CATANIA – Un consiglio comunale straordinario in cui sarà illustrato il nuovo masterplan. Una seduta aperta in cui la città conoscerà il progetto – rinnovato – che dovrebbe cambiare finalmente il volto del corso Martiri della Libertà, la ferita aperta nel cuore di Catania oltre mezzo secolo fa e ancora non sanata. Nonostante i numerosi tentativi di intervenire, in particolare negli ultimi quindici anni, le fosse, come le chiamano i catanesi, sono ancora lì, giaciglio per senzatetto e ricettacolo di rifiuti. Anche se sembra che le cose stiano per cambiare, dopo l’acquisto di gran parte delle aree, circa il 75%, da parte della Halifax che ha rilevato quanto di proprietà di Istica e di Cecos. Ne è convinto il sindaco di Catania, Enrico Trantino che, in occasione dell’incontro a Cittainsieme per conoscere lo stato di salute della città, ha confermato la volontà dei nuovi proprietari di procedere alla riqualificazione delle aree sventrate negli anni Sessanta.
Il nuovo masterplan per corso Martiri della Libertà
“Vi anticipo che ho chiesto una seduta straordinaria del Consiglio comunale – ha detto Trantino, incalzato dalle domande della platea – perché vorrei che la città conoscesse l’idea progettuale che la nuova proprietà ci ha prospettato qualche giorno fa”. Un’idea profondamente diversa da quella proposta dall’architetto palermitano Mario Cucinella in Consiglio comunale nel 2012, e oggetto di una convenzione tra il Comune e i proprietari delle aree, scaduta nel 2022 e prorogata fino al 2032. L’accordo impegnava le parti a conformarsi alle previsioni progettuali dell’architetto palermitano, approvate dai tecnici dell’amministrazione e dalla giunta comunale. Il sindaco, allora, era Raffaele Stancanelli: da quel momento, passati ben tre primi cittadini, le cose sono rimaste quasi identiche, salvo per due opere di urbanizzazione avviate con Enzo Bianco e consegnate da Salvo Pogliese.
“Credo che questa proprietà voglia realizzare”, ha evidenziato il sindaco sempre a Cittainsieme, parlando di “un’idea completamente diversa da quella della vecchia proprietà – ha continuato – secondo me molto più interessante perché il masterplan di Mario Cucinella era stuzzicante, stimolante, ma sarebbe stato un problema per la densità di aree commerciali che prevedeva. La nuova proprietà, venendo incontro a una nostra espressa richiesta, ha ridotto le aree commerciali, sta immaginando un’area eventi fino a 3.000 posti, che possa, collegandosi alle Ciminiere, far diventare Catania città convegnistica e congressuale, oltre alla realizzazione di due importanti alberghi 5 stelle, perché è quel che manca a Catania, dove c’è un forte aumento turistico, e c’è una forte richiesta per queste strutture. Tutto questo deve però vedere – ha sottolineato ancora il sindaco – il compimento di passi importanti in accordo per quel che riguarda le aree non rilevate dalla società, che sono di Risanamento San Berillo e che riguardano piazza della Repubblica e l’area tra via Ventimiglia e corso Martiri della Libertà. Qui, ci sono ancora i commissari che non hanno risposto alla proprietà rispetto a un’offerta di acquisto. Bisogna superare questo momento”. Il Comune non ha voce in capitolo, ha detto ancora Trantino, “può solo sollecitare che le opere vadano fatte”.
Timori di speculazione edilizia nel cuore di Catania
Ed è quello che si augura la città, anche se i timori di un nuovo annuncio vuoto o, peggio, che l’occasione si trasformi in una speculazione edilizia, sono tanti. Almeno per i residenti della zona per cui la questione resta “un’incognita inquietante che rischia di gravare ancora per decenni sul cuore di Catania”. È quanto afferma il comitato di residenti e commercianti di Corso Sicilia in risposta a Mario Cucinella che, in un’intervista rilasciata a La Sicilia conferma di essere lui il progettista del corso Martiri della Libertà, “per volontà di un’amministrazione che l’ha messo nero su bianco. Se qualcun altro sta facendo un nuovo progetto, modificando la destinazione funzionale delle aree, allora me lo si deve notificare, e non ho ricevuto nessuna comunicazione in questo senso. Se invece non è così, bisogna parlare con me affinché io modifichi il progetto. Del resto, sono passati tanti anni, la necessità di fare modifiche è legittima”.
Il timore espresso dal professionista è che “i progetti vengano frantumati in mille pezzi per fare una speculazione edilizia. Il pericolo che vedo è quello di una lottizzazione che può dare origine all’ennesima cosa… orrenda”. Ed è quanto condivide il comitato. “Leggere che il progettista del masterplan originale ha deciso di prendere le distanze dalla nuova proprietà, denunciando il rischio di una vera e propria operazione speculativa, ci riporta a bruscamente alla realtà di un quartiere che da oltre 70 anni convive con le ferite aperte dello sventramento di San Berillo e che oggi teme di vedere sacrificata la qualità della vita e il nome del solo profitto immobiliare”, sostengono i residenti che chiedono all’amministrazione “di fare chiarezza”.

