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Cassibile, è scontro tra Cgil e Comitato cittadini #novillaggio

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Cassibile, è scontro tra Cgil e Comitato cittadini #novillaggio

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lunedì 03 Maggio 2021 - 17:15

Dopo l’inaugurazione della struttura destinata ai lavoratori stagionali, il sindacato aveva denunciato di aver ricevuto una aggressione proprio da parte dei residenti di Cassibile contrari al campo

“Non esiste ragione che tenga per giustificare tentativi di
sopraffazione della libertà di pensiero, tantomeno per spiegare qualsiasi forma
di violenza verbale”. Così Vera Carasi, segretaria generale della UST Cisl
Ragusa Siracusa, e Luisella Lionti, segretaria organizzativa della Uil Sicilia
hanno commentato le notizie dell’aggressione denunciata dalla Cgil siracusana a
seguito dell’inaugurazione del villaggio destinato ai lavoratori stagionali in
contrada Palazzo a Cassibile.

Nella giornata di apertura del campo, avvenuta lo scorso 29
aprile, a pochi metri dall’ingresso del villaggio, ci sono stati alcuni momenti
di tensione tra residenti e alcuni esponenti del sindacato, nati per gli slogan
contenuti negli striscioni esibiti dal comitato “#novillaggio”. Sarebbero
volate alcune parole di troppo ma l’intervento delle forze dell’ordine ha
cessato le ostilità, con l’allontanamento della delegazione della Cgil.

“Ben vengano le iniziative realizzate per assicurare dignità
ai migranti – aggiungono Vera Carasi e Luisella Lionti – ma perché vi sia vera
inclusione, auspichiamo intese concertate che nascano, come giusto che sia per
una convivenza civile, dall’ascolto di tutte le ragioni. Come Cisl e Uil ci
impegniamo a favorire ogni attività volta a continuare il dialogo”.

Oggi è arrivata la risposta da parte del portavoce del
comitato dei cittadini “#NoVillaggio”, Paolo Romano.

“I cittadini di Cassibile Fontane Bianche, regolarmente
autorizzati a manifestare, erano presenti con manifesti di carta, bandiera
tricolore e quella della città di Cassibile Fontane Bianche.

L’organizzazione che ci accusa invece – prosegue Romano – non
solo non era stata inviata all’inaugurazione, ma non era nemmeno autorizzata a
manifestare, tant’è che le stesse forze dell’ordine, in seguito alle palesi
provocazioni rivolte ai protestanti, hanno deciso di allontanarli.

Ciò detto – conclude Paolo Romano -, puntare il dito
verso cittadini indifesi e lasciati all’abbandono, non è degno di una
organizzazione sindacale dal prestigio storico e istituzionale come la Cgil, ma
piuttosto il tentativo becero di spostare l’attenzione e le accuse su argomenti
che non centrano con i fatti”.

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