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Mutui a tasso fisso sempre più difficili per gli under 36, c’è lo stop delle banche

Mutui a tasso fisso sempre più difficili per gli under 36, c’è lo stop delle banche
Mutuo Imago

Tassi in crescita, offerte ridotte e Fondo Consap a rischio per i giovani che vogliono comprare casa

Il mutuo a tasso fisso per i giovani, under 36, sta diventando quasi una chimera. È sempre più difficile ottenerlo per loro. Molte banche, negli ultimi mesi, hanno ridotto o addirittura eliminato le offerte riconducibili alla garanzia Consap rivolte proprio ai giovani che vogliono acquistare la prima casa.

L’aumento dei tassi di interesse, la crescita dell’inflazione e le tensioni internazionali hanno spinto verso l’alto il costo dei finanziamenti immobiliari. Insomma, il “sogno” della casa cullato da molti giovani rischia di allontanarsi, vediamo il perché.

Irs e tassi dei mutui

Secondo un’indagine pubblicata da Altroconsumo, a salire è stato soprattutto l’Irs, (ossia l’Interest Rate Swap) è il parametro di riferimento utilizzato nel mercato europeo per determinare il tasso di interesse fisso nei contratti di finanziamento e mutuo.

Secondo i dati riportati dagli operatori del settore, nell’ultimo mese l’Irs è aumentato di circa 0,4 punti percentuali su tutte le principali durate. Questo vuol dire un costo più elevato per chi richiede oggi un finanziamento. Un mutuo da 100mila euro a 20 anni, ad esempio, comporta una spesa aggiuntiva di oltre 5mila euro rispetto a un mese fa. Su una durata di 30 anni, invece, il costo sale di oltre 7mila euro.

Questo aumento sta colpendo soprattutto i mutui a tasso fisso, che negli ultimi anni erano diventati la soluzione preferita dalle famiglie grazie alla maggiore stabilità delle rate.

Le difficoltà per i mutui under 36

Le conseguenze più pesanti però ricadono sui giovani e sulle categorie considerate prioritarie dal Fondo Consap. Il sistema di garanzia pubblica permette infatti agli under 36, alle famiglie monogenitoriali con figli minori, alle giovani coppie e a chi vive nelle case popolari di accedere più facilmente al credito. Le norme prevedono che il Taeg (ovvero Tasso Annuo Effettivo Globale che rappresenta il costo totale reale di un mutuo o di un prestito, espresso in percentuale su base annua) dei mutui garantiti non superi determinati limiti fissati trimestralmente da Banca d’Italia.

Attualmente il limite massimo è del 2,15% per i mutui a tasso fisso e del 2,23% per quelli variabili. Si tratta di finanziamenti generalmente molto lunghi, spesso superiori ai 30 anni, pensati per rendere le rate più sostenibili.

A fine marzo accolte 29mila domande su 37mila

A fine di marzo, secondo i dati Consap, erano arrivate quasi 37mila domande per mutui garantiti al 100%, di cui circa 35 mila presentate da under 36. Le pratiche ammesse erano oltre 29 mila e più di 17 mila risultavano già erogate. Da lì in poi il numero di richieste presentate al Fondo Consap sarebbe diminuito sensibilmente.

Per questo motivo è stata avanzata la proposta di utilizzare le risorse stanziate dal Governo per coprire la differenza tra i tassi di mercato e i limiti fissati dalla convenzione. L’obiettivo sarebbe quello di consentire ai giovani di continuare ad accedere ai mutui garantiti mantenendo rate considerate sostenibili.

Perché le banche stanno riducendo le offerte e puntano sui mutui variabili

Con l’aumento dei tassi, però, molte banche ritengono che concedere mutui entro i limiti previsti dal Fondo Consap sia diventato poco conveniente. Secondo gli operatori del settore, i tassi fissati dalla convenzione sarebbero troppo bassi rispetto alle attuali condizioni di mercato.

Di conseguenza, molti istituti bancari che avevano aderito volontariamente alla convenzione starebbero riducendo o eliminando le offerte dedicate ai giovani. Il problema riguarda soprattutto i mutui a tasso fisso, infatti secondo le simulazioni, per un mutuo under 36 da 160 mila euro con durata di 30 anni non ci sarebbero più offerte a tasso fisso compatibili con i limiti previsti dalla garanzia Consap. Molti giovani, così, rischiano di non riuscire più ad accedere ai mutui garantiti per acquistare la prima casa.

Di contro, le banche continuano a proporre con maggiore facilità mutui garantiti a tasso variabile. Le simulazioni mostrano che, nel caso di un mutuo da 160 mila euro a 30 anni, una crescita dell’Euribor potrebbe avere effetti significativi sulle rate mensili. Con un Euribor allo 0,25%, la rata di alcuni mutui potrebbe aumentare fino a oltre il 9%.

Con un Euribor allo 0,5%, l’aumento potrebbe superare il 13%. Il problema riguarda soprattutto le famiglie con redditi bassi o limitati, più esposte alle variazioni dei tassi.

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