleo Cites e due persone sono state denunciate: un palermitano di 63 anni e un belmontese di 38 anni accusati di detenzione di detenzione di avifauna protetta.
Nei primi tre mesi del 2026 sono 11 le persone deferite e oltre 125 gli esemplari sequestrati e reintrodotti in natura.
I controlli a Palermo e Belmonte Mezzagno
Nel corso delle attività di controllo, svolte nei territori di Palermo e Belmonte Mezzagno con il supporto delle locali stazioni dell’Arma, i militari hanno accertato la detenzione di diversi esemplari di specie protette, in assenza dei prescritti anelli identificativi inamovibili e della documentazione attestante la lecita provenienza.
Gli accertamenti effettuati hanno consentito di identificare i detentori degli animali che, non sono stati in grado di dimostrare la legittima provenienza degli esemplari. Nei loro confronti è stata ipotizzata la violazione della normativa sulla tutela della fauna selvatica, con deferimento all’Autorità Giudiziaria competente e contestuale sequestro degli animali rinvenuti.
Le specie sequestrate rientrano nell’avifauna selvatica appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato risultano inoltre protette dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE, normative finalizzate alla conservazione della fauna selvatica e dei relativi habitat naturali.
Gli esemplari in buone condizioni reintrodotti in natura
Tutti gli esemplari, valutate le buone condizioni sanitarie e l’idoneità al volo, sono stati successivamente reintrodotti in natura in luoghi ritenuti idonei, nel rispetto della normativa vigente.
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