Dalla Commissione europea è arrivato l’ok all’utilizzo del cherosene USA – il cosiddetto Jet A, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada – per scongiurare la crisi di jet fuel e carburante per l’aviazione. Una soluzione “tampone” e che non ha mancato di suscitare qualche preoccupazione, specialmente in considerazione della perdurante crisi in Iran e nell’area del Golfo e delle conseguenze economiche della chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz.
L’UE apre al cherosene USA, Jet A contro la crisi carburante
Sono già numerose le compagnie aeree che hanno dovuto annunciare tagli a voli e servizi e rincari necessari a causa delle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo, con gravi ripercussioni a livello globale. La potenziale carenza di carburanti preoccupa soprattutto il settore del trasporto aereo e per questo le autorità internazionali si stanno muovendo per scongiurare un blocco che farebbe collassare diverse economie globali, a partire da quelle europee.
Il bollettino diffuso negli scorsi giorni dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) apre all’uso del Jet A, carburante a base di cherosene proveniente dagli Stati Uniti, invece del comune Jet A-1. Parallelamente, la Commissione europea – al fine di ridurre la pressione sugli scali che stanno affrontando carenze di approvvigionamenti – ha annunciato delle deroghe temporanee al programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza.
Gli avvertimenti dell’EASA
Naturalmente, l’utilizzo di cherosene dagli USA verrà regolamentato e sarà comunque solo una misura temporanea per gestire l’emergenza attuale. E ci sono da considerare gli avvertimenti dell’Easa, che fa luce sui potenziali rischi di un uso non attento per l’operatività e la sicurezza. Questi rischi sono relativi a:
- differenze tra le proprietà del JET A e del JET A-1, in particolare il diverso punto di congelamento (fino a -47 °C per il JET A-1 e fino a -40 °C per il cherosene statunitense);
- operazioni di manutenzione, analisi dei dati sulla densità del carburante e comunicazione tra operatori (un aereo con carburante JET A, per esempio, non può contenere anche un prodotto diverso; inoltre, l’eventuale utilizzo di un carburante diverso può comportare differenze di calcolo molto importanti che vanno gestite con attenzione);
- “fattori umani” quali l’affidamento a eventuali procedure non aggiornate o informazioni incomplete.
La misura annunciata, quindi, non appare impossibile né altamente rischiosa ma prevede senza dubbio delle linee-guida specifiche per garantire la massima sicurezza in volo.
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