Home » Istituzioni » Pulizia in locali e ristoranti, Controcorrente propone di classificare gli esercizi in Sicilia: “Per tutelare i consumatori”

Pulizia in locali e ristoranti, Controcorrente propone di classificare gli esercizi in Sicilia: “Per tutelare i consumatori”

Pulizia in locali e ristoranti, Controcorrente propone di classificare gli esercizi in Sicilia: “Per tutelare i consumatori”
In foto un ristorante. Immagine di Jason Leung su Unsplash, di repertorio

Il ddl propone l’istituzione di un sistema regionale di classificazione per garantire “tutela della salute pubblica, sicurezza alimentare e trasparenza”

Quante volte capita di leggere, tra i commenti agli articoli dei giornali riguardanti la chiusura di attività di ristorazione per motivi igienico-sanitari, la richiesta di conoscere i nomi degli esercizi commerciali. Così da evitarli quando riapriranno. Richieste che chi fa questo mestiere non soddisfa per alcuni semplici motivi, che non hanno nulla a che vedere con la voglia di coprire i responsabili: il primo è determinato dal fatto che queste notizie quasi sempre si apprendono tramite le comunicazioni ufficiali delle forze dell’ordine, che a propria volta non contengono i nomi delle attività; il secondo più pragmatico ma anche rispettoso del dovuto garantismo è legato al fatto che le chiusure avvengono sempre in un momento in cui la procedura di accertamento degli illeciti è ancora in itinere, i responsabili possono replicare e magari dimostrare che le accuse rivolte nei propri confronti non erano pienamente conformi alla realtà dei fatti.
In un’ipotesi del genere, divulgare i nomi anzitempo rischierebbe di esporre le testate a rischi non indifferenti.

Un disegno di legge, depositato a fine luglio all’Ars, potrebbe in qualche modo saziare la sete di informazioni dei clienti. O quantomeno fornire la possibilità per tempo di avere un’idea della qualità, dal punto di vista igienico-sanitario, dei locali in cui si decide di acquistare cibo e bevande.

A proporlo è il gruppo Controcorrente, guidato dal deputato Ismaele La Vardera.

Pulizia in locali e ristoranti, Controcorrente propone di classificare gli esercizi in Sicilia: “Per tutelare i consumatori”
Ismaele La Vardera. Foto da Imagoeconomica, di Paolo Cerroni

La certificazione regionale per i ristoranti, il disegno di legge di Controcorrente

Il ddl riguarda l’istituzione di un sistema regionale di classificazione degli esercizi di somministrazione e l’obbligo per i titolari dei locali di esporre la propria categoria di appartenenza.

“Il presente disegno di legge nasce dall’esigenza di rafforzare la tutela della salute pubblica, promuovere la sicurezza alimentare e garantire una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori – si legge nella relazione che illustra i contenuti della proposta –. La ristorazione rappresenta uno dei comparti strategici dell’economia siciliana, sia sotto il profilo occupazionale che turistico. Ogni anno milioni di cittadini e visitatori scelgono i ristoranti, le pizzerie, i bar e gli altri pubblici esercizi della nostra isola, contribuendo alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche siciliane. È pertanto interesse della Regione promuovere strumenti che incentivino elevati standard qualitativi e rafforzino il rapporto di fiducia tra operatori economici e consumatori”.

Gli esempi dall’estero

L’ispirazione è arrivata da ciò che avviene fuori dall’Italia. Negli Stati Uniti un sistema di questo tipo è in vigore da tempo.
“Negli ultimi anni numerosi Paesi europei ed extraeuropei hanno introdotto sistemi di classificazione igienico-sanitaria facilmente comprensibili dal pubblico, consentendo ai consumatori di conoscere, in maniera immediata e trasparente, il livello di conformità degli esercizi alle prescrizioni igienico-sanitarie accertate dalle autorità competenti. Tali esperienze hanno dimostrato come la pubblicità degli esiti dei controlli costituisca non soltanto uno strumento di informazione, ma anche un efficace incentivo al miglioramento continuo degli standard igienici”, prosegue la relazione.

Le classi di valutazione

Secondo la visione di Controcorrente, la Regione dovrebbe, con una serie di decreti attuativi, stabilire le regole nel dettaglio che porterebbero i cittadini a poter farsi un’idea chiara del livello di pulizia che caratterizza ristoranti, bar, chioschi, pub.

“Il sistema di classificazione si fonda su criteri oggettivi e uniformi – viene spiegato – che terranno conto della pulizia e della sanificazione dei locali, della corretta conservazione degli alimenti, dell’igiene del personale, dell’efficacia delle procedure di autocontrollo, della manutenzione degli impianti e delle misure di prevenzione degli infestanti, nonché di ogni ulteriore elemento rilevante ai fini della sicurezza alimentare”.

Il ddl propone di introdurre tre classi: A, B e C. Una volta assegnata la categoria, il titolare dell’esercizio ha la possibilità di appellarsi. “Il disegno di legge – si legge – introduce un procedimento di riesame che consente all’esercente di richiedere una nuova verifica dopo avere eliminato le criticità riscontrate, evitando che eventuali irregolarità già sanate producano effetti pregiudizievoli non più corrispondenti alla reale situazione dell’attività”.

L’idea è quella di avviare l’iniziativa con un anno di sperimentazione, basato su adesione volontaria. “Solo successivamente, sulla base dei risultati conseguiti e delle modalità definite dalla giunta regionale, il sistema entrerà pienamente a regime”, concludono i deputati.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram