Roma, 21 lug. (askanews) – La casa accessibile, in Italia, esiste: secondo il nuovo indice di accessibilità economica dell’Ufficio Studi di idealista, il 71% degli alloggi adatti a una famiglia è alla portata di chi ha un reddito medio. Il dato, però, nasconde un paradosso: quelle case, in larga parte, non si trovano dove le famiglie hanno davvero bisogno di vivere. Nelle grandi città dove si concentrano lavoro, studio e opportunità la quota di case alla portata delle famiglie scende sotto la metà di quelle adatte a loro, cioè con almeno tre locali.
“A prima vista – dichiara Vincenzo de Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di idealista – il 71% nazionale sembra incoraggiante. Ma la casa accessibile c’è soprattutto dove la domanda è debole: aree interne, territori in calo demografico, capoluoghi del Sud a bassa densità. Nelle grandi città del Centro-Nord, dove i redditi sono più alti e si concentrano le opportunità, la quota scende sotto il 50%. Il problema non sono solo i redditi bassi: è che le case abbordabili non stanno dove serve viverci”.
A Milano, solo il 46% delle case adatte a una famiglia è abbordabile. Più di una casa su due resta fuori portata, nonostante il reddito più elevato del Paese: qui i valori immobiliari hanno corso più veloce del potere d’acquisto.
Tra i principali capoluoghi metropolitani, quattro superano la media nazionale. Genova (87%) guida grazie al rapporto favorevole tra reddito e prezzi; Torino (78%) unisce un reddito allineato alla media a valori contenuti; Palermo (77%) deve la sua accessibilità a prezzi bassi che compensano redditi tra i più modesti del gruppo, così come Bari (73%). Sotto la media scende Bologna (64%) e, sotto il 50%, il quadro si complica: Roma (49%), Milano e Firenze (46%), fino a Napoli (42%), fanalino di coda.

