Cartoon, come Claudio Naccari ha disegnato Ada Twist - QdS

Cartoon, come Claudio Naccari ha disegnato Ada Twist

redazione web

Cartoon, come Claudio Naccari ha disegnato Ada Twist

domenica 07 Novembre 2021 - 09:58

Un character designer originario di Messina per la popolarissima serie animata di Netflix prodotta a Dublino. Formatosi nella Scuola del fumetto di Palermo è ora a capo del dipartimento di 2D design

Ada Twist, Scientist è la nuova serie animata per bambini presente dal 28 settembre sulla piattaforma Netflix.

Ideata da Chris Nee, famosa per le serie Disney Dottoressa Peluche e Vampirina e prodotta dalla sua compagnia Laughing Wild e da Higher Ground Productions, società di produzione di proprietà di Barack e Michelle Obama, la serie è ispirata ai libri di Andrea Beaty illustrati da David Roberts.

Protagonista della serie è Ada Twist, una piccola scienziata di otto anni intelligente e curiosa che vuole scoprire la verità riguardo tutto ciò che la circonda.

Tra i nomi che hanno lavorato alla realizzazione di Ada Twist, Scientist, vi è Claudio Naccari, originario di Messina, 33 anni, professione character designer. Per la serie è il team leader del dipartimento di 2D design.

“Disegno i personaggi – dice spiegando cosa fa un character designer – che si vedono nei cartoni animati. Li creo da una sceneggiatura insieme al direttore artistico. Una volta che la parte estetica è fatta, si pensa al suo universo, ossia alle pose di recitazione, espressioni facciali e labiale per i dialoghi. Creo degli attori che stanno in scena. È un lavoro che faccio con tutto il cast della serie televisiva” .

Residente a Dublino da quattro anni, quando contatto Claudio Naccari per l’intervista ha da poco finito la sua attività giornaliera per il Brown Bag Films, lo studio dove lavora.

  • Claudio, un siciliano a Dublino: qual è la tua storia?

Vivo all’estero da quasi dieci anni. Dopo aver studiato nella Scuola del Fumetto di Palermo, ho iniziato a lavorare come colorista. Sono andato all’estero per seguire la mia ragazza che doveva fare un master. Io potevo lavorare da freelance e, nel frattempo, imparare l’inglese. Ho vissuto prima in Inghilterra. Dopo svariati anni, ho scoperto la mia passione per l’animazione. Ho trovato lavoro in uno studio di animazione a Dublino dove vivo attualmente.

  • Quali sono stati i primi approcci con il disegno e quando hai capito che sarebbe diventato un lavoro?

Completata la scuola superiore, ho avuto difficoltà a trovare un indirizzo universitario che mi interessasse particolarmente. Ho sempre avuto la passione per il disegno. Casualmente ho scoperto che esistevano delle scuole di fumetto, disegno e illustrazione. Cercavo qualcosa che potesse darmi una varietà di scelta per il successivo mondo del lavoro. Mi sono formato alla scuola del fumetto di Palermo che mi ha dato tutti gli strumenti per poter fare questo lavoro.

  • Come hai trovato un tuo stile come character designer?

In genere in un progetto animato c’è la visione stilistica del direttore artistico e del cliente da assecondare, quindi è raro che si possa creare totalmente qualcosa di proprio da zero, a meno che non si collabori a un progetto sin dalla prima fase di ideazione. Spesso si devono adattare le proprie idee a uno stile che va rispettato, per creare un mondo coesivo e credibile. Nel mio lavoro lo spirito di osservazione è fondamentale. Carpire gli atteggiamenti o i comportamenti delle persone mi permette di renderli al meglio. Questo lavoro è affascinante per il suo carattere totalmente soggettivo. La mia rappresentazione di una persona o di un personaggio è frutto esclusivo della mia interpretazione, carica del mio vissuto e delle mie esperienze e, dunque, possibilmente molto diversa da quella di un altro artista.

  • L’ultimo lavoro che ti vede protagonista è Ada Twist, Scientist, su Netflix dal 28 settembre. Quanto lavoro c’è dietro un lavoro del genere?

Creare serie televisive è un processo abbastanza lungo, anche se più breve rispetto a un film d’animazione che può richiedere dai tre ai cinque anni. Per fare una serie di trenta/quaranta episodi sono necessari circa due anni. Ho cominciato a lavorare a Brown Bag Films, lo studio di Dublino, all’inizio del 2020, proprio quando iniziava la produzione di Ada Twist.
Il lavoro coinvolge diversi dipartimenti e fino a un centinaio di professionisti. Partendo da una sceneggiatura, si esplorano e, successivamente, si studiano i personaggi, gli oggetti di scena e le ambientazioni, prima come bozzetti e poi come modelli in 3D nel caso di Ada Twist, ma altre produzioni possono essere totalmente in 2D. In parallelo si lavora agli storyboard, che sono gli episodi abbozzati con tutte le varie inquadrature di riferimento e la recitazione dei personaggi. Una volta completato, tutto questo materiale passa agli animatori che danno vita ai vari episodi. La fase finale è la post produzione dove viene assemblato tutto, aggiungendo effetti, dialoghi e musiche.

  • Per te cosa rappresenta Ada Twist, Scientist?

È un progetto molto bello di cui sono fiero di far parte. Mi sta molto a cuore perchè è il primo progetto in 3D a cui lavoro e la mia prima esperienza come team leader di un talentuoso team di dieci persone. Il risultato è il frutto di un’importante coordinazione di lavoro di gruppo.
Stiamo già lavorando alla nuova stagione e presto arriveranno nuovi episodi. È stata una bella emozione vedere il mio nome su Netflix, ma per me è solo un punto di partenza. Cerco sempre di migliorarmi e di spingermi oltre.

  • Quali sono state le reazioni di amici e parenti?

Sono stati tutti molto contenti di poter vedere sul piccolo schermo un progetto animato al quale ho lavorato per tutto questo tempo. Certamente una grande soddisfazione per me e per chi mi vuole bene. Ho un sacco di amici artisti e fumettisti che capiscono a fondo tutto il lavoro che sta dietro a un prodotto del genere. Ci diamo molta carica e supporto a vicenda.

  • Cosa ti piace del fare il character designer?

Per me disegnare è una conquista. Non avrei mai pensato che potesse diventare il mio lavoro a tempo pieno. Disegnare personaggi è una mia passione che è cresciuta proprio perché mi piace creare delle figure particolari. È bello riuscire a raccontare storie con personaggi inventati o combinati da diversi mezzi visivi o di comunicazione e farsi ispirare da film, libri, quadri, foto o semplicemente da scene di vita quotidiana.

  • Quanto è importante rimanere un sognatore?

Molto, però non è sempre facile. Fare questo tipo di lavoro dà voce alla propria creatività, però resta pur sempre un lavoro. Quindi, ci si deve sempre confrontare anche con chi non la pensa come te. L’aspetto del lavoro c’è, ma bisogna sempre trovare qualcosa che ti ispiri quotidianamente perché è facile cadere nella ripetizione. L’importante è riuscire a divertirsi con quello che si fa quotidianamente.

  • Cosa si prova a sapere di aver creato qualcosa che potenzialmente può essere visto da milioni di persone?

È bello vedere la risonanza che c’è su Internet. Mi ha fatto molto piacere ricevere da amici e parenti foto e video dei loro figli che guardano il cartone, il che mi rende orgoglioso, ma anche molto felice perché è davvero un prodotto educativo e che può aiutare i bambini a crescere e imparare, stimolare la loro curiosità e, in questo caso, ad avvicinarli alla scienza.

  • Quando non lavori per questi grandi progetti, nel tuo tempo libero c’è ancora spazio per il disegno?

Quando non lavoro, disegno. Cerco sempre di migliorarmi quindi trovo beneficio nel disegnare modelli dal vero o online tramite chiamate Zoom o video su YouTube. Lo trovo molto utile per imparare a perdere la struttura e le regole, raggiungendo una freschezza del tratto e dare priorità all’istintività. Ho diversi album da disegno dove c’è di tutto: vignette, animali, personaggi realistici o grotteschi o i disegni dei personaggi fatti mentre guardo la tv. Di recente ho mantenuto il lavoro di colorista per fumetti, ma è molto saltuario. Sto lavorando su un libro illustrato che mi piacerebbe più in là far conoscere.

Ti piacerebbe tornare stabilmente in Sicilia?

Al momento no perché la mia vita è qui. Convivo con la mia ragazza, anche lei ha un lavoro qui e sarebbe complicato. Però, non rinunciamo a trascorrere del tempo a casa, in Sicilia, di tanto in tanto. Spero che la possibilità di fare lavori come il mio da remoto, diventi sempre più facile e accettabile in futuro per poter avere ancora più flessibilità in questo senso.

  • Cosa ti piacerebbe per il tuo futuro da character designer?

Mi piacerebbe lavorare su un progetto per un pubblico più adulto. Magari un film d’animazione. Sono proiettato in quella direzione come ricerca per i prossimi progetti.

Sandy Sciuto

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