Sul caso di Garlasco riguardo l’omicidio di Chiara Poggi è intervenuto a Tgcom24 il colonnello Gennaro Cassese, tra i primi nell’agosto 2027 a entrare nella villetta dove è stato trovato il corpo della ragazza. “Se nel 2007 avessimo avuto la traccia 33 avremmo fatto altri accertamenti su Andrea Sempio”.
Caso Garlasco, Cassese: “Gli errori sono stati fatti”
“Al tempo valutammo l’ipotesi che potessero esserci altre persone, ma poi né le evidenze scientifiche né altre piste ci portarono in questa direzione”, ha affermato Cassese. Poi il colonnello ha ammesso: “Ci sono stati degli errori nelle indagini, oggi avremmo potuto avere certezze in più. Gli errori dell’Arma ci sono stati. Non aver sequestrato la bicicletta di Alberto Stasi e non aver controllato se l’allarme fosse attivato o disattivato nell’officina degli Stasi.
Sulla nuova inchiesta sul caso Garlasco il colonnello è fiducioso: “Spero si decida in fretta: fugare ogni dubbio serve per riportare serenità”.
Delitto di Garlasco, il dna scagionerebbe Stasi: si va verso una storica revisione del processo
La procura di Pavia sta per chiudere la seconda indagine sul caso Garlasco. E a scoprire tutte le carte dell’accusa nei confronti di Andrea Sempio. Gli inquirenti dovrebbero chiedere il processo per l’omicidio di Chiara Poggi. E nella ricostruzione degli inquirenti non c’è posto per Alberto Stasi. Il 41enne condannato per l’assassinio della fidanzata era considerato uno dei nomi possibili per l’omicidio “in concorso” contestato a Sempio. Perché, è il ragionamento dei pm guidati da Fabio Napoleoni, la nuova perizia sposta l’ora della morte della vittima. In una finestra temporale in cui Stasi era al pc e lavorava alla tesi.
La chiusura indagini su Garlasco
Il quadro riaprirebbe la strada per una storica richiesta di revisione della condanna di Stasi. Che, stando a quanto riportano Corriere e la Repubblica, partirebbe proprio da Pavia. Dove non credono a nessuna delle “piste alternative” emerse in questi anni e tornate in auge subito dopo l’avviso di garanzia a Sempio. Nemmeno a quella di cui si è parlato ieri dopo la presentazione di un esposto alla procura di Milano. Secondo la consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo l’ora del delitto è tra le 10.30 e le 12, con maggiore centratura tra le 11 e le 11.30. Mentre il professore Carlo Previderé porterà i risultati delle analisi delle tracce genetiche partendo dai dati grezzi consegnati dalla perita Denise Albani. Tra cui c’è il materiale biologico trovato sui pedali della bici di Stasi.
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