Milano, 21 mag. (askanews) – Carlsberg aggiorna la sua strategia di sostenibilità. Il birrificio danese lancia Brewing tomorrow, che manda in archivio il programma “Together towards zero and beyond” e rilancia gli obiettivi ambientali e sociali del gruppo al 2040.
Rispetto alla precedente strategia, Brewing Tomorrow prevede una struttura basata su quattro pilastri con obiettivi aggiornati per riflettere l’evoluzione del business e un approccio più orientato alla scienza. Con l’acquisizione di Britvic nel 2025, la seconda acquisizione più grande nella storia di Carlsberg, infatti, la presenza geografica del birrificio si è ampliata e così il portafoglio prodotti, portando le bevande analcoliche a rappresentare circa il 30%. Contemporaneamente sono aumentate le emissioni della catena del valore dell’azienda di quasi 1 milione di tonnellate di CO2e, pari a un aumento del 16%.
Nel dettaglio il primo pilastro prevede una progressiva decarbonizzazione, con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette lungo l’intera catena del valore entro il 2040 e sviluppare resilienza climatica, promuovendo progetti di circolarità come, ad esempio, arrivare al 2032 con il 100% di packaging compostabile, riciclabile o riutilizzabile. Il secondo punto, la tutela della natura, si concentra sulla rigenerazione e sulla gestione responsabile delle risorse idriche. Tra gli obiettivi previsti, ad esempio, arrivare al 2032 con il 50% delle materie prime proveniente da pratiche di agricoltura rigenerativa. C’è poi l’impegno a ispirare scelte consapevoli, anche attraverso l’impegno a portare, entro il 2030, in tutti i mercati le birre analcoliche che, insieme alle low alcol, rappresenteranno il 35% del portafoglio globale. Infine la valorizzare delle persone che si propone tra le altre cose di raggiungere il 42% di presenza femminile nei ruoli di senior leadership entro il 2032.
L’annuncio arriva insieme alla presentazione del nuovo Report Esg 2025 di Carlsberg Italia, che si conferma terzo produttore nazionale, con il birrificio di Induno Olona che nel 2025 ha superato 1,14 milioni di ettolitri prodotti e generato 234 milioni di euro di valore economico. Rispetto al 2015 i consumi complessivi di acqua si sono ridotti del 36,8% e l’intensità delle emissioni dirette di CO2 del 31,6%. Sul fronte del packaging, le attività di ottimizzazione hanno permesso di risparmiare circa 40 tonnellate di carta. Stabile al 17% l’uso di luppolo coltivato in Italia per la produzione di birra, anche grazie alla relazione con Italian hops company. Al centro del percorso resta inoltre la “growth culture”, che vede il 50% di donne nel board e il 42% nel management.

