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Catania-Crotone, l’ex Jeda: “Il ‘Massimino’ fa paura, voglio gli etnei in B. Longo vive per il calcio”

Catania-Crotone, l’ex Jeda: “Il ‘Massimino’ fa paura, voglio gli etnei in B. Longo vive per il calcio”
Jeda, ex attaccante di Catania e Palermo

L’attaccante brasiliano ai microfoni del QdS.it: “I rossazzurri possono vincere il campionato: anche il Palermo può andare in A”

19 presenze e 6 reti, buone prestazioni e un ottimo ricordo ai piedi dell’Etna. Da gennaio a giugno 2005 Jedaias Capucho Neves, per tutti Jeda, ha vestito la maglia del Catania, colpo di mercato invernale di Pietro Lo Monaco per la squadra allora allenata di Nedo Sonetti. Il brasiliano, in coppia lì davanti con Matteo Serafini, fece divertire il pubblico del “Massimino”, nonostante l’epilogo amaro della stagione con i siciliani relegati a metà classifica e fuori dalla zona Play-Off. La carriera di Jeda, tuttavia, parla per lui: 125 gettoni in Serie A divisi tra Cagliari, Lecce e Novara con ben 29 gol a referto. Seconda punta veloce, dotato tecnicamente, in grado di svolgere il ruolo di centravanti, esterno offensivo o trequartista.

Jeda al QdS.it: “Campionato lungo, il Catania uscirà alla distanza”

In occasione di Catania-Crotone, in programma questa sera al “Massimino”, il QdS.it ha intercettato il brasiliano, con cittadinanza italiana, per chiedergli un giudizio sull’avvio di campionato dei ragazzi di Emilio Longo, i quali sembrano aver ingranato la marcia giusta dopo un inizio titubante. Jeda, tra l’altro, è un ex della gara, avendo militato agli ordini dei rossoblù di Gasperini nella stagione 2005-2006 in Serie B: “Seguo spesso le vicessitudini del girone C – esordisce l’ex attaccante etneo -. Mi sta sorprendendo il Potenza, dal Catania mi aspettavo qualcosa in più almeno in avvio. Guardando tutte le squadre, però, è in linea, perché il campionato è lungo. Da questa sera invece, inizierà il vero campionato del Crotone dato che i ragazzi di Greco sono riusciti ad azzerare la forte penalizzazione. I rossoblù hanno giocato bene con la Salernitana, sfruttando anche una prestazione non eccezionale dei granata. Per ciò che concerne il Catania spero e tifo affinchè possa uscire dal marasma della Serie C. Si tratta di un torneo strano e difficilissimo. Confido, nonostante tutto, in una società solida, competente, insieme ad una piazza che merita ampiamente palcoscenici importanti. Nell’ultimo giorno di mercato hanno preso tanti giocatori forti, come Roberto Insigne. Avere una società attrezzata, un allenatore che conosce la categoria e giocatori di valore fa la differenza. Si deve creare un progetto forte ed in grado di affrontare la categoria per fare la differenza”.

“Longo un ‘malato’ di calcio: vive per questo sport”

Il brasiliano, si sofferma, poi, anche sulla figura del tecnico salernitano, elogiandolo e ritendolo uno degli allenatori più preparati nell’intero campionato: “Conosco bene molto bene Emilio Longo – spiega Jeda -, quando era a Carate ho avuto modo di parlarci ed elogiavo il lavoro del mister. L’ho sempre seguito e ammirato, ha una grande mentalità, competenza ed una passione sfrenata per il calcio. Lui vive per il calcio. Viene da una piazza importante come Crotone e ha l’esperienza giusta per guidare il Catania: deve far fronte, però, alla voglia e all’impazienza della piazza di tornare protagonista dove le compete. Dovrà essere predisposto alla pressione, quando non arrivano i risultati soprattutto. Se saprà gestire le difficoltà farà benissimo, penso possa essere un valore aggiunto con la pazienza ed il lavoro. Lo stimo molto, è una grandissima persona e professionista. Michele Criscitiello (giornalista e patron della Folgore Caratese) mi diceva che vive 24 ore su 24 di calcio. Lui è così: ha enorme competenza e lavora sui dettagli“.

“Il ‘Massimino’ fa paura: volevo restare al Catania”

Poi, un tuffo nel passato, proprio quello a tinte rossazzurre di cui accennavamo in apertura: “Quando giochi con il Catania ti rendi conto che la piazza incide tanto. Il pubblico è devastante, i giocatori dovrebbero lavorare per imparare ad approfittare di questo calore straordinario perché i tifosi e il “Massimino” fanno paura agli avversari – ricorda emozionato -. Io rimasi 6 mesi a Catania ma avevo messo parecchia pressione per rimanere perché sapevo che avrebbero fatto bene e infatti hanno vinto l’anno dopo. Il mio cartellino era però diviso tra Piacenza e Vicenza – ai tempi vigevano ancora le comproprietà -. Successe un ‘casino’ ed alla fine rimasi quasi senza squadra. Quando c’è stata l’opportunità di venire qui non ho esitato e sono rinato dopo momenti difficili”. Jeda, negli anni successivi, fece diversi scherzetti proprio al Catania, siglando svariate reti contro gli etnei tra B ed A: “Sì (sorride n.d.r.), feci gol al Catania di tacco proprio con la maglia del Crotone e poi un altro con un siluro da lontanissimo a Pantanelli: il mio Crotone era quello di Gasperini, organico corto ma fortissimo. C’era anche Pellè con cui giocai prima a Catania e poi a Crotone, era giovanissimo ma s’intravedevano già le sue qualità”.

“Spero che il Palermo vada in Serie A ed il Catania in B”

Chiusura, infine, dedicata anche al Palermo: Jeda, infatti, è stato uno dei protagonisti in rosanero della storica promozione in Serie A nel 2003-2004 e, negli scorsi giorni, ha partecipato alla partita d’addio al calcio di Fabrizio Miccoli: “Era da tempo che non entravo negli stadi di Catania e Palermo. Sono tornato al ‘Massimino’ in occasione di “Un goal per la solidarietà” ed è stato emozionante, ho ripensato a tanti momenti belli e indimenticabli. Anche al ‘Barbera’ è stata una grande esperienza, ti vengono in mente tanti ricordi. Avevamo uno squadrone coi rosanero quell’anno. Per quanto riguarda la B attuale, ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Pippo Inzaghi: la squadra a livello di nomi e uomini è tanta roba. La cadetteria è un campionato difficile, devi sempre dimostrare sul campo. Se non sai gestire i periodi negativi diventa problematica perché loro hanno la pressione di dover conquistare il salto di categoria. Mi aspetto un Catania in lotta per la B e il Palermo per la A: sono due piazze incredibili, c’è bisogno di dare una svolta. Sia il Catania che il Palermo dovranno cercare di centrare l’obiettivo evitando di restare impantanati nei rispettivi campionati”.

“Mi sono ritirato ma…non escludo un ritorno”

Jeda, classe 1979, ha appeso le scarpette al chiodo nell’estate del 2026, dopo aver realizzato caterve di gol tra seconda e terza categoria con la maglia della Zeta Milano: “Sì, ho smesso di giocare a giugno, non ce la facevo più per via del lavoro che mi vede impegnato con Radio Serie A – conclude – Tuttavia, potrei decidere di tornare in campo perchè ho un obiettivo in testa: diventare uno dei pochi calciatori professionisti della storia ad aver militato in tutti i tornei italiani esistenti, dai livelli più alti a quelli più bassi. Mi manca soltanto la prima categoria, vedremo cosa deciderò di fare: in ogni caso, possiedo il patentino UEFA B e gestisco un Academy per i più giovani. Insomma, il calcio continua a far parte di me”.

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