Catania, attivisti chiedono di aprire il porto alle bici - QdS

Catania, attivisti chiedono di aprire il porto alle bici

Melania Tanteri

Catania, attivisti chiedono di aprire il porto alle bici

martedì 16 Giugno 2020 - 00:02
Catania, attivisti chiedono di aprire il porto alle bici

Un movimento spontaneo di ciclisti ha manifestato per le vie della città. Parisi: “Stiamo valutando”

CATANIA – Da qualche anno non si vedevano più sfrecciare per la città. Ma da un paio di mesi sono tornati a chiedere interventi profondi e sostenibili anche a Catania. Sono gli attivisti della Critical mass, il movimento spontaneo di cittadini che, invadendo le città con bici, monopattini o pattini, chiedono politiche volte a migliorare la mobilità urbana ed extraurbana. In centinaia, sabato scorso, si sono dati appuntamento in piazza Università per raggiungere la zona della Playa.

Un percorso affatto casuale: la richiesta avanzata all’autorità portuale e all’amministrazione è infatti quella di aprire il sedime portuale al passaggio dei mezzi “a trazione umana”. L’alternativa è infatti il passaggio da via Tempio e via Colombo, strade altamente affollate e non certo sicure.

Pochi giorni prima, giovedì sera, la Critical mass aveva scelto di manifestare proprio di fronte al porto, interdetto al transito con i mezzi privati e che invece gli attivisti chiedono venga aperto, proprio come previsto nel progetto iniziale della pista ciclabile del Lungomare che, in principio, avrebbe dovuto essere collegata con la porzione ciclabile già realizzata in viale Kennedy, proprio attraverso il porto.

Sabato, dunque, una nuova manifestazione che, dal centro storico ha raggiunto l’area di San Francesco La Rena. “Da anni – afferma il ciclo attivista Attilio Pavone – chiediamo di poter utilizzare la strada interna al porto. Una soluzione facilmente applicabile perché si tratta di una strada già percorribile dalle bici, secondo il codice della strada, che non necessita di alcun intervento strutturale, visto che per legge tutte le strade con limite 30 sono già considerate ciclabili – spiega. Se si aggiunge che nell’area turistica, aperta al pubblico, insiste attualmente un intenso traffico commerciale a causa dell’inagibilità della nuova darsena – prosegue – appare incomprensibile il divieto di transito in quel tratto di strada, ancor più se si pensa che fine a qualche anno era consentito”.

Una richiesta sostenuta dall’intero gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che ha sposato la linea dei cicloattivisti, chiedendo “Un tavolo con tutte le autorità preposte per consentire l’attraversamento pedonale e in bici a tutti coloro che intendono raggiungere la Playa di Catania passando dal porto”, affermano gli esponenti di Palazzo degli Elefanti, insieme al consigliere di circoscrizione Fabrizio Cadili, alla deputata all’Ars Gianina Ciancio e al deputato nazionale, componente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati Luciano Cantone.

Vogliamo consentire a chi va in bici o a piedi di poter raggiungere il mare in tutta sicurezza ma per farlo, non possiamo aspettare i tempi del Comune – aggiunge Ciancio. Sappiamo che esiste il progetto di una pista ciclabile sulla strada di competenza dell’amministrazione, ma visto che ci vorranno anni per realizzarla e viste le lentezze burocratiche, bisogna assolutamente trovare una soluzione transitoria che eviti che accada il peggio”.
I cicloattivisti e gli esponenti pentastellati sono stati ricevuti dall’autorità portuale, rappresentata da Andrea Annunziata, mentre si aspetta ancora un incontro con l’amministrazione comunale.

Proprio oggi si dovrebbe tenere una riunione in capitaneria di porto con l’Autorità portuale e l’assessore alle politiche comunitarie Sergio Parisi, alla quale dovrebbe partecipare anche una rappresentanza dei ciclisti.

“Un invito gradito e sicuramente utile per discutere – spiega l’assessore Parisi. Siamo al lavoro per affrontare la questione in modo ampio per capire come procedere. Stiamo facendo tanti ragionamenti – prosegue – relativamente ai fondi comunitari dell’agenda urbana per le reti ciclabili, legandole al Pgtu. Stiamo lavorando in sordina ma attivamente” – conclude.

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