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Crisi carburante e aerei: l’UE apre al cherosene USA, l’Easa avverte sui rischi

Crisi carburante e aerei: l’UE apre al cherosene USA, l’Easa avverte sui rischi
Immagine di repertorio, da Imagoeconomica (di Carlo Carino by IA Mid)

Una misura temporanea per far fronte ai rischi di carenza di carburanti per l’aviazione a causa della crisi Iran

Dalla Commissione europea è arrivato l’ok all’utilizzo del cherosene USA – il cosiddetto Jet A, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada – per scongiurare la crisi di jet fuel e carburante per l’aviazione. Una soluzione “tampone” e che non ha mancato di suscitare qualche preoccupazione, specialmente in considerazione della perdurante crisi in Iran e nell’area del Golfo e delle conseguenze economiche della chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz.

L’UE apre al cherosene USA, Jet A contro la crisi carburante

Sono già numerose le compagnie aeree che hanno dovuto annunciare tagli a voli e servizi e rincari necessari a causa delle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo, con gravi ripercussioni a livello globale. La potenziale carenza di carburanti preoccupa soprattutto il settore del trasporto aereo e per questo le autorità internazionali si stanno muovendo per scongiurare un blocco che farebbe collassare diverse economie globali, a partire da quelle europee.

Il bollettino diffuso negli scorsi giorni dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) apre all’uso del Jet A, carburante a base di cherosene proveniente dagli Stati Uniti, invece del comune Jet A-1. Parallelamente, la Commissione europea – al fine di ridurre la pressione sugli scali che stanno affrontando carenze di approvvigionamenti – ha annunciato delle deroghe temporanee al programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza.

Gli avvertimenti dell’EASA

Naturalmente, l’utilizzo di cherosene dagli USA verrà regolamentato e sarà comunque solo una misura temporanea per gestire l’emergenza attuale. E ci sono da considerare gli avvertimenti dell’Easa, che fa luce sui potenziali rischi di un uso non attento per l’operatività e la sicurezza. Questi rischi sono relativi a:

  • differenze tra le proprietà del JET A e del JET A-1, in particolare il diverso punto di congelamento (fino a -47 °C per il JET A-1 e fino a -40 °C per il cherosene statunitense);
  • operazioni di manutenzione, analisi dei dati sulla densità del carburante e comunicazione tra operatori (un aereo con carburante JET A, per esempio, non può contenere anche un prodotto diverso; inoltre, l’eventuale utilizzo di un carburante diverso può comportare differenze di calcolo molto importanti che vanno gestite con attenzione);
  • fattori umani” quali l’affidamento a eventuali procedure non aggiornate o informazioni incomplete.

La misura annunciata, quindi, non appare impossibile né altamente rischiosa ma prevede senza dubbio delle linee-guida specifiche per garantire la massima sicurezza in volo.

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