Cassibile, guerra per case braccianti agricoli, "Spreco di soldi" - QdS

Cassibile, guerra per case braccianti agricoli, “Spreco di soldi”

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Cassibile, guerra per case braccianti agricoli, “Spreco di soldi”

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sabato 06 Marzo 2021 - 17:12

Il Comitato No Villaggio crede che il Comune stia "sprecando denaro pubblico" per costruire le case necessarie ai braccianti agricoli extracomunitari. Il sindaco Italia: "Soluzioni sicure dopo anni d'inerzia"

A Cassibile, frazione di Siracusa a quindici chilometri dal capoluogo, è scontro sulle abitazioni i lavoratori stagionali agricoli. Il prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto, ha scritto alle associazioni degli imprenditori agricoli e per conoscenza ai sindaci, invitando a sensibilizzare “gli imprenditori per dare un alloggio ai braccianti extracomunitari assunti con contratto di soggiorno”.

Lo sgombero di ieri e i requisiti per il contratto di soggiorno per lavoro

Ieri le forze dell’ordine hanno fatto sgombrare alcune case abbandonate, a due passi dal centro abitato, che erano state occupate dai lavoratori. Il prefetto ha ricordato che “dopo la cessione in comodato d’uso di 17 unità abitative, il ministero dell’Interno ha finanziato il progetto per la realizzazione di un campo destinato all’accoglienza della manodopera che sia in possesso di permesso di soggiorno e contratto di lavoro“.
E secondo quanto prevede la legge “il contratto di soggiorno per lavoro subordinato dei cittadini extracomunitari deve prevedere la garanzia da parte del datore di lavoro della disponibilità di un alloggio per il lavoratore”.

Comitato No Villaggio, Paolo Romano: “Spreco di soldi pubblici”

Ma contro quel villaggio che il Comune di Siracusa sta realizzando si scaglia un gruppo di residenti di Cassibile che ha annunciato di aver presentato un esposto in Procura in quanto ritiene che l’opera sia abusiva. Paolo Romano, portavoce del Comitato No Villaggio, sostiene che la zona in cui sta sorgendo il villaggio non ha una destinazione d’uso finalizzata alla costruzione di abitazioni: “Il Comune ha utilizzato 243 mila euro di finanziamenti statali, ma si tratta di uno spreco di soldi pubblici” dice Romano che in merito allo sgombero di alcuni migranti evidenzia che il gruppo si è solo trasferito in un’altra contrada, “occupando altre case, per cui il problema non è stato risolto”.

Il sindaco Italia: “Soluzioni sicure, dopo decenni di inerzia dell’amministrazione comunale”

Non ci sta il sindaco di Siracusa, Francesco Italia: “L’amministrazione comunale per prima, dopo decenni di assoluta inerzia, sta tentando in tutti i modi di risolvere la questione dei lavoratori stagionali nel perimetro della legalità e dei rapporti istituzionali. Le aziende agricole hanno l’obbligo di verificare che i lavoratori che assumono siano alloggiati secondo standard abitativi dignitosi e sicuri altrimenti non possono assumerli. È inaccettabile che le aziende sfruttino questi lavoratori scaricando sulle istituzioni una loro precisa responsabilità”.

Italia ha ricordato che “sin dal nostro insediamento stiamo lavorando per realizzare una struttura stagionale a Cassibile che sarà attiva da aprile. Abbiamo acquisito risorse e partecipiamo come partner di progetti contro il caporalato, per la formazione di operatori, per la mediazione culturale, per le campagne di comunicazione e screening sanitari, il tutto per per svariate centinaia di migliaia di euro. Abbiamo messo in campo un’iniziativa senza precedenti di contrasto allo sfruttamento degli stagionali di Cassibile”.

L’assessore Granata: “Combattere il caporalato, non gli esseri umani”

L’assessore alla cultura e alla legalità, Fabio Granata dice: “Ciò che mi sembra emergere in questa vicenda di Cassibile, è uno scontro tra egoismi demagogici e solidarietà pelosa. L’amministrazione comunale si è impegnata a costruire alloggi degni di esseri umani per ospitare la quota degli stagionali regolari di pertinenza del Comune di Siracusa, pretendendo parallelamente il massimo del rigore verso tutti gli accampamenti e le occupazioni abusive di spazi pubblici. Questo abbiamo fatto, così come era giusto fare. E questo ci ha messo contro un po’ tutti”. Continua Granata: “Adesso bisogna verificare la regolarità contrattuale e il luogo di lavoro di tutti gli ‘sgombrati’ per chiamare alle loro responsabilità di ogni genere gli imprenditori agricoli che li utilizzano e per espellere chi regolare non è e non ha contratto. Solo così si potrà avviare un processo di legalità e trasparenza senza darla vinta ai “caporali”, senza determinare guerre tra poveri e senza lasciare spazi alle contrapposte demagogie”.

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