L’avere una casa rientra senza dubbio nel diritto allo studio degli studenti universitari. Sono molti, però, che in questo inizio di anno accademico si sono ritrovati senza un tetto dove poter passare le ore extra università. A pesare è il caro affitti: in Sicilia i prezzi per un alloggio sono aumentati in maniera esponenziale.
Palermo è la provincia più cara siciliana per alloggi a universitari, segue Catania dove i prezzi sono sempre sostenuti. Le città “più economiche” restano Messina e Enna. Fino a circa cinque anni fa affittare una stanza costava tra i 150 ed i 160 euro, adesso esattamente il doppio. Un vero e proprio salasso per gli studenti, soprattutto per i fuori sede costretti a dover chiedere un aiuto ai genitori per potersi pagare l’alloggio a fine mese. Nelle scorse settimane, tra le varie proteste e manifestazioni contro il caro vita ci sono stati anche alcuni sit-in organizzati da studenti con in mano una tenda da campeggio per lamentare proprio questi rincari.
Ascoltando le varie testimonianze degli studenti, il disagio più grande per loro è quello di non potersi permettere di programmare un futuro perché impossibilitati a mettersi dei soldi da parte. C’è chi è costretto a vivere a casa di amici in condizioni precarie o accamparsi come può perché non riesce a permettersi una stanza a Palermo.
Midiri: “Nuovi residentati a prezzi controllati”
Un problema a Palermo riguarda sicuramente il numero di alloggi a disposizione, meno rispetto a quelle che sono le richieste: in questo nuovo anno accademico le domande di studenti risultati idonei sono circa tre mila, ma poco meno di mille hanno potuto usufruire di un alloggio. Ecco perché l’Università di Palermo è da tempo a lavoro per aumentare il numero di posti letto da merre a disposizione dei giovani universitari.
A fare il punto della situazione al QdS.it è il Rettore dell’Ateneo palermitano Massimo Midiri: “Stiamo cercando di riacquisire dei locali che sono del Demanio e trasformarli in residenziali – esordisce -. Si tratta di un bene che ci vorrebbe dare il Convitto Nazionale che è sotto il controllo del Demanio, il quale sta verificando alcuni aspetti giuridici per darci la concessione ventennale. Spero entro fine mandato di realizzare dei residentati fuori Ersu, totalmente nostri. A prezzi controllati, ovviamente. Sarebbe un primo aiuto concreto”.
Non finisce qui. Presto gli studenti dell’Università palermitana potrebbero avere a disposizione un immobile a pochi metri da Palazzo Steri come ha confermato lo stesso Midiri. “Stiamo lavorando inoltre a una struttura nostra, l’hotel Patria. Si tratta di una vecchia residenza nel quale stiamo risolvendo dei problemi di condominio ma per il quale stiamo arrivando a una soluzione. Qui ci sono 100 alloggi già pronti. Metterli a disposizione degli studenti sarebbe una risposta straordinaria”.
Caro affitti a Palermo, diverse le famiglie in situazioni di disagio
Il caro affitti a Palermo colpisce anche molte famiglie le quali lamentano sempre più la quota di reddito devoluta ai proprietari: parliamo infatti del 50% mediamente. Immobiliare.it riporta che nel capoluogo siciliano, l’affitto richiesto è in media di circa 9,7 euro al m² al mese (settembre 2026). Indicativamente sono 680–780 euro per un appartamento di 70–80 m². Per una stanza singola: 309 €/mese a marzo 2026, +55% rispetto al 2020.
A fare un punto sulla questione è Gabriele Rizzo, di AS.I.A. U.S.B. (Associazione Inquilini e Abitanti dell’Unione Sindacale). “La casa è quindi il capitolo di spesa più importante nell’economia familiare e consegue che sia uno dei temi fondamentali del carovita attuale, insieme al prezzo dell’energia e all’indebolimento del welfare pubblico”.
“Non è un caso che nell’anno corrente, infatti, Save the Children abbia denunciato che il 63,8% delle famiglie palermitane viva in condizione di povertà relativa. Questa condizione socio-economica porta con sé conseguenze poco pacifiche nel rapporto tra proprietari e inquilinato: non si affitta a percettori di assegni sociali e si chiedono almeno due garanzie per la stipula dei contratti. Condizioni irraggiungibili quindi per la maggioranza delle famiglie. Abbiamo incontrato più casi di proprietari spaventati nel locare a famiglie con minori o disabili, per il rischio di non poter sfrattare velocemente in caso di morosità”.
Caro affitti e le sue conseguenze
A Palermo le conseguenze principali del caro affitto sono sicuramente l’emergenza e abitativa e gli sfratti. Fenomeni abbastanza presenti in città con molte famiglie che, requisiti permettendo, attendono di avere una casa dal Comune che quotidianamente è impegnato su questo fronte. Come ad esempio la storia della famiglia Marino, raccontata dalla nostra redazione qualche settimana fa.
“In tutto questo, la situazione relativa all’Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) ci lascia ancora più perplessi – sottolinea Rizzo -, le case popolari dello Iacp non coprono più il fabbisogno ordinario (più di 8000 famiglie attendono assegnazione da 18 anni) e vengono utilizzate per l’emergenza abitativa, ossia solo quando le persone si ritrovano in strada. Le poche assegnazioni rispetto ai numeri del disagio abitativo diventano oggetto di propaganda nonostante i deficit legali delle procedure e le condizioni strutturali di molte assegnazioni, come segnalato anche dal Consiglio Comunale cittadino. Tutto questo sta portando ad una situazione esplosiva, è ora di invertire la rotta”, ha concluso Rizzo.
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