Catania, ex Palazzo Poste ai titoli di coda - QdS

Catania, ex Palazzo Poste ai titoli di coda

Melania Tanteri

Catania, ex Palazzo Poste ai titoli di coda

sabato 25 Gennaio 2020 - 00:02

Dopo anni di promesse e di annunci è iniziata la demolizione dell’edificio in viale Africa. L'assessore Marco Falcone: “Gara nei primi mesi del 2021”

CATANIA – C’era addirittura monsignor Gristina, arcivescovo di Catania, tanto importante e atteso era il momento. L’avvio della demolizione dell’ex Palazzo delle Poste di viale Africa, dopo anni di promesse e di annunci, è diventata realtà. All presenza, tra gli altri, del presidente della Regione, Nello Musumeci, del presidente della Corte d’appello di Catania, Giuseppe Meliadò, dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, del sindaco etneo, Salvo Pogliese e di tantissimi altri esponenti del mondo politico, sindacale, della Giustizia, oltre a uno stuolo di cronisti, la ruspa ha buttato giù il primo pezzetto del grande edificio fronte lungomare che farà spazio alla nuova cittadella della Giustizia.

“Il nuovo palazzo di Giustizia, che si integra a quello già esistente, è un’esigenza inseguita e avvertita da decenni – ha affermato il presidente Musumeci. E questa non è la sola opera nella quale interveniamo con un processo di demolizione, perché l’ospedale Santa Marta sarà demolito per valorizzare la parte retrostante progettata da Giambattista Vaccarini e saranno demolite alcune superfetazioni dell’ex ospedale Vittorio Emanuele, che ospiterà un grande polo museale della città. Riteniamo davvero – ha aggiunto – che questa ardita impresa, grazie al dipartimento tecnico della Regione siciliana, possa aprire una nuova stagione. Ne siamo convinti, anche se il problema restano i tempi, ma noi saremo vigili e presenti”.

Sui quali si sbilancia un po’ Marco Falcone. “Il 28 dicembre 2018 abbiamo verificato che le condizioni di questo stabile necessitavano la demolizione – ha ricordato l’assessore – per costruire una delle opere che darà lustro alla città di Catania, la Cittadella giudiziaria, che accorperà ben ventuno uffici. Oggi, prendiamo l’impegno che entro il mese di aprile, ma speriamo addirittura che, entro l’apertura dell’anno giudiziario, nel 2021 potremo avere già aggiudicato la gara per la costruzione della cittadella giudiziaria”.

L’assessore ha parlato anche del concorso di progettazione dal quale dovrà venir fuori il progetto del nuovo edificio. “Lo abbiamo predisposto grazie al Genio Civile di Catania che si è voluto spendere in questa grande scommessa – ha detto. di dare alla città non soltanto un’opera funzionale e utile, ma anche prestigiosa dal punto di vista urbanistico e architettonico”.
Come sottolineato dal sindaco Pogliese. “Finalmente si avvia la riqualificazione di un’area strategica della città – ha evidenziato il primo cittadino – e lo si fa rispettando i tempi. Siamo convinti che, da qui a breve, nascerà un edificio all’interno di un contesto urbanistico di particolare pregio e che ci sarà un progetto adeguato alle bellezze dei luoghi”.

Soddisfatto il presidente Meliadò, tra i più attivi sostenitori della realizzazione del nuovo Tribunale. “Questo momento premia la tenacia con cui alcuni di noi hanno perseguito questo importante obiettivo – ha detto. Mi pare che il sogno stia diventando realtà, grazie alla buona volontà di tutti – ha voluto evidenziare. È la prima grande opera pubblica che si fa a Catania dopo tanto tempo, ed è un’opera molto significativa”.

“C’è un problema di tempi, come sottolineato con il presidente Musumeci e con l’assessore Falcone – ha aggiunto: noi auspichiamo che questo Palazzo di Giustizia, superando lo scetticismo di molti, veda la luce entro pochi anni, e soprattutto che interrompa quella serie perversa per cui si spendono milioni per esercitare la Giustizia in condizioni non degne all’esercizio della stessa. Qui verrano trasferiti tutti gli uffici civili, di primo e secondo grado, gli uffici del Giudice di pace, l’Unep nonché la Polizia giudiziaria. Si tratta di uffici che, allo stato attuale, stanno nel Palazzo di piazza Verga, ma molti altri stanno in stabili condominiali. Non mi pare – ha concluso – che la giurisdizione possa essere esercitata in un condominio”.

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