Due pistole, una delle quali con la matricola abrasa, e numerose munizioni nascoste nella camera da letto. È quanto hanno trovato i Carabinieri della Compagnia di Paternò nell’abitazione di Vito Amoroso, 59 anni, ritenuto figura di rilievo del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, attivo nel territorio di Biancavilla e considerato collegato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano.
L’uomo, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è stato arrestato sulla base degli indizi raccolti, che dovranno essere verificati in sede giurisdizionale, e trasferito nel carcere catanese di Piazza Lanza, su disposizione dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
Le perquisizioni e l’arresto dell’uomo: collegato ai Santapaola-Ercolano, si trova adesso a Piazza Lanza
Nel corso della perquisizione, i militari della Sezione Operativa hanno trovato sotto il letto matrimoniale una pistola calibro 6,35 con il colpo in canna, la matricola abrasa e sette munizioni nel caricatore. All’interno di un comodino era invece nascosta una pistola calibro 38 Special con matricola parzialmente leggibile e sei colpi nel tamburo. Altri undici proiettili erano custoditi in un guanto di lattice.
Le armi e le munizioni sono state sequestrate per gli accertamenti. Amoroso è stato coinvolto negli anni in diversi procedimenti penali, anche per la disponibilità di armi e per vicende legate alla criminalità organizzata locale.
Il nome di Vito Amoroso all’interno dell’operazione “Adernò” del 2015, ma anche in una del 2019
Il suo nome è emerso, tra l’altro, nelle operazioni “Adernò” del 2015 e “Città blindata” del 2019, incentrate sulle attività dei gruppi criminali tra Adrano e Biancavilla. Secondo la ricostruzione investigativa relativa alle dinamiche mafiose di Biancavilla, dopo il ritorno in libertà nel luglio 2014 Amoroso avrebbe affiancato il fratello Giuseppe, detto “Pippo l’avvocato”, nella gestione del gruppo criminale. Le indagini avevano inoltre documentato tensioni con gruppi rivali e un progetto per eliminarlo, sventato nell’ottobre 2014 grazie all’intervento congiunto di Carabinieri e Polizia di Stato. L’operazione rientra nell’attività di controllo del territorio e di contrasto alla detenzione e alla circolazione illegale di armi.
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