Catania, il cavaliere Condorelli simbolo antiracket - QdS

Catania, il cavaliere Condorelli simbolo antiracket

Melania Tanteri

Catania, il cavaliere Condorelli simbolo antiracket

giovedì 06 Maggio 2021 - 00:02

La denuncia dell’imprenditore catanese, che non si è sottomesso al racket, arriva fino in Parlamento. Il presidente Musumeci: “è un esempio di come le cose, con volontà e coraggio, possano cambiare”

CATANIA – Un simbolo della Sicilia che vuole cambiare. L’immagine di tanti siciliani che rifiutano di piegarsi alla mafia e agli atteggiamenti mafiosi. Sono tantissime le note di plauso per Giuseppe Condorelli, noto imprenditore di Belpasso, che ha detto no al pizzo, denunciando le estorsioni subite. Da Roma a Palermo, dai ministri, ai segretari i partito, ai deputati: il giorno dopo l’operazione dei Carabinieri e della Dda che ha portato all’arresto di quaranta persone, per estorsioni e racket, sono numerosissimi i messaggi di sostegno a chi ha deciso di denunciare.

“Bisogna dire grazie anche agli imprenditori intelligenti e coraggiosi come Giuseppe Condorelli, capaci di denunciare e di non sottomettersi – ha commentato la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. Condorelli – ha proseguito l’esponente del governo Draghi – spiega la sua decisione con gli obblighi anche sociali che ha l’impresa e invita ad avere fiducia nelle istituzioni: è un messaggio civile importante e un esempio che merita la massima diffusione”. Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, ringrazia l’imprenditore “che non ha piegato la testa davanti ai clan – ha affermato. Ha detto no al pizzo e col suo coraggio ha fatto scattare 40 arresti. L’Italia è orgogliosa di lui”.

Non da meno il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro che ha evidenziato la coerenza dell’imprenditore e l’importanza delle denunce per aiutare l’attività delle forze dell’ordine. “Giuseppe Condorelli è una persona coerente con quello che ha fatto, è un esempio che aiuta – ha detto. Spero che tanti facciano come lui – aggiunge parlando con l’Ansa. Senza la collaborazione delle vittime – ha sottolineato ancora il magistrato – abbiamo dei limiti oggettivi nell’indagare e non si riesce a scardinare il fenomeno. Quello di Condorelli è un esempio da seguire”. Anche perché, sottolinea ancora Zuccaro, “il futuro dipende dalla cultura e dalla conoscenza di ciascuno di noi, e sotto questo punto di vista siamo ancora indietro. Esempi del genere aiutano, ma la differenza la fa la cultura”.

I messaggi di solidarietà arrivano anche da Davide Faraone, presidente dei senatori di Italia Viva in Sicilia. “Questo è il Sud che merita le copertine e abbatte gli stereotipi – ha dichiarato. Il Sud del coraggio e della libertà. Grazie Giuseppe, il tuo esempio vale più di ogni altra cosa”.

Anche il Pd fa sentire la propria voce: “Oggi siamo tutti Condorelli” – ha detto in aula ieri mattina all’Ars Walter Verini, del Partito democratico. Dobbiamo rendere omaggio a questo imprenditore. Le mafie si sconfiggono con l’impegno delle forze dell’ordine e delle Istituzioni ma anche della società. Insieme l’Italia ce la può fare”, ha concluso.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha sottolineato “La determinazione e la coscienza civile dimostrate dal cavaliere Giuseppe Condorelli” che “sono un’ulteriore eccellenza siciliana, un altro esempio di come, con volontà e coraggio, le cose possano davvero cambiare in quest’Isola. Il governo regionale è al suo fianco e accanto a tutti gli imprenditori nel combattere l’odioso fenomeno delle estorsioni. Non piegarsi agli estorsori – ha proseguito il presidente – è l’unica via per sottrarre la nostra economia al giogo mafioso e dare un futuro ai nostri giovani. Come il cavaliere Condorelli, sono tanti quelli che si ribellano al racket, confidando nella presenza dello Stato, delle istituzioni e delle forze dell’ordine che, oggi più che mai, offrono un aiuto concreto a chi dice no al “pizzo”. È questa la strada da seguire per dimostrare che la nostra Sicilia non è irredimibile e che le mafie, piccole e grandi, non riusciranno a prevaricare i diritti dei siciliani onesti”.

E parole di sostegno sono arrivate anche dalle grandi associazioni, come quella dei Comuni italiani, Confagricoltura e Confesercenti. “La denuncia di Giuseppe Condorelli contro i propri aguzzini è un atto coraggioso, segno di grande speranza per l’economia dell’Isola. Un esempio da seguire perché denunciare il pizzo è strada fondamentale per liberarsi dall’oppressione mafiosa” – ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia che ha aggiunto: “Ringrazio le forze dell’ordine per il loro costante impegno a tutela della legalità che ha condotto all’importante operazione ‘Sotto scacco” con la quale è stata decimata la cosca di Belpasso”. Il cui sindaco, Daniele Motta, ha detto: “Il nostro Comune ha sempre perseguito la via della legalità, tra le altre cose ci siamo sempre costituiti parte civile nei processi perMafia. Così, l’esempio di Condorelli infonde in noi tutti rinnovato coraggio, forza per scegliere sempre e comunque la strada giusta”.

Coldiretti si è soffermata in particolare sul “settore agroalimentare – commentano dall’associazione – sempre più nel mirino della mafia e della delinquenza con azioni che vanno dai furti di mezzi e prodotti all’imposizione del pizzo e della guardiania. In Italia, così come emerge dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, il business delle agromafie ammonta a 24,5 miliardi di euro”.

Attestazioni di vicinanza e stima che commenta lo stesso Condorelli. “Sono felice – ha detto l’imprenditore – che il mio gesto abbia suscitato tanta attenzione non solo nella coscienza civica , ma anche in Parlamento”.

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