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Caro affitti per gli universitari in Sicilia, Billitteri: “Le borse di studio non bastano e gli alloggi sono insufficienti”

Caro affitti per gli universitari in Sicilia, Billitteri: “Le borse di studio non bastano e gli alloggi sono insufficienti”
Foto di Jakub Żerdzicki su Unsplash

A descrivere le difficoltà quotidiane degli universitari è Giovanna Billitteri, coordinatrice dell’Udu di Palermo, intervenuta ai microfoni di Qds.it.

Con l’inizio del nuovo anno accademico torna al centro del dibattito in Sicilia il problema del caro affitti per gli studenti universitari fuori sede. Tra stanze che possono costare fino a 350 euro al mese, borse di studio insufficienti e posti letto nelle residenze universitarie che non bastano a soddisfare le richieste, il diritto allo studio continua a fare i conti con difficoltà economiche sempre più pesanti.

La questione è stata rilanciata anche durante il sit-in organizzato a Palazzo d’Orleans, a Palermo, dove gli studenti hanno chiesto risposte alle istituzioni e maggiori investimenti da parte della Regione Siciliana a sostegno del diritto allo studio.

Affitti e spese universitarie, il peso sulle famiglie e sugli studenti

A descrivere le difficoltà quotidiane degli universitari è Giovanna Billitteri, coordinatrice dell’Udu di Palermo, intervenuta ai microfoni di Qds.it. Secondo la rappresentante studentesca, il costo della vita e degli alloggi costringe sempre più giovani a fare i conti con risorse economiche limitate, mettendo a rischio la possibilità di proseguire regolarmente il percorso accademico.

«Gli studenti e le studentesse arrancano per arrivare a fine anno quasi come un lavoratore o una lavoratrice precari, perché si tratta di dover capire dove andare a investire i propri soldi», spiega la Billitteri. Il sostegno delle famiglie, infatti, non sempre è sufficiente a coprire tutte le spese necessarie per vivere e studiare lontano da casa.

Le conseguenze possono essere pesanti: alcuni studenti sono costretti a valutare il rientro nella propria città, la rinuncia agli studi oppure la difficoltà di frequentare regolarmente le lezioni. A incidere è anche il sistema delle borse di studio, che non tutti riescono a ottenere e che, secondo la coordinatrice dell’Udu, non sempre garantisce un sostegno adeguato e tempestivo.

“A volte non basta, perché il suo valore è alla stregua di un rimborso spese e arriva oltre i mesi in cui uno studente o una studentessa dovrebbero usufruirne”, sottolinea la Billitteri.

Stanze fino a 350 euro al mese, lontano dalle facoltà

A rendere ancora più difficile la situazione è il costo degli affitti, soprattutto nelle città universitarie. Secondo la Billitteri, anche quando si riesce a trovare una sistemazione relativamente economica, non è detto che il prezzo comprenda tutte le spese accessorie.

«Parliamo di un affitto che nel migliore dei casi è di 250 euro, se riesce a comprendere luce, gas e spese condominiali, ma molto spesso non include tutto questo», afferma la coordinatrice dell’Udu di Palermo.

Per una stanza, quindi, la spesa mensile può aumentare sensibilmente, arrivando anche a 300 o 350 euro. A questo si aggiunge la difficoltà di trovare alloggi vicini alle sedi universitarie, con il rischio di dover sostenere ulteriori costi e tempi di spostamento.

«Ci vogliono anche 350 euro a camera e penso a tutti quei condomini o case che si trovano in zona centro storico, con gli studenti che hanno la stanza distante dalla facoltà di Giurisprudenza o da quella di Scienze politiche», evidenzia la Billitteri.

Il caro affitti diventa così uno degli ostacoli principali per chi sceglie di frequentare l’università lontano dalla propria città, con conseguenze che coinvolgono non soltanto gli studenti, ma anche le famiglie chiamate a sostenerne le spese.

Alloggi universitari insufficienti e graduatorie in ritardo

Le rivendicazioni degli studenti non riguardano soltanto il costo delle stanze in affitto. Nel corso delle mobilitazioni, l’Udu ha posto l’attenzione anche sulla precarietà degli studenti lavoratori, sui tirocini non retribuiti e sulle difficoltà nell’accesso alle borse di studio e agli alloggi universitari.

«Le azioni messe in campo durante le iniziative di protesta hanno riguardato non solo il caro affitti, ma anche la precarietà degli studenti e delle studentesse lavoratori e lavoratrici, dei tirocini non retribuiti o non gratuiti, del diritto allo studio mancato riguardo alle borse di studio e agli alloggi», spiega la Billitteri.

Il problema, sottolinea, riguarda anche la disponibilità dei posti letto nelle residenze universitarie, che non riescono a rispondere alle esigenze di tutti gli studenti fuori sede. Una carenza che rende ancora più difficile individuare una sistemazione sostenibile dal punto di vista economico.

A complicare il quadro si aggiungono i ritardi nelle graduatorie per gli alloggi, che, secondo quanto riferito dalla Billitteri, sono state posticipate di una settimana per mancanza di personale. Una situazione che rischia di avere ripercussioni anche sul riconoscimento dello status di fuori sede, importante ai fini dell’accesso ai benefici per il diritto allo studio.

“Per questo motivo l’Udu ha fatto una mozione per non far perdere questo status”, precisa la Billitteri.

Dalla protesta a Palermo alla mobilitazione nazionale

La mobilitazione degli universitari prosegue con l’obiettivo di ottenere interventi concreti sul fronte degli affitti, delle borse di studio e dei servizi dedicati agli studenti. Le richieste rivolte alla Regione Siciliana puntano a rafforzare gli investimenti pubblici e a garantire condizioni che consentano di affrontare il percorso universitario senza essere costretti a rinunciare per ragioni economiche.

L’Udu di Palermo guarda anche al confronto con le istituzioni e con gli organismi universitari, attraverso il lavoro della rappresentanza studentesca e il coinvolgimento degli organi di governance.

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