Carburanti, il diesel non scende più. In futuro Sicilia a secco? - QdS

La benzina scende, il diesel no: cosa succede? Sicilia a secco con stop forniture dalla Russia

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La benzina scende, il diesel no: cosa succede? Sicilia a secco con stop forniture dalla Russia

Salvatore Rocca  |
lunedì 12 Settembre 2022 - 07:00

Situazione anomala per il diesel, il cui prezzo non accenna a diminuire alla pompa. Ecco i "perché" di questo andamento e cosa ci attende in un futuro che riguarda anche la Sicilia

Fare rifornimento di carburante in questi mesi è diventato un vero e proprio salasso a causa dell’ormai noto incremento dei prezzi.

I considerevoli rincari segnalati già a partire da febbraio 2022, con i listini che hanno superato in alcuni casi anche la cifra dei due euro al litro, hanno letteralmente svuotato i portafogli degli italiani.

Anche in Sicilia la crisi si è fatta sentire. Impossibile, pure alle nostre latitudini, riuscire a fare un pieno di benzina e gasolio a buon mercato per automobilisti e autotrasportatori.

Caro carburante, diesel costa più della benzina

Secondo le ultime rilevazioni diffuse dal Ministero della Transizione ecologica, il prezzo medio nazionale della benzina ha toccato quota 1.746,58 euro/litro, mentre quello del gasolio ha sfondato per l’ennesima volta il muro degli 1,80 euro/litro, piazzandosi a 1.838,40/litro.

Tra le due tipologie di carburante, comunque, è il gasolio a risentire maggiormente dell’incremento dei prezzi. Un andamento che è rimasto costante durante questi mesi. Anche in occasione dei momentanei ribassi, il costo del diesel non è mai sceso tanto quanto quello della benzina.

Prezzo diesel in crescita, la spiegazione di Assopetroli Sicilia

Perché il diesel continua a presentare un prezzo maggiore della benzina? Per capire i motivi di questa situazione “eccezionale”, il Quotidiano di Sicilia ha interpellato Luciano Parisi, Coordinatore di Assopetroli Sicilia.

A differenza della benzina, il costo del diesel continua a non subire forti ribassi e continua a costare più. A cosa è dovuto questo andamento anomalo?

“Il prezzo dei prodotti finiti è determinato da diversi fattori. Al costo industriale si aggiunge la componente fiscale (iva + accisa) che, prima dell’intervento del Governo dello scorso marzo che ha ridotto l’accisa di 25 € ct+IVA, aveva un’incidenza del 60% sul prezzo finale”.

“La parte restante è la marginalità lorda della filiera distributiva. La componente industriale è determinata dal prezzo a cui il singolo prodotto finito si scambia sui mercati internazionali. Trattasi quindi di un riferimento non locale ma internazionale e che risente delle aspettative dei vari operatori”.

“Da diverso tempo (ancora prima della guerra) viviamo in un mercato caratterizzato da una forte ripresa della domanda (aumenti dei consumi post pandemia) a cui non ha fatto seguito un pari aumento dell’offerta”.

“Su questo pesano i mancati nuovi investimenti nell’oil&gas degli ultimi anni per via di una transizione energetica che vuole, per scelta politica, un peso sempre minore da parte delle fonti fossili”.

“A questo scenario si sono aggiunte le tensioni legate al conflitto russo-ucraino che hanno fatto aumentare le aspettative circa un corto di prodotto per effetto delle sanzioni verso la Russia. In questo contesto le aspettative di carenza di prodotto sono maggiormente sentite per il gasolio e ciò si riflette sulle quotazioni”.

La dipendenza della Sicilia dai Paesi esteri

Quanto è forte la dipendenza della Sicilia dalla Russia e da altri Paesi (Medio Oriente)?

“La situazione locale della Sicilia risente maggiormente, rispetto allo scenario nazionale, della presenza della raffineria ISAB a Priolo (SR) di proprietà della Lukoil che garantisce l’approvvigionamento di una parte considerevole del mercato extra rete della Regione”.

“È evidente che le sanzioni applicate dall’UE si riflettono sulle attività della raffineria limitandone la capacità di acquisto di grezzo dagli altri Paesi”.

“Il prossimo embargo verso le importazioni di greggio dalla Russia potrebbe rendere la situazione ancora più critica. Di questo, da quanto leggiamo, se ne sta occupando il MISE con l’apertura di un tavolo di crisi”.

Quali sono le previsioni per le prossime settimane e fino a dove potrebbe spingersi il costo del diesel in Sicilia?

“Difficile fare una previsione. Quello che si può prevedere è che nel caso in cui si dovessero interrompere le lavorazioni e quindi la disponibilità di prodotto nell’Isola, sarà necessario cercare fonti alternative di approvvigionamento con conseguente aggravio di costi che si riverbererà sul costo del prodotto”.

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