Continua la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti, sia in Italia che in Sicilia. Tuttavia, l’iniziativa rischia di bloccare le tante aziende private che nell’Isola garantiscono il trasporto pubblico e privato su gomma.
Con evidenti conseguenze fin da inizio della prossima settimana e diversi disagi per chi deve raggiungere i posti di lavoro e le scuole di prima mattina. La protesta degli autotrasportatori, però, rischia di protrarsi per diversi giorni e potrebbe arrivare, se non ci fosse una soluzione, anche fino al 27 ottobre.
L’allarme di Anav Sicilia
Anav Sicilia, l’associazione di categoria che raggruppa le aziende di trasporto viaggiatori, lancia l’allarme. E sottolinea che, se a causa del blocco dei tir non arriveranno tra questo weekend e inizio prossima settimana, le previste consegne di carburante ai depositi aziendali e alle stazioni di rifornimento potrebbe essere messo a rischio il normale esercizio dei servizi di linea effettuati dai privati.
“Condividiamo con gli autotrasportatori il problema perché anche i nostri mezzi viaggiano a gasolio – spiega Antonio Graffagnani, presidente Anav – la mancata consegna del carburante sta cominciando a generare conseguenze anche sulle nostre imprese che effettuano il servizio di trasporto pubblico locale. Già ieri, alcuni autotrasportatori non hanno consegnato ai depositi di carburante il gasolio necessario al regolare svolgimento dei servizi”.
“Problema di primaria importanza”
Graffagnini prosegue: “Non possiamo, di conseguenza, nascondere la forte preoccupazione perché le proteste stanno crescendo di livello, di giorno in giorno, e corriamo seriamente il rischio di non poter effettuare i servizi di linea legati ai programmi di esercizio. Sono diverse le aziende che si riforniscono su strada che hanno ricevuto comunicazione del mancato arrivo del gasolio”.
E aggiunge: “Il problema è di primaria importanza e riguarda tutti. Se lunedì le aziende non potranno approvvigionarsi, con il carburante che resta si organizzeranno per garantire i servizi minimi essenziali dedicati agli studenti e ai lavoratori che nelle prime ore della mattina devono raggiungere le scuole e i posti di lavoro”.
Infine, Graffagnini evidenzia “preoccupazione anche per i blocchi stradali che potrebbero rallentare se non bloccare i percorsi allungando i tempi di percorrenza con il rischio di non rispettare gli orari o addirittura determinando lo stop dei bus”.
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