“Oggi passiamo a una seconda fase, quella dell’apertura del nostro sapere verso la condivisione di un progetto che guarda ad accompagnare altre famiglie di imprenditori e tanti giovani verso il fare impresa”. Queste le parole dell’imprenditore Franz Di Bella nell’ambito del kick-off di Catania Crea Impresa – Open Innovation Hub Sicilia tenutosi nell’aula magna del rettorato dell’Università di Catania. Il progetto, promosso da DBhub e Wylab, ha l’intento di favorire la nascita, l’incubazione e l’accelerazione di nuove iniziative imprenditoriali nel territorio etneo.
Il mantra: restituire le competenze al territorio
Al centro, il concetto del give back: restituire le proprie competenze e la propria esperienza al territorio. “Vogliamo mettere a fattor comune della comunità ciò che noi siamo riusciti a fare”, spiega il fondatore e Ceo di DBhub Di Bella. Il principio prevede la condivisione delle relazioni di chi ha già costruito percorsi imprenditoriali “creando le condizioni per trasformare le idee più innovative in imprese competitive”.
Galvagno: “Fare impresa in Sicilia è un sacrificio. Un milione di euro per le nuove idee”
Durante i saluti istituzionali, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha dichiarato: “Quando si parla di fare impresa in Sicilia è un sacrificio difficile, specialmente rispetto alla situazione attualmente in corso. Sono lieto per questo evento, che trovo idoneo si svolga nell’ambiente universitario”.
Un riferimento poi al concetto del vantaggio dell’arretratezza, a un’appropriata allocazione delle risorse e alla capacità del territorio di trattenere i talenti: “Stiamo destinando quasi un milione di euro per start up e nuove idee. Gli sforzi si devono fare da tutte le parti, perché la colpa è sempre di qualcuno ma bisognerebbe fare un gioco di gruppo. Oggi essere critici è abbastanza semplice, ci vuole più consapevolezza. Dobbiamo governare la crisi che stiamo attraversando”. Il presidente ha auspicato un ulteriore incontro, a gennaio prossimo, per raccontare i progressi fatti.
Ruolo primario dell’università, Foti: “I giovani devono poter scegliere di restare”
Il piano strategico tra le due realtà nasce dall’intesa tra Sicilia e Liguria per connettere, tra gli altri, nuovi professionisti e imprenditori. In questo scenario, l’università ricopre un ruolo primario. Nel corso dell’incontro, il rettore Enrico Foti ha parlato dell’urgenza di collaborazione tra le istituzioni e il tessuto aziendale locale, affinché gli studenti possano scegliere di restare in Sicilia e promuovere la crescita: “Stiamo cercando di portare avanti questo modello”.
Trantino: “Le amministrazioni si mostrino coese”
Il tema della migrazione qualificata è stato ripreso dal sindaco Enrico Trantino: “Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo organizzato tavoli dell’innovazione con risultati incoraggianti. Andare fuori è una possibilità per accrescere le proprie esperienze a condizione di poter tornare e realizzarsi”. È stato evidenziato il valore di mettere a fuoco i risultati positivi andando oltre “l’antagonismo a tutti i costi. È la squadra che fa vincere il campionato. Quando le amministrazioni si mostrano coese, il conseguimento di un risultato è automatico. Mi auguro che tutto questo sia un viatico per un’altra lungimirante esperienza“.
La location iconica, il palazzo delle Poste di via Etnea
Questa opportunità di sviluppo nell’area nasce proprio in uno dei luoghi simbolo di Catania, lo storico palazzo delle Poste in via Etnea, che diventerà una location-chiave per nuove partnership commerciali. A spiegare il progetto sinergico è stato anche Federico Smanio, Ceo di Wylab, partendo dall’evoluzione della propria azienda con sede a Chiavari, in provincia di Genova.
“Siamo riusciti a riunire persone per creare un ecosistema dell’innovazione”. Le componenti essenziali per la riuscita sono principalmente tre: il talento, le idee e i capitali ai quali si aggiungono le istituzioni, il mondo universitario e gli industriali. Smanio ha sottolineato che un business funziona quando genera posti di lavoro e ha una ricaduta sull’economia reale. Da questo intento muove la richiesta di coinvolgere professionisti di settore.
Una realtà concreta da offrire ai giovani
A intervenire sulla concretizzazione di tale obiettivo sull’Isola è stata Giulia Di Bella, strategic engagement manager di DBhub: “I giovani hanno bisogno di una realtà tangibile, non basta il coinvolgimento”. Le possibilità si realizzano quando si crea un contesto di sodalizio tra start up giovani e corporate, le quali “hanno la forza di rispondere agli interrogativi”. Conclude con una chiara esortazione: “La Sicilia non deve essere ricordata solo per i suoi sapori e odori, ma deve diventare un punto dal cui partire e non scappare”.
“Matchare il saper fare delle corporate con la voglia di fare dell’ultima generazione di professionisti”
In riferimento alle organizzazioni strutturate, Franz Di Bella ha esplicitato lo scopo del piano di lavoro, ovvero quello di matchare il loro saper fare con la voglia di fare dell’ultima generazione di professionisti. Si tratta, inoltre, di un’occasione per le grandi società che vogliono “piantare un nuovo seme”.
Oltre ai già citati, all’iniziativa hanno preso parte il presidente del Tribunale di Catania Mariano Sciacca e la presidente di Confindustria Catania Maria Cristina Busi Ferruzzi.
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