Castellammare, “Ad Astra”, la barca a vela presidio di cultura e legalità - QdS

Castellammare, “Ad Astra”, la barca a vela presidio di cultura e legalità

Vito Manca

Castellammare, “Ad Astra”, la barca a vela presidio di cultura e legalità

mercoledì 03 Agosto 2022 - 09:30

Fu sequestrata a scafisti che trasportavano migranti ridotti in schiavitù. L’imbarcazione, grazie ad un’intesa tra Lega navale e Comune, rinasce e diventa simbolo di iniziative ambientali e didattiche

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Una storia senza sfumature, all’inizio scritta con la penna della violenza, della sopraffazione, dello sfruttamento. Poi il cambio di rotta, la svolta che punta al rispetto, alla libertà, alla condivisione.

È la storia di una barca a vela che aveva un nome, “Oceanis 390”, ed un marchio infamante. Trasportava migranti ridotti in schiavitù per approdare nelle coste della speranza che spesso però è altro, illusione di una vita migliore che si presenta invece ancora dura e cruda, con altri stenti, altre sopraffazioni. La “Oceanis” è stata intercettata qualche anno fa nel mare della Sicilia orientale, con a bordo 45 migranti nascosti sottocoperta, in condizioni che avevano ampiamente messo in discussione i limiti di sopravvivenza. Sulla barca a vela di 12 metri c’erano pure due scafisti. L’imbarcazione, sequestrata dalla Guardia di Finanza, ha seguito le procedure previste dalle leggi, ma con un elemento di novità. Non è infatti finita nell’elenco delle barche, anche di valore, che rimangono in attesa d’indagini e senza un’assegnazione, con il rischio di non avere un futuro. La Corte d’Appello di Catania (novembre 2019) ha deciso di assegnarla alla Lega Navale di Castellammare del Golfo. Da qui cambia la storia, che segna una netta linea di confine.

La barca della violenza e dell’inganno non c’è più

La sezione locale della Lega si mette al lavoro e consegna la “Oceanis” ad un cantiere nautico, perché era necessario metterla in sicurezza con una serie di lavori di manutenzione. Fa di più, avvia le procedure e le pratiche per ottenere la licenza di navigazione e l’iscrizione al Registro Imbarcazioni Diporto. Obiettivi raggiunti, accompagnati da un atto simbolico. La barca della violenza e dell’inganno non c’è più, perché cambia nome. Viene scelto “Ad Astra”. La Lega del presidente Giuseppe Stabile consolida la sua strategia di recupero mettendo l’imbarcazione al servizio del territorio. Una firma dopo l’altra per collaborazioni e convenzioni con le scuole, con l’Istituto comprensivo Pitrè ed il Nautico della città, con l’Istituto Bagolino di Alcamo. La relazione del presidente Stabile riempie di contenuti la scelta di campo della Lega: “L’imbarcazione viene utilizzata per progetti ed attività sociali, ambientali e di sensibilizzazione alla legalità, attraverso il racconto della sua storia, del suo uso illegale e disumano e della rinascita in atto”.

“Ad Astra” è barca di supporto alla gara di nuoto d’altura (luglio 2020) organizzata dalla Guardia di Finanza in memoria del finanziere Vincenzo Mazzarella, partecipa alla liberazione di una tartaruga (luglio 2020), è al fianco di un’iniziativa di sensibilizzazione sulla donazione del sangue della Fidas di Alcamo (luglio 2021). Come barca di giuria è parte integrante nelle tre edizioni delle regate per vele latine del trofeo “Donna Franca Florio” e delle due edizioni della “Tuna Cap”, gara di pesca d’altura. C’è spazio per “Ad Astra” anche nella giornata ecologica di raccolta di pneumatici dai fondali marini (luglio 2021) e nelle attività di conoscenza della vela dedicate ai giovani, attraverso esperienze pratiche e manuali a bordo: lezioni di nodi, teoriche di vela e di nomenclatura delle parti di un’imbarcazione. Un’altra firma ed un nuovo accordo, lo scorso mese di giugno, consegnano alla barca a vela anche un profilo istituzionale. La convenzione tra il Comune e la Lega ha un aspetto operativo e d’indirizzo ed un altro simbolico come il cambio di nome. Sulle fiancate dell’imbarcazione si può infatti leggere: “Città di Castellammare del Golfo”.

Il sindaco Nicola Rizzo mette le cose in chiaro sul punto: “Poter usufruire dell’imbarcazione è un esempio di riutilizzo, nell’interesse collettivo, di beni sequestrati alla criminalità, in questo caso a scafisti. Per la nostra città è un importante mezzo per portare a termine iniziative culturali, ambientali, sportive e didattiche legate al nostro mare e alla nostra identità”. “Con la Lega Navale – ha aggiunto il primo cittadino – condividiamo l’obiettivo di diffondere l’impegno per la tutela del mare e dell’ambiente in generale, nonché la promozione di pratiche educative rivolte a studenti, e non solo, ed in favore di cittadini più fragili”. Collaborazione che porta già elementi concreti. Prima della convenzione, con l’impegno di “Ad Astra” alla giornata nazionale “10.000 vele di solidarietà” contro la violenza di genere (luglio 2021). Il golfo di Castellammare è stato invaso da un centinaio d’imbarcazioni che hanno trainato un lungo drappo rosso, emblema della manifestazione. Lega e Comune fianco a fianco, nello scorso mese di giugno, nelle iniziative “Disabilidamare” e “Pulifondali” per liberare i fondali dalle plastiche.

“In base al protocollo siglato – si legge in una nota del Comune -, la Lega Navale, con i soci volontari, assicurerà il governo dell’imbarcazione per le iniziative che predisporrà l’amministrazione comunale. La convenzione ha durata illimitata”.

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