Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 29 giugno 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 29 giugno 2026
Punti chiave
- Teheran: "Presto colloqui con Oman su nuove rotte nello Stretto di Hormuz"
- Libano, Tajani: "Hezbollah vuole continuare la guerra"
- Teheran su sminamento Hormuz: "Francia non complichi situazione"
- Macron e sultano Oman per navigazione "Senza restrizioni" nello Stretto di Hormuz
- Beirut, 4.257 morti dal 2 marzo, i feriti sono più di 12.000
- Media, domani Witkoff e Kushner vedono premier Qatar
- Comitato congiunto con Oman conferma "rispetto diritto internazionale" su Hormuz
- Il Qatar sospende “fino a nuovo avviso” tutte le attività marittime
- Trump ribadisce: "Teheran non avrà un'arma nucleare"
- Casa Bianca: Witkoff e Kushner saranno a Doha in settimana
Esperti iraniani e omaniti avvieranno nei prossimi giorni colloqui per ridefinire le rotte di transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, alla televisione di Stato.
Secondo Gharibabadi, Teheran ha già informato il sultanato dell’Oman che sarà l’Iran a stabilire le rotte di navigazione nello Stretto e che non accetterà percorsi alternativi. Il vice ministro degli Esteri ha aggiunto che le autorità iraniane cercheranno di impedire il passaggio delle navi al di fuori delle rotte che saranno definite.
“L’Iran andrà avanti con i nuovi accordi sul transito nello Stretto di Hormuz anche se il sultanato dell’Oman non dovesse accettarli”, ha affermato Gharibabadi.
La situazione in Libano “mi preoccupa” perché “Hezbollah continua a dire di non voler riconoscere l’accordo siglato a Washington e queso significa che Hezbollah vuole continuare la guerra”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani, in un punto stampa a Parma a margine dell’81esima Assemblea dell’Unione Parmense degli Industriali.
“Questo non va bene perché diventa anche una provocazione nei confronti di Israele. Hezbollah risponde all’Iran e se Teheran vorrà impegnarsi per chiudere la guerra in Libano certamente con una posizione forte di Teheran Hezbollah si fermerà”, ha aggiunto Tajani.
Teheran esorta la Francia a non complicare ulteriormente la situazione nello Stretto di Hormuz offrendosi di partecipare alle operazioni di sminamento, così come annunciato oggi in una dichiarazione congiunta franco-omanita.
“Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che intende collaborare con i suoi partner per bonificare lo Stretto di Hormuz dalle mine”, ha osservato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Tuttavia, “lo sminamento viene effettuato dall’Iran e da nessun altro Paese”, ha aggiunto, citando il memorandum d’intesa concluso da Teheran e Washington per la fine del conflitto in Medio Oriente.
“La situazione è delicata e complessa. Esortiamo la Francia a non complicarla ulteriormente con le sue provocazioni”, ha aggiunto, dopo che Parigi e Muscat hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedevano “la libera navigazione, senza condizioni né restrizioni” nello Stretto e delineavano piani per “operazioni congiunte di sminamento”.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, e il sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq, hanno auspicato oggi la “libera navigazione, senza condizioni né restrizioni” nello Stretto di Hormuz e hanno concordato di collaborare per raggiungere questo obiettivo attraverso “operazioni congiunte di sminamento”. Questo quanto riportato in una dichiarazione franco-omanita diffusa dopo il loro incontro a Parigi.
“I due capi di Stato hanno sottolineato l’importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz e hanno ribadito il loro impegno per la libera navigazione, senza condizioni né restrizioni, compreso il diritto di transito in conformità con il diritto del mare”, si legge nella dichiarazione. “Hanno concordato di collaborare con tutte le parti interessate per lavorare alla libertà di navigazione in futuro e per condurre operazioni congiunte di sminamento”, conclude la nota.
In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, dal 2 marzo sono 4.257 i morti. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, come riporta l’agenzia libanese Nna. Nel Paese dei Cedri, precisano, si contano anche almeno 12.196 feriti.
L’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, e Jared Kushner oggi si recheranno a Doha e domani incontreranno il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim bin Jaber Al Thani, ed altri funzionari per discutere dei colloqui con l’Iran. Lo ha indicato su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che mercoledì i team tecnici di Iran e Stati Uniti si incontreranno separatamente con i mediatori di Qatar e Pakistan.
Il ministero degli Esteri dell’Oman ha riferito che la prima riunione del Comitato congiunto omanita-iraniano che si è tenuto oggi a Muscat per lo Stretto di Hormuz aveva lo scopo di “scambiare le opinioni sulla futura gestione dello stretto e le questioni correlate”.
Il ministero del sultanato ha aggiunto, in una nota, che la riunione odierna ha esaminato “le modalità per rafforzare il coordinamento sulle questioni relative allo Stretto coerentemente con gli interessi comuni di entrambi i Paesi”, riaffermando “il rispetto del diritto internazionale”.
“Sono stati inoltre discussi – recita il comunicato – gli ambiti di cooperazione nei settori della navigazione e dei servizi marittimi, data la posizione dei due Stati rivieraschi dello stretto e alla luce degli accordi bilaterali e internazionali esistenti”.
Il ministro dei Trasporti del Qatar ha comunicato la sospensione “fino a nuovo avviso” di tutte le attività marittime.
“L’Iran non avrà un’arma nucleare”. Lo ha ribadito il presidente Usa, Donald Trump, in uno di una serie di post sul suo social Truth. Trump, che ha affermato che “l’Iran ha chiesto un incontro” e “si terrà domani a Doha”, ha scritto ancora che il costo del petrolio è “in calo” e che “i prezzi della benzina stanno calando, velocemente”.
“Petrolio Wti – 69 dollari, e in calo. È un valore inferiore a quello registrato prima dell’avvio del processo di denuclearizzazione dell’Iran”, ha scritto Trump. E ancora, a proposito della benzina, “segnalate eventuali abusi a livello di vendita al dettaglio!!!”. “I dati dei sondaggi sono ai massimi storici. Ancora più alti rispetto al giorno delle elezioni, il 5 novembre”, ha affermato ancora.
Steve Witkoff e Jared Kushner saranno a Doha in settimana per incontri di alto livello. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un’intervista a Fox. Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth che l’Iran ha chiesto un incontro e che si terrà domani a Doha.
“Trump si riserva il diritto di ricorrere all’opzione militare, se necessario”, ha aggiunto Leavitt mettendo in evidenza che per “l’Iran sarebbe meglio siglare un buon accordo con gli Stati Uniti”.
Le forze di Difesa israeliane e lo Shin Bet hanno annunciato di aver eliminato la scorsa settimana il “terrorista” Ismail Masri, capo della sicurezza militare della Brigata Rafah di Hamas.
L’Iran ha richiesto un incontro. Si terrà domani a Doha”. Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“Nessuna riunione” è “prevista” in settimana in Qatar tra delegazioni di Iran e Stati Uniti. E’ quanto afferma Teheran dopo le notizie secondo cui domani o “nei prossimi giorni” potrebbe esserci un incontro a Doha.
“Non sono previste per questa settimana riunioni a livello tecnico dei gruppi di lavoro”, ha detto il numero due della diplomazia iraniana, Kazem Gharibabadi, in dichiarazioni diffuse dai media iraniani in cui ha precisato che continuano le consultazioni con il Qatar.
In precedenza la tv satellitare al-Jazeera aveva dato voce a una fonte secondo cui “le squadre che lavorano a livello tecnico all’attuazione del memorandum d’intesa” tra Usa e Iran “hanno in programma nei prossimi giorni un incontro a Doha”. Ieri Axios ha scritto di un accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran per fermare gli attacchi che nelle scorse ore hanno messo a rischio la tregua, con l’intenzione di un incontro martedì a Doha per parlare dello Stretto di Hormuz.
Missione di due giorni in Cina per il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud. Sarà a Pechino domani e mercoledì, hanno reso noto dal gigante asiatico, limitandosi a precisare che si tratta di una visita su invito del capo della diplomazia cinese, Wang Yi. La visita avviene nel mezzo delle continue tensioni tra Usa e Iran.
Sui prezzi dei carburanti “bisogna stare sempre molto vigili, pronti a intervenire. Noi lo siamo stati con le misure per calmierare i costi a imprese e famiglie. Siamo pronti a realizzare tutte le misure necessarie per aiutare e sostenerle ancora in qeusta fase precaria. Decideremo anche alla luce dell’andamento del negoziato” tra Usa e Iran. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto ai microfoni di Tgcom24.
Stati Uniti e Iran avrebbero in queste ore deciso e concordato di interrompere gli attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo scrive Axios, la fonte sarebbe un funzionario americano di cui non si conosce l’identità.
Dopo gli attacchi su Stretto di Hormuz, Stati Uniti e l’Iran “si fermeranno per ora”, ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione Trump.
Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito in queste ore anche il Bahrein che Teheran colpirebbe il Paese con una maggiore forza se provocato. “Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche”, ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per fermare gli attacchi che nelle ultime ore hanno messo a rischio la tregua. Delegazioni di Washington e Teheran si incontreranno domani, martedì 30 giugno a Doha, in Qatar, per parlare dello Stretto di Hormuz. Il quadro lo delinea il giornalista Barak Ravidm su Axios, citando una fonte dell’amministrazione del presidente Donald Trump. “Abbiamo deciso di fermare tutte le attività cinetiche”, le parole del funzionario.
Un secondo membro dell’amministrazione Usa ha detto ad Axios che entrambe le parti si ritireranno “per ora” e che “le navi possono muoversi liberamente” mentre i colloqui tecnici sono destinati a continuare. Gli incontri di martedì a Doha erano originariamente previsti in Svizzera per discutere del programma nucleare iraniano, ha ricordato una fonte a conoscenza dei colloqui: a seguito dell’escalation di questi giorni si è deciso di spostarli in Qatar, concentrandoli sullo Stretto di Hormuz. Nick Stewart, che dirige il team tecnico statunitense, dovrebbe partecipare ai colloqui, secondo le fonti di Axios.
Ad integrare il quadro provvede la Cnn, secondo cui i colloqui tecnici relativi al memorandum d’intesa tra i due paesi procedono secondo i piani. Le tensioni degli ultimi 3 giorni, con lanci di droni e missili iraniani a cui gli Usa hanno risposto con raid aerei, non hanno fermato il dialogo. “Nulla è stato annullato. I colloqui tecnici sull’attuazione del memorandum d’intesa si svolgeranno nei prossimi giorni come previsto e i canali di de-escalation sono operativi dopo il vertice di Lucerna”, le parole di una fonte.
Le azioni condotte nelle ultime 48 ore hanno messo a dura prova il cessate il fuoco. Trump ha minacciato ulteriori azioni militari nei confronti dell’Iran se gli attacchi della Repubblica islamica dovessero continuare. L’Iran ha avvertito che le violazioni del cessate il fuoco “comporteranno la completa interruzione di tutti i processi diplomatici”.
Israele distrugge tunnel di Hezbollah in Libano
In una dichiarazione congiunta del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Israel Katz è stato annunciato che l’esercito israeliano ha distrutto le infrastrutture sotterranee di Hezbollah nella zona di Majdal, nel Libano meridionale. Fra queste, anche un tunnel che si estendeva per oltre 200 metri e raggiungeva una profondità di più 25 metri. Si presume contenesse centinaia di armi e diverse rampe di lancio destinate ad attacchi contro Israele.
Il comunicato aggiunge che Israele aveva informato gli Stati Uniti e il rappresentante statunitense in Libano prima di distruggere le infrastrutture del tunnel. Netanyahu e Katz hanno affermato che le truppe israeliane rimarranno nella zona di sicurezza nel Libano meridionale e continueranno a smantellare quelle che hanno definito infrastrutture terroristiche, eliminando le minacce alle comunità del nord di Israele e garantendo la sicurezza dei cittadini israeliani.
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