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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Fine del conflitto entro due settimane: non temo un altro Vietnam”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta |  Trump: “Fine del conflitto entro due settimane: non temo un altro Vietnam”
Foto da Imagoeconomica, di Carlo Carino by AI MID

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 17 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 17 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 17 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 17/03/26 07:00
Fine diretta: 18/03/26 00:00
Esplosioni udite su Gerusalemme
Confermata la morte di Ali Larijani

L’Iran ha confermato la morte di Ali Larijani, il capo del Consiglio supremo della sicurezza. ucciso in un raid rivendicato da Israele. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ha divulgato una nota scrivendo che Ali Larijani “ha ricevuto la dolce grazia del martirio”. Assieme a lui sarebbero morti il figlio, un funzionario e delle guardie del corpo.

 

Pasradan confermano morte comandante Forze Basij

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha confermato la morte del comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran hanno affermato che Soleimani è stato ucciso in un “attacco da parte del nemico americano-sionista”.

Soleimani, che ha guidato le forze Basij negli ultimi sei anni e ha supervisionato le operazioni di sicurezza interna, “ha svolto un ruolo strategico e senza precedenti nell’ammodernare la struttura popolare e jihadista delle forze Basij, nello sviluppare movimenti costruttivi, nell’eliminare le privazioni e nel fornire assistenza ai gruppi oppressi e vulnerabili”, si legge.

Trump: "Soldati Usa in Iran? Non temo altro Vietnam"

“Non ho paura di un altro Vietnam”. Lo ha detto Donal Trump alla Casa Bianca rispondendo ad una domanda sull’eventualità che le truppe americane siano dispiegate in Iran.

Trump: "Guerra finita tra due settimane"

La guerra contro l’Iran è stata una “piccola escursione”, e si concluderà “nel giro di un paio di settimane”. Lo ha detto Donald Trump durante un evento al Congresso in onore del premier irlandese Michael Martin, in occasione del ‘St. Patrick’s Day’. “Non ci vorrà ancora molto… Siamo decisamente in anticipo sulla tabella di marcia”, ha aggiunto il presidente Usa.

Emirati Arabi Uniti verso partecipazione a missione Usa?

Gli Emirati Arabi Uniti potrebbero partecipare alla missione richiesta dagli Stati Uniti per proteggere le navi nello Stretto di Hormuz. Ne parla, nel suo intervento a una conferenza organizzata dal Council on Foreign Relations, il consigliere emiratino Anwar Gargash. Gli Emirati al momento, aggiunge, non sarebbero in contatto attivo con l’Iran.

 

Larijani, Iran International: "Ucciso anche il figlio"

Secondo Iran International – canale in lingua persiana che trasmette da Londra e associato agli oppositori iraniani -, nell’attacco avvenuto nella notte non sarebbe stato ucciso solo Ali Larijani. Il raid avrebbe ucciso anche il figlio.

 

Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo americano si è dimesso per protesta contro la guerra di Stati Uniti e Israele al’Iran. Joe Kent sostiene che l’amministrazione Trump sia entrata nel conflitto solo a seguito di “pressioni da parte di Israele e della sua potente lobby americana”. “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, le sue parole.

 

Tajani: "Intervenire a Hormuz sarebbe di fatto entrare in guerra"

”Noi siamo sempre stati fuori da questa guerra. Intervenire nello Stretto di Hormuz significa entrare di fatto in guerra, che comporta delle conseguenze…”. Lo sostiene il vicepremier Antonio Tajani, parlando a un convegno promosso da “Il Tempo” a palazzo Wedekind. “Andare a infilarsi in una guerra nello Stretto di Hormuz – avverte il ministro – non so quanto sia giusto”.

 

3 droni carichi di esplosivo contro ambasciata Usa a Baghdad

Tre droni carichi di esplosivo avrebbero attaccato l’ambasciata degli Stati Uniti vicino all’aeroporto di Baghdad, in Iraq. Lo riporta l’Afp. Fonti di polizia confermano che è stato attivato un sistema di difesa aerea. Sarebbero state udite diverse esplosioni. Un testimone avrebbe confermato lo scoppio di un incendio, probabilmente dovuto all’azione di un drone.

 

Netanyahu incontra ambasciatore USA

“Cancellare nomi da una lista è ottimo, farlo fianco a fianco con i nostri amici statunitensi è anche meglio”. Così, in un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu comunica l’incontro con l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee.

Tajani: "Non ho più parlato con gli USA"

“Non ho più parlato con gli americani…”. Così Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ai giornalisti prima di partecipare a un convegno organizzato da “Il Tempo”. “Oggi – sottolinea il vicepremier – ho incontrato il ministro degli Esteri sloveno, abbiamo parlato di Hormuz. Ho incontrato il vicepresidente del Consiglio del Montenegro, il ministro emiratino che è venuto a parlare di Imec a Trieste e ha fatto un discorso molto duro sull’Iran, dicendo che loro sono un Paese attaccato in maniera proditoria e non si capisce perché”.

 

Trump: "Tra non molto lo stretto di Hormuz sarà sicuro"

Donald Trump è fiducioso nel fatto che “tra non molto” lo stretto di Hormuz sarà sicuro e lo dichiara davanti ai giornalisti nello Studio Ovale. Parlando dei Paesi che hanno risposto ai suoi appelli d’intervento sulla vicenda Iran, il presidente statunitense aggiunge: “Gli Stati del Medio Oriente, compreso Israele, sono straordinari, ci stanno aiutando moltissimo”.

 

Trump: "Non siamo ancora pronti a lasciare"

Non siamo ancora pronti a lasciare, ma lasceremo nel prossimo futuro”. Così Donald Trump risponde ai giornalisti alle domande sulla fine della guerra in Iran. Sui timori sull’invio di truppe di terra e di un possibile “nuovo Vietnam” risponde: “Non ho paura, veramente non ho paura di nulla”.

 

Soldati libanesi "uccisi in raid israeliani"

L’esercito libanese comunica che tre soldati libanesi sarebbero rimasti vittime di due raid israeliani nel sud del Libano.   “Due soldati sono stati uccisi in un attacco israeliano mentre viaggiavano in motocicletta sulla strada Zibdin-Nabatyieh”, nel sud del Libano – si legge nell’ultimo comunicato dell’esercito libanese -, che in precedenza aveva riferito che un altro soldato era morto a causa delle ferite riportate in un raid contro un’auto e una motocicletta nella stessa zona, attacco che aveva anche ferito altre quattro persone.

 

Israele agli USA: "Speriamo nella rivolta degli iraniani"

Alti funzionari israeliani avrebbero detto a diplomatici americani di sperare che gli iraniani si rivoltino e scendano in piazza contro il regime, anche se pensano che “le persone saranno massacrate”. A sostenerlo il Washington Post, che avrebbe ottenuto e rivelato il contenuto di un cablogramma partito dall’ambasciata Usa a Gerusalemme lo scorso venerdì. Il messaggio sarebbe la sintesi di incontri tra i diplomatici statunitensi e i Ministeri della Difesa e degli Esteri e del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani.

 

Idf: "In arrivo massiccio attacco missilistico di Hezbollah"

Allerta massima in Israele per un possibile attacco su vasta scala che Hezbollah si starebbe preparando a lanciare. Secondo Channel 12, sebbene le valutazioni dell’intelligence indichino che la maggior parte degli attacchi sarà diretta verso il nord del Paese, le forze militari pensano che potrebbero esserci lanci di missili anche verso altre aree del Paese. Per questo, l’Idf invita la popolazione a scendere nei rifugi. e invitano la popolazione a scendere nei rifugi in caso di allarme. L’attacco sarebbe previsto intorno alle 19 locali (le 18 italiane).

 

Macron esclude operazioni a Hormuz ora

Al momento la Francia esclude di partecipare a “operazioni” per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz “nel contesto attuale” di “bombardamenti”. Una volta che la situazione sarà tornata “più calma”, però, potrebbe partecipare alla “scorta” di navi attraverso il passaggio. “Non partecipiamo a questo conflitto e quindi la Francia non parteciperà mai a operazioni di apertura o di liberazione dello Stretto di Hormuz nell’attuale contesto Ma siamo convinti che una volta che la situazione sarà più calma, siamo pronti, con altri Paesi, ad assumerci la responsabilità di un sistema di scorta”, dichiara il presidente Emmanuel Macron, sottolineando che tali missioni “implicano anche discussioni, incluso con l’Iran”.

 

Johathan Powell: "L'ultima offerta di Teheran era sufficiente per evitare la guerra"

L’inviato della Gran Bretagna all’ultimo round di negoziati fra Stati Uniti e Iran, il Consigliere per la sicurezza nazionale Johathan Powell, aveva considerato l’offerta formulata da Teheran sul nucleare “sorprendente” e sufficiente a evitare il conflitto. Lo rende noto il Guardian.

“I britannici sono rimasti sorpresi da quello che gli iraniani hanno messo sul tavolo. Non era ancora un accordo completo, ma c’erano dei progressi ed è improbabile che fosse l’offerta finale dell’Iran. I britannici si aspettavano che il successivo round di negoziati proseguisse sulla base dei progressi registrati a Ginevra”, spiega una fonte citata dal quotidiano britannico.

 

Netanyahu: "Aiutiamo amici Usa nel Golfo e diamo speranza a iraniani"
“Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime (di Teheran, ndr) nella speranza di dare al popolo iraniano l’opportunità di rimuoverlo”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo l’uccisione, confermata dal ministro della Difesa Israel Katz, di Ali Larijani.  La rimozione del regime ”non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l’opportunità di prendere in mano il proprio destino”, ha aggiunto Netanyahu, citato da Ynet. Lo riporta Adnkronos.
Vaez (Icg): "Dopo Larijani, svolta militaristica"

“Se confermata”, l’uccisione del segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran, Ali Larijani, “non è solo un duro colpo per il regime, ma anche alla sua capacità di ragionare politicamente in piena guerra”. Lo spiega all’Adnkronos il direttore dell’Iran Project dell‘International Crisis Group (Icg) di Bruxelles, Ali Vaez, commentando la notizia della presunta morte dell’ex presidente del Parlamento iraniano.

Secondo Vaez, Larijani “gestiva il Paese già prima della morte di Khamenei” e dopo la sua morte “sarà (Mohammad Bagher, ndr) Ghalibaf a prendere il suo posto, rendendo il sistema ancora più militarizzato“.

British Airways sospende alcune rotte in Medio Oriente fino a giugno

British Airways ha annunciato la cancellazione di voli da e per diverse destinazioni in Medio Oriente fino a giugno, a causa dell’impatto della guerra nella regione sul settore dell’aviazione globale. La compagnia aerea ha cancellato i voli per Amman, Bahrein, Dubai e Tel Aviv fino al 31 maggio. Anche i voli per Doha sono stati sospesi fino al 30 aprile, con la compagnia che opererà con un “programma limitato” fino al 31 maggio.

“A causa della persistente incertezza della situazione in Medio Oriente e dell’instabilità dello spazio aereo… Abbiamo esteso la riduzione temporanea del nostro programma di voli nella regione”, ha dichiarato la compagnia aerea in un comunicato. Le rotte per Riyadh e Jeddah in Arabia Saudita rimarranno operative, mentre i voli per Abu Dhabi riprenderanno il 25 ottobre, come precedentemente annunciato.

 

L'ambasciatore iraniano Sabouri: "L'Italia non ha cercato contatti diplomatici per Hormuz"

L’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri, chiarisce che l’Italia non ha cercato contatti diplomatici per garantire il libero passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. “Per quanto ne so, finora l’Italia non ha presentato alcuna richiesta e anche le autorità italiane hanno smentito queste notizie”, si legge in un’intervista del diplomatico all’Adnkronos.

Sulla chiusura dello Stretto, l’ambasciatore aggiunge: “Chiunque e da qualunque luogo danneggi gli interessi iraniani riceverà una risposta proporzionata senza alcuna indulgenza. Mettiamo in guardia tutti i Paesi dal voler diventare parte del crimine dell’aggressione contro l’Iran e gli iraniani”.

 

"Mojtaba Khamenei non è in Russia"

L’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, smentisce che la nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, si trovi in Russia per ricevere cure mediche dopo le ferite riportate nel raid israelo-statunitense del 28 febbraio scorso. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva risposto a una domanda in merito con “no comment” proprio nelle scorse ore.

 

Coldiretti Sicilia: "Basta speculazioni sul prezzo del gasolio agricolo"

“È in corso una pericolosa speculazione sul prezzo del gasolio agricolo e per questo nei giorni scorsi abbiamo presentato un esposto alla procura di Palermo così come annunciato durante l’assemblea nazionale del 10 marzo”. Così Coldiretti Sicilia che monitora ogni giorno i costi del carburante in tutta l’Isola “con evidenti differenze tra una provincia e l’altra”.

“Il rincaro maggiore – prosegue – si registra nel trapanese e nell’agrigentino dove si sfiorano l’1.40 al litro mentre quello dove al momento il prezzo è più contenuto sono le aree dell’ennese e del messinese. Ma anche nella stessa provincia i prezzi variano a seconda della zona. Questo significa che la guerra in Iran sta determinando un ricarico speculativo folle“.

“Il gasolio agricolo – scrive Coldiretti Sicilia in una nota – è una risorsa determinante per il settore a causa degli eccessivi costi di produzione che, sempre per colpa della guerra, ha fatto lievitare il costo dei fertilizzanti. A tutto questo si sommano i costi del trasporto che incidono sulle aziende. La speculazione colpisce la produzione di cibo con gli agricoltori penalizzati per non far ricadere l’aumento di prezzo sui consumatori”.

 

Idf: "Attacco contro capo Jihad islamica palestinese"

Il capo militare della Jihad islamica palestinese, Akram al-Ajouri, sarebbe stato colpito in un raid aereo condotto dalle Forze di difesa israeliana (Idf) in Iran. Lo ha dichiarato un ufficiale militare ai giornalisti durante un briefing annunciando che “abbiamo condotto un attacco contro Akram al-Ajouri” e spiegando che il “comandante di alto rango della Jihad islamica di Gaza” viveva in Iran.

Akram al-Ajouri era nella lista dei terroristi stilata dal Dipartimento di Stato americano.

Ali Larijani "si nascondeva in un rifugio col figlio"

Ali Larijani – secondo la tv israeliana Channel 12 – sarebbe stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Pare che il raid fosse programmato tra domenica e lunedì ma sia stato rimandato all’ultimo. Al momento nessun commento o conferma da parte dell’Iran sul decesso.

Mojtaba Khamenei: "Non è il momento giusto per la pace"

La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, durante una riunione avrebbe affermato che “non è il momento giusto per la pace“. Lo riferisce un funzionario iraniano di alto rango a Reuters, citato da al-Arabiya.

 

Ali Larijani, il messaggio postumo su Telegram

Pubblicato postumo sull’account Telegram di Ali Larijani un messaggio per ricordare i marinai uccisi in un attacco contro la fregata “Dena“. Nel messaggio si legge: “Il martirio dei valorosi marinai della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran fa parte dei sacrifici di questa coraggiosa nazione, che si sono manifestati in questa era di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana, e questi martiri rafforzeranno le fondamenta dell’Esercito della Repubblica Islamica per gli anni a venire all’interno delle forze armate”.

 

Katz: "Ucciso Ali Larijani"

Ali Larijani è stato ucciso in un raid israeliano condotto la notte scorsa. Lo conferma il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, secondo quanto riferiscono i media locali.

“Sono appena stato informato dal capo di Stato Maggiore che il segretario del consiglio di Sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Gholam Reza Soleimani, ndr) sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i malvagi dell’asse del male nelle profondità dell’inferno”, ha detto Katz.

 

Atteso un messaggio di Ali Larijani

Atteso un messaggio di Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano obiettivo di un raid israeliano la scorsa notte. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Mehr. Non è ancora chiaro se sia morto o ferito dopo l’attacco.

 

Idf: uccisi capo dei Basij Soleimani e suo vice

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato che è stato ucciso in un raid dell’aeronautica militare a Teheran il capo delle forze Basij, il comandante Golam Reza Soleimani. Soleimani è stato colpito mentre si trovava, assieme ad alti ufficiali, in un quartier generale provvisorio allestito in tende dopo la distruzione del loro quartier generale, spiega il sito di Ynet. Sarebbe morto – a Shiraz – anche il vice comandante Seyyed Karishi.

 

"Totalmente infondate le notizie sulla chiusura dell'ambasciata italiana a Baghdad"

Le notizie sulla chiusura dell’ambasciata italiana a Baghdad sono “totalmente infondate“. Lo confermano all’Adnkronos fonti informate, precisando che la rappresentanza nella capitale irachena – dove la situazione della sicurezza si fa di ora in ora più difficile – resta operativa.

 

Raid contro Larijani

Raid israeliano nella notte contro Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza iraniano. Al momento non sono chiare le sue condizioni né è noto se sia ancora vivo.

Dalla Cina aiuti umanitari per i paesi del Medio Oriente

Aiuti umanitari dalla Cina ai Paesi del Medio Oriente travolti dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, ha reso noto che “la Cina ha deciso di fornire assistenza umanitaria d’emergenza a Iran, Giordania, Libano e Iraq. Si spera che questo possa contribuire ad alleviare la piaga umanitaria affrontata dalle popolazioni locali”.

Iran, i media riferiscono di forti esplosioni a Teheran

Forti esplosioni sono state registrate a Teheran. Lo riportano diversi media tra cui l’Afp e al-Jazeera.

Iran, presidente Parlamento: "Usa non garanti sicurezza, cambierà volto regione"

La presenza militare americana in Medio Oriente non garantisce la sicurezza della regione, che non deve essere imposta dall’esterno. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf, in un discorso a Press tv. “Il volto e l’ordine del Medio Oriente cambieranno, ma non secondo i piani degli Stati Uniti”, ha dichiarato Qalibaf aggiungendo che “i Paesi islamici della regione” dovrebbero ristabilire un ordine economico e di sicurezza e che le forze statunitensi dovrebbero lasciare la regione. “Non ci aspettavamo che il territorio dei nostri vicini meridionali venisse utilizzato per un attacco contro l’Iran, che ci avrebbe costretti a difenderci – ha affermato -. Avete dato all’America delle basi per garantire la sicurezza, ma queste stesse basi sono diventate una fonte di insicurezza per il vostro paese perché vi hanno tradito”.

Qalibaf ha affermato che “l’America ha innescato l’insicurezza dal territorio di questi paesi ed è naturale che in una guerra per la sopravvivenza siamo costretti a difenderci”. Il funzionario ha inoltre osservato che l’Iran aveva dimostrato capacità simili durante la guerra dei dodici giorni e ha sottolineato che, sebbene gli Stati Uniti sostenessero Israele in quel periodo, Teheran si è astenuta dal coinvolgere i paesi vicini nel conflitto fino al diretto intervento di Washington. “Nella situazione attuale, siamo costretti a difenderci. Tuttavia, crediamo che la sicurezza regionale debba essere garantita dagli stessi paesi della regione, senza interferenze straniere”.

“Pertanto, crediamo che questa guerra cambierà molti equilibri regionali e non torneremo alle condizioni prebelliche“, ha detto spiegando che l’Iran è pronto a stipulare accordi di sicurezza duraturi con i paesi della regione e crede che “questi accordi di sicurezza possano creare garanzie per entrambe le parti e stabilire una sicurezza duratura per gli investitori nella regione”. “Non accetteremo un cessate il fuoco finché il nemico non si pentirà delle sue azioni, ha affermato.

Iran: Pasdaran, arrestate 10 spie straniere, 6 legate a monarchici

I Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno annunciato l’arresto di dieci presunte “spie straniere“. Lo riporta l’agenzia di stampa Isna senza precisare la nazionalità delle persone arrestate. “Dieci mercenari, dei traditori, sono stati identificati e arrestati”, hanno reso noto i Pasdaran spiegando che quattro di loro avrebbero raccolto informazioni “su siti sensibili e sulle infrastrutture economiche” dell’Iran. Gli altri, invece, sarebbero legati a un “gruppo terroristico monarchico”.

Iran: Libano, raid Idf su tre quartieri di Beirut

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto raid aerei su tre quartieri a sud di Beirut nelle prime ore di oggi. Lo riporta l’emittente al-Jazeera. Tra i quartieri colpiti c’è quello di Dahiyeh, per il quale era stato emesso un ordine di evacuazione per minaccia urgente e che ospita parte del milione di sfollati.

Circa un’ora prima era stato bombardato il quartiere di Aaramoun per il quale non era stato emesso un ordine di evacuazione, per cui probabilmente si è trattato di un tentativo di omicidio mirato. Qui è stato distrutto un piano di un edificio residenziale.

Iran: Macron convoca Consiglio sicurezza e difesa nazionale

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi una nuova riunione del Consiglio per la difesa e la sicurezza nazionale dopo quello del 10 marzo. Lo rende noto l’Eliseo spiegando che durante la riunione verrà discussa la situazione in Medio Oriente e in Iran.

Questo nuovo consiglio di difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza, si riunisce mentre il presidente Usa Donald Trump sta esercitando pressioni sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di aiuto per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

Iran: detriti di missile su Abu Dhabi, un morto

Una persona è morta ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dopo essere stata colpita dai detriti di un missile lanciato dall’Iran e intercettato dalla difesa aerea emiratiina. Lo riferiscono le autorità degli Emirati su ‘X’. ”La caduta di detriti nella regione di Bani Yas, dopo l’intercettazione di un missile balistico da parte delle difese aeree, ha causato la morte di un cittadino pakistano”, si legge in un comunicato su X.

Hormuz, tanti no al piano di Trump. Meloni: "Intervenire sarebbe passo verso coinvolgimento"

“Da una parte per noi è fondamentale, ovviamente, la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire insomma significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Quarta Repubblica su Rete4.

Invariate le missioni Atalanta e Aspides

Le missioni Ue Atalanta e Aspides “rimangono con il mandato che hanno”. Niente espansione al Mar Rosso, quindi. Lo ha confermato, al termine del Consiglio Ue a Bruxelles, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Continua la situazione di massima tensione nello Stretto di Hormuz, strategico per il commercio del petrolio e temporaneamente chiuso “solo per i nemici dell’Iran”.

Cosa sta succedendo in Iran, le ultime notizie sul conflitto del Golfo

Sono trascorsi 18 giorni dall’inizio dell’operazione Epic Fury e ancora la fine del conflitto, purtroppo, appare lontana. Lo strategico Stretto di Hormuz – a detta dell’Iran – rimane “chiuso solo per i nemici” della Repubblica islamica. L’Iran non demorde e neanche USA e Israele sembrano essere sul punto di porre fine alle ostilità. Alcune indiscrezioni dell’emittente israeliana Channel 12, citando fonti autorevoli, sostengono che la guerra contro l’Iran è destinata a durare almeno un altro mese e che Israele continua ad avere il sostegno di Trump. Questo nonostante le condanne arrivate per l’operazione di terra in Libano e la forte preoccupazione per l’escalation dalla Turchia alla Germania, dal Canada alla Francia, dal Regno Unito all’Italia. Escalation che – tra l’altro – è causa di una vera e propria emergenza umanitaria, con oltre 900mila sfollati registrati dall’inizio del conflitto.

Dopo il Consiglio Ue a Bruxelles è stato deciso che le missioni Atalanta e Aspides rimarranno con l’attuale mandato e non verranno estese allo Stretto di Hormuz. La conferma arriva dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che per la questione dello Stretto e per il conflitto in generale continua ad auspicare una – seppur difficile – soluzione diplomatica.

Più netta la posizione del presidente statunitense Donald Trump, che per Hormuz spera nel supporto degli alleati strategici degli USA. “Numerosi Paesi mi hanno detto che sono in arrivo. Alcuni sono molto entusiasti, altri meno. Alcuni sono Paesi che abbiamo aiutato per moltissimi anni. Li abbiamo protetti da terribili minacce esterne, eppure non si sono mostrati così entusiasti. E il livello di entusiasmo è importante per me”: queste le sue parole su chi avrebbe negato la disponibilità all’invio di mezzi nello Stretto.

Sull’Iran, nel frattempo, rimane aperta una domanda: Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema, è ancora vivo? Negli scorsi giorni è stato letto il suo primo discorso pubblico, ma il figlio di Ali Khamenei non è apparso in pubblico. Si sa che è rimasto coinvolto negli attacchi del 28 febbraio che hanno ucciso il padre, ma quali siano le sue effettive condizioni non è certo.